Enrico Steidler
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Kalac, dall’Australia con furore: “Perugia-Fiorentina del 2004 fu combinata”

Il portiere australiano di origine croata ex di Perugia e Milan lancia pesanti accuse sull’operato di Trefoloni nello spareggio di nove anni fa

Kalac, dall’Australia con furore: “Perugia-Fiorentina del 2004 fu combinata”
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SIDNEY, 2 MAGGIO – E’ un fiume in piena Željko Kalac. Intervistato dal portale Sportsfan Clubhouse l’ex numero uno del Perugia torna sullo spareggio fra gli umbri e la Fiorentina del 2004 e avanza seri dubbi sulla regolarità del match: “Secondo me la gara fu combinata, perché non potevamo oltrepassare mai la metà campo senza che l’arbitro non ci fischiasse qualcosa. Ricordo molto bene quel doppio confronto: io militavo con la maglia del Perugia, un piccolo club in confronto ad una grande squadra come la Fiorentina. Quella fu la prima volta che vidi una cosa del genere, non potevo crederci. Sto parlando di 180 minuti, in cui non ho mai avuto l’impressione che potessimo avere una minima chance di vincere la sfida”.

LA PARTITA INCRIMINATA – I fatti cui si riferisce l’attuale preparatore dei portieri del Sidney FC (la squadra dove milita Alessandro Del Piero) risalgono al campionato 2003-2004, un torneo atipico perché fu concluso dalla promozione in Serie A (che era a 18 squadre) di ben 6 club della serie cadetta (che era a 24) e la retrocessione in B di Ancona, Empoli, Modena e Perugia. Lo scopo era quello di portare a 20 il numero delle squadre della massima divisione e di far scendere a 22 quello della Serie B. La formula prevedeva che la quart’ultima di Serie A (cioè i grifoni biancorossi) giocasse uno spareggio con la sesta fra i cadetti (la Fiorentina di Emiliano Mondonico). La gara di andata si disputò al Renato Curi e i viola si imposero per 1 a 0 grazie al gol di Fantini al 10’. L’arbitro era il signor Trefoloni, e in effetti il fischietto senese fu criticato parecchio per aver sorvolato sul gioco duro degli ospiti e in particolare sul fallo commesso in piena area ai danni di Zé Maria (considerato rigore netto dalla maggior parte dei commentatori). Qualcuno parlò addirittura di evidente “vendetta federale su Gaucci”, allora presidente del sodalizio umbro, ma è anche vero che i padroni di casa disputarono una pessima gara: “Se non ribaltano il risultato, rimangono in ritiro altre quattro settimane”, tuonò infatti Gaucci inviperito per la scarsa verve dimostrata dai suoi. L’obiettivo non fu raggiunto: a Firenze la partita si concluse sul risultato di 1 a 1 (Fantini, di nuovo lui, al 47’, pareggio di Do Prado all’82’) e il Perugia sprofondò in Serie B. Anche quella gara non fu priva di strascichi polemici (i biancorossi recriminarono per una spinta in area ai danni del bomber Ravanelli non sanzionata da Rosetti), ma tutto sommato il risultato finale del doppio spareggio, anche considerando l’espulsione di Fantini nel match di ritorno, non apparve così indecente. Non è di questo avviso Kalac, che a distanza di 9 anni e 16mila chilometri dichiara: “Sarebbe giusto dire che quanto successo è stato scandaloso”.

Il portiere australiano di origine croata ex di Perugia e Milan lancia pesanti accuse sull’operato di Trefoloni nello spareggio di nove anni faLA REPLICA DI MONDONICO E GRAZIANI – Intervistato da Violanews.com, Emiliano Mondonico risponde con pacatezza alle accuse di Kalac: “Il Perugia fu messo in difficoltà tatticamente. Si erano allenati molto sulle palle alte per contrastare Riganò, che poi non giocò. Fantini li ha messi in difficoltà e poi con Scaglia e Camorani a destra ed a sinistra che rientravano per tirare in porta furono messi ancora più sotto sul piano tattico. Altro elemento chiave fu la presenza di Fontana davanti alla difesa“. “Nella gara di ritorno” – aggiunge l’allora tecnico dei viola – “sul risultato di 1-0 Fantini fu espulso, inoltre per rosso diretto (per doppia ammonizione, ndr). Quindi non mi sembra che si possa parlare di gara combinata“. Dai microfoni di Radio Blu arriva la sintetica ma incisiva osservazione di Francesco Graziani: “Kalac queste cose le doveva dire nove anni fa, non ora“.

A PROPOSITO DI COMBINE – Forse non tutti ricordano che proprio Kalac (era il maggio del 2006, quando esplose lo scandalo di Calciopoli) fu tirato in ballo dalla Gazzetta dello Sport perché sorpreso a fare scommesse in una ricevitoria di Gallarate: “La lista va aggiornata” – scriveva sulla Rosea Sebastiano Vernazza commentando gli sviluppi sull’inchiesta aperta dalla Procura di Udine – “le ultime indagini hanno fatto emergere elementi su nuovi protagonisti: Željko Kalac, portiere australiano del Milan, convocato per la prossima coppa del Mondo; Stefan Schwoch, centravanti del Vicenza; Vincenzo Sommese, esterno del Mantova; Salvatore Fresi, ex difensore di Inter e Juve, oggi alla Battipagliese in serie D; Attilio Gregori, ex portiere di Roma, Udinese e Verona. Quasi tutti i coinvolti condividono il fatto di aver militato una o più stagioni nell’Udinese e quelli che non rientrano in tale categoria (come Kalac, ndr) hanno avuto altrove compagni di squadra con un passato agonistico in Friuli. Abeijon e Pineda (ex Udinese), per esempio, sono stati assieme al Cagliari. Nella prima parte del 2003-04 Kalac e l’ex bianconero Massimo Margiotta erano tutti e due al Perugia. Proprio Kalac è scommettitore che non si cura di prendere precauzioni: la Gazzetta ha ricevuto un video in cui si vede il portiere che entra in un’agenzia autorizzata di Gallarate (Varese) e fa le sue scommesse con naturalezza”.

Kalac reagì contrattaccando: “E’ vero ho fatto qualche puntata, non è proibito, ma mai su partite del nostro campionato. Mi hanno coinvolto in uno scandalo col quale non ho nulla a che vedere e qualcuno dovrà pagare. Querelerò infatti la Gazzetta dello Sport quando tornerò in Italia. Hanno montato una storia terribile. E’ una vita che gioco in grandi club. La gente ti segue, ti scatta delle foto per poi venderle alla stampa. E poi la stampa costruisce una storia, presentandomi come un criminale. Spero che queste accuse non mi danneggino perché ci tengo molto a partecipare al Mondiale”. Però, se tanto dà tanto, ora è Kalac a rischiare una querela…

Enrico Steidler

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