Nadia Gambino
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Inter a pezzi e i colpi deludenti del mercato nerazzurro: una stagione da cancellare

L'Inter probabilmente non vede l'ora che questa dannata stagione finisca per poter incollare i pezzi, rimettere a posto una squadra che oramai ha gli uomini contati per finire la stagione

Inter a pezzi e i colpi deludenti del mercato nerazzurro: una stagione da cancellare
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Andrea Stramaccioni probabilmente si sente vittima del destino, di un amaro scherzo del destino che partita dopo partita gli sta portando via tutti i pezzi della sua squadra, causa infortunioAndrea Stramaccioni probabilmente si sente vittima del destino, di un amaro scherzo del destino che partita dopo partita gli sta portando via tutti i pezzi della sua squadra, causa infortunio. Sembra un film horror quello che l’allenatore dell’Inter sta vivendo, eppure è la dura realtà. Una squadra intera ferma ai box e decimata da stop più o meno lunghi e più o meno gravi. Assurdo, ma è la realtà.

Una squadra infortunata – L’Inter probabilmente non vede l’ora che questa dannata stagione finisca per poter incollare i pezzi, rimettere a posto una squadra che oramai ha gli uomini contati per finire la stagione, evitare altre brutte figure sul campo nelle ultime quattro infinite gare sarà compito arduo. L’Inter è un leone ferito, che non vede l’ora che cali il sipario sulla stagione, perchè forse peggio di così non si può fare. Ma i numeri sono duri e lacerano l’orgoglio di una big che l’anno prossimo, probabilmente guarderà alla tv le altre italiane giocare le coppe. Meno partite, meno soldi per rifondare un organico ormai alle ossa. Finito il ciclo degli argentini, finita l’era del triplete, riorganizzare un team vincente sarà dura.

14 infortunati – Praticamente una squadra più riserve è fuori per infortunio e così l’Inter deve fare a meno di tutto l’attacco (Milito, Palacio e Cassano fuori) e da domenica anche del leader e capitano Zanetti, anche per lui stagione finita. senza contare Guarin, Samuel e Nagatomo, solo per fare alcuni nomi.

Gli errori della dirigenza – Infortunati a parte, viene spontaneo puntare il dito su chi dopo l’era Mourinho, doveva rifondare il gruppo, in tempi di recessione, puntando sui giovani e sul risparmio. Eppure oggi, appaiono palesi certi errori di acquisti e cessioni della dirigenza, Branca in primis. Già l’anno scorso, le prime crepe, minavano la rosa. La partenza di Eto’o e quel tesoretto ricavato, servito solo per acquistare chi? Forlan! Inutile spendere parole sul rendimento del giocatore, sarebbe solo per fare ironia. Altro acquisto non azzeccato : Zarate. Era arrivato dalla Lazio per ricominciare e per dare all’Inter gol e fantasia. Desaparecido ad Appiano Gentile.

A rincarare la dose, ci si mettono le cessioni di Pandev, non si sa perchè, (gentile omaggio al Napoli di Mazzarri) e Muntari, che infortunio a parte è diventato comunque un tassello importante del centrocampo del Milan.

E poi quest’anno, ciliegina sulla torta, via Pazzini, che non rientra più nei piani di Stramaccioni, ecco Cassano. Lo scambio però agevola più i rossoneri, che si ritrovano in rosa un bomber da 15 gol in campionato, un rincalzo eccellente di Balotelli ed El Shaarawy, sopratutto perchè il “pazzo” dal punto di vista del carattere è sicuramente più gestibile di Fantantonio, anche lui per il momento out causa infortunio.

Tra gli acquisti azzeccati di Branca, il portiere Handanovic, vera e propria garanzia per il futuro e Palacio. Troppo poco rispetto ai deludenti Pereira, Gargano, Silvestre, ben al di sotto delle aspettative interiste.

Il “colpo di grazia” alla rosa della squadra però arriva a gennaio. Venduto Snejider al Galatasaray, via l’ultimo pezzo pregiato del triplete  interista, via anche  l’eterna promessa Coutinho.

Arriva Rocchi, accantonato dalla Lazio, 35 anni (non è né giovane né in forma), va via Livaja, 19 anni (giovane e con grandi prospettive di miglioramento). Arrivano Kuzmanovic, Schelotto, per quest’ultimo gol nel derby a parte, solo qualche rara e insufficiente apparizione e Kovacic, pagato anzi stra-pagato ben 11 milioni di euro.

Nadia Gambino

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