Enrico Steidler
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Festa scudetto vietata a Catania e Palermo: “che festeggino a Torino!”

“Morto un Papa…relli, se ne uccide un altro”. Questa scritta ha già imbrattato troppe volte i muri (e l’onore) della città di Roma

Festa scudetto vietata a Catania e Palermo: “che festeggino a Torino!”
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Catania Juventus Foto Repertorio

La solita domenica di ordinaria idiozia. A Catania un tifoso bianconero accorso in piazza Europa per festeggiare lo scudetto è stato circondato e malmenato da un gruppo di sostenitori della squadra di casa. Bilancio: maglia della Juve fatta a brandelli, labbro spaccato e ricovero in ospedale. Momenti di tensione anche a Palermo, dove solo la presenza delle forze dell’ordine ha impedito lo scontro fra juventini e tifosi rosanero (che presidiavano piazza Castelnuovo per questioni di “orgoglio calcistico e territoriale”), e di autentica vergogna a Firenze, dove i supporter della Roma hanno intonato cori contro Vincenzo Paparelli, il tifoso della Lazio ucciso sul colpo da un razzo sparato dalla curva Sud prima del derby del 28 ottobre 1979.

DUE PIAZZE DIVERSE, STESSI CRETINI – Piazza Europa, a Catania, è lo storico ritrovo dei tifosi etnei: un luogo sacro e inviolabile, quindi, agli occhi dei fanatici. Ieri pomeriggio, infatti, una cinquantina di essi ha occupato il “tempio” con lo scopo dichiarato di impedire la sua profanazione da parte degli infedeli (i bianconeri festanti per lo scudetto appena conquistato). “Un presidio pacifico” – hanno precisato costoro ai microfoni di Calcio Napoli 24 – “giusto per far capire che qui esiste solo il Catania”. Ma la stupidità e la prevaricazione, si sa, quasi sempre degenerano in violenza: la partita di Torino è finita da pochi minuti quando un tifoso della Juve viene accerchiato e malmenato da un gruppetto di esagitati. Trasportato all’ospedale, se la cava con un labbro spaccato e contusioni varie. L’episodio rischia seriamente di innescare una mega-rissa fra le opposte tifoserie, ma fortunatamente il tempestivo intervento di polizia, Digos e carabinieri riesce ad evitare il peggio. Tentativi, seppur meno violenti, di de-juventinizzazione del territorio si sono registrati anche a Palermo, dove piazza Castelnuovo (di fronte al Teatro Politeama) è stata presidiata da decine di tifosi che hanno manifestato il loro sdegno per i caroselli dei tifosi bianconeri lanciando insulti e intonando cori fra cui “A Palermo non si festeggia” e “Voi non siete palermitani“. Il desiderio di realizzare una sorta di “pulizia etnica” emerge chiaramente dalle parole di alcuni tifosi avvicinati dai cronisti di Goal.com: “Siamo qui perché ci sembra giusto” – sostiene Salvo – “Ci troviamo a Palermo e non è corretto che festeggino qui mentre la città vive un dolore sportivo“. “Vogliamo impedire ai tifosi juventini di festeggiare nella nostra piazza” gli fa eco Marta. “Che festeggino a Torino, se vogliono” – incalza Gabriele – “Non vedo cosa ci sia da festeggiare qui a Palermo, in una piazza che rischia la serie B. Purtroppo la maggior parte dei cittadini è ‘strisciata’ (cioè fa il tifo per le squadre con la maglia a strisce: Juve, Inter e Milan, ndr), noi rosanero siamo pochi. Ma ci facciamo sentire!”. Purtroppo.

VERGOGNA SENZA FINE – “Morto un Papa…relli, se ne uccide un altro”. Questa scritta ha già imbrattato troppe volte i muri (e l’onore) della città di Roma, ma evidentemente non è abbastanza. Uno degli episodi più drammatici e insensati della storia del nostro calcio continua a rivivere impunito nei cori di imbecilli asociali che non ha alcun senso definire tifosi, e che infestano i nostri stadi passandola quasi sempre liscia. “28 ottobre bella giornata, tanti saluti a Paparelli a Prima Porta (riferito al cimitero Flaminio, dove è sepolto Paparelli, ndr), oh laziale testa di c…. in curva nord lanceremo un altro razzo.” Questo è solo uno dei tanti cori schifosi nel macabro repertorio degli ultrà giallorossi, ed è intollerabile che la nostra cosiddetta società civile non sia in grado di difendere la memoria di Vincenzo Paparelli (un tifoso della Lazio 33enne, autoriparatore, sposato e padre di due figli ucciso da un razzo nautico da segnalazione – con involucro metallico e 2 km di gittata – sparato dalla curva Sud prima del derby Roma-Lazio dell’ottobre 1979) e di difendersi da una simile manica di cialtroni. Dov’erano le istituzioni durante Fiorentina-Roma di sabato sera scorso, quando gli ultrà hanno oltraggiato la memoria di Paparelli e infangato la dignità di tutti, tifosi e non? E dov’erano, e dove sono, i mass media? Il loro silenzio, eccezion fatta per Viola News, Webviola e molti siti del tifo biancoceleste, è ancora più assordante di certi cori e, a ben vedere, non meno colpevole.

Enrico Steidler

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One Response to Festa scudetto vietata a Catania e Palermo: “che festeggino a Torino!”

  1. ROBY 6 maggio 2013 at 19:36

    noi rosanero siamo pochi. Ma ci facciamo sentire!”. Purtroppo.

    Articolo indegno!

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