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Volata da brividi per Mark Cavendish, prima maglia rosa del Giro d’Italia

Il fuoriclasse dell’Omega Quick Step conferma il suo strapotere nelle volate con una doppia progressione da favola. Delusione per Elia Viviani

Volata da brividi per Mark Cavendish, prima maglia rosa del Giro d’Italia
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La prima tappa del Giro 2013 è filata come ci si aspettava: città in festa, grande presenza di pubblico lungo la strada e big che recitano sapientemente nascosti nella pancia del gruppo, protetti dalle rispettive squadre, ad evitare le cadute – che ci sono pure state, influenzando di fatto l’esito della gara.

Il gran caldo non ha scalfito minimamente l’entusiasmo del pubblico che ha interpretato nella maniera migliore l’atmosfera della corsa rosa e confermato una volta di più la famosa ospitalità napoletana.

IL PRIMO FUGGITIVO – Sul doppio circuito cittadino di Napoli il primo ad attaccare è l’australiano Cameron Wurf, ex canoista che parte al kilometro zero. A lui si aggiungono altri sei corridori con lo scopo di guadagnare i punti dei due mini gran premi della montagna (che danno la maglia azzurra) e mettersi in mostra in una tappa in cui, si sapeva dall’inizio, le squadre dei favoriti avrebbero lasciato fare.

Così è stato in effetti: la fuga diventa una questione del solo Wurf dal 70° Km in poi. Il gruppetto di fuggitivi rallenta, sei di loro vengono riassorbiti dal gruppone, che viaggia a medie elevatissime, mentre l’australiano continua la sua progressione solitaria.
Il gruppo non si scompone e comincia a fare sul serio solo a pochi km dall’arrivo. Del resto, con le medie che si raggiungono, per un singolo corridore è davvero impossibile mantenere un vantaggio utile alla vittoria in tappe lineari come queste.

ARRIVANO I TRENI – La fuga dell’australiano si esaurisce a circa sette km dall’arrivo. Da lì in poi comincia il gioco dei treni della Cannondale e dell’Omega Quick Step per tirare la volata ai rispettivi velocisti ovvero Elia Viviani e il favoritissimo Mark “The Rocket” Cavendish. A poco più di due km dal traguardo una caduta spezza il gruppo di testa, mettendo fuori gioco tra gli altri Gavazzi e Chicchi e lasciando in testa solo una decina di atleti. I colpi di scena però non finiscono qui, un salto di catena all’ultimo degli uomini del treno della volata fa perdere terreno a Cavendish che è costretto a uno sforzo aggiuntivo per tappare il buco. La progressione dell’inglese è però straordinaria: scartando sulla destra esegue in pratica due volate, una ai cinquecento e l’altra, decisiva, ai duecento metri, che gli permettono di raggiungere e superare Viviani quando manca pochissimo al traguardo. Il fuoriclasse dell’Omega Quick Step conferma il suo strapotere nelle volate nonostante l’imprevisto capitato al suo compagno di squadra. A giudicare dallo scatto che l’ha portato a vincere la tappa sembra essere stato tutto facile ma, in realtà, Cavendish arriva sul podio esausto, duramente provato dalla doppia progressione vincente e da un caldo che egli stesso definisce “micidiale per un inglese”. Come primo atto del Giro le emozioni non sono mancate, con un finale di fatto in bilico fino all’ultima pedalata.

DELUSIONE VIVIANI –  Molto deluso Viviani, arrivato secondo dietro a colui che si conferma il più forte velocista in circolazione. Ottima prestazione anche per il campione francese Nacer Bouhanni che ottiene un bel terzo posto, anch’egli in rimonta con una sgroppata da campione proprio nei metri finali dopo una serie di sportellate, tutte regolari, per trovare il giusto spiraglio di progressione.

UN OTTIMO INIZIO –  La tappa di Napoli è stata da tutti i punti di vista un ottimo inizio e viene da chiedersi se non sia meglio questa formula ai vari crono prologo che hanno aperto la corsa negli ultimi anni. Se la competizione è stata così accesa già oggi, le premesse per un ottimo Giro ci sono tutte. Adesso un po’ di riposo, qualche seduta di massaggi per rilassare i muscoli e domattina trasferimento in aliscafo a Ischia, scenario di una cronometro a squadre che si annuncia già spettacolare.

Nicola Terzini

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