Walter Molino
No Comments

Un’Inter in stile NBA: Zanetti come Bryant, Strama versione coach dei Lakers

Un’Inter in stile NBA: Zanetti come Bryant, Strama versione coach dei Lakers
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
Stramaccioni, tecnico dell'Inter

Stramaccioni, tecnico dell’Inter

E’ sempre pericoloso e difficile fare paragoni tra due squadre di calcio, perché ci sono sempre troppi parametri differenti da valutare. Immaginatevi come possa risultare assurdo paragonare una squadra di calcio ed una di basket, in particolare una di Serie A (che non è affatto il miglior campionato di calcio del mondo) ed una di NBA (che lo è senza dubbi per quanto riguarda la pallacanestro). Pur con punti di contatto e con divergenze le stagioni di Inter e Los Angeles Lakers possono essere analizzate in parallelo: incertezze tattiche, infortuni e delusione dei singoli hanno fatto si che le stagioni della squadra milanese nerazzurra e della franchigia gialloviola della West Coast risultassero fallimentari.

ASPETTATIVE DELUSE – Già su questo punto possiamo trovare le prime analogie. Lo stratosferico mercato dei Los Angeles Lakers, ha portato alla corte di Coach Brown pedine di primo livello nell’NBA come Dwight Howard e Steve Nash, che aggiuntisi a Bryant, Gasol e Metta World Peace si sono subito guadagnati l’appellativo di Top Five, nonché  l’etichetta del New York Times : “one of the most talented lineups in NBA history” (uno dei quintetti più talentuosi nella storia dell’NBA). Ciò ha candidato subito i Lakers alla vittoria dell’anello, con tutti gli appassionati del pallone a spicchi che già pregustavano una mostruosa serie di Finals con Miami (facendosi beffe di OKC e Spurs). Il mercato dell’Inter non è invece stato così spumeggiante, ma anche qui non sono mancate le candidature importanti. In particolare dopo la vittoria allo Juventus Stadium che ha portato la squadra di Stramaccioni a -1 dalla Juventus, l’Inter era prepotentemente inserita nella corsa scudetto; salvo poi ritrovarsi a lottare in queste ultime giornate almeno per un posto in Europa League.

ALLENATORI – La situazione qui è senz’altro diversa, anche se storicamente è una sorpresa. Moratti di solito cambia facilmente allenatori, specie quando i risultati non sono quelli sperati. Ma il Moratti di oggi non è senz’altro quello di una decina di anni fa. Stramaccioni infatti è rimasto l’allenatore dell’Inter resistendo anche a batoste molto dure (vedi Siena o Fiorentina fuori casa). Sicuramente gli innumerevoli infortuni hanno dato alibi al giovane tecnico nerazzurro, ma addirittura la sua posizione sembra essere confermata anche per la prossima stagione, quando con una rosa intera a disposizione ci auguriamo di vedere la sua mano più concretamente. Sulla panchina dei Lakers invece si sono avvicendati tre allenatori. Coach Brown è stato esonerato dopo 5 partite (4 sconfitte ed una vittoria) registrando il terzo cambio più veloce nella storia del campionato. Le cose già sono cominciate a cambiare con il coach ad interim Bernie Bickerstaff che ha registrato uno score di 4-1 prima di lasciare il posto a Mike D’Antoni (nonostante il nome di Phil Jackson già stesse infiammando la piazza). Il tecnico statunitense naturalizzato italiano totalizza un 40-32 in Regular Season raggiungendo l’ottava piazza utile per i Playoff solo alle ultime giornate.

INFORTUNI – Qui le due squadre potrebbero fare tranquillamente a gara. Non è infatti semplice capire chi delle due sia stata più falcidiata dagli infortuni, in quanto entrambe le società hanno risentito moltissimo delle defezioni nei loro organici. La stagione dell’Inter è cominciata con l’infortunio del neoarrivato Handanovic al menisco che lo ha costretto a saltare le prime partite di campionato. Anche Sneijder si è fatto male molto presto (anche se fino a quando è stato venduto, è stato fuori rosa per la questione ingaggio). Palacio ha subito tantissimi problemi muscolari. Samuel è stato out per gran parte della stagione, così come Chivu e Stankovic. Milito si è infortunato al ginocchio il 15 Febbraio e ciò lo costringerà addirittura a saltare l’inizio della prossima stagione. Proprio alla fine si sono infortunati contemporaneamente i tre attaccanti, infatti all’infortunio del Principe si sono aggiunti quelli di Palacio e Cassano lasciando l’Inter davanti con il solo Rocchi. Anche i Lakers hanno dovuto fare i conti all’inizio con la spalla di Howard, che gli ha permesso di cominciare la stagione, ma lo ha comunque tormentato per tutta la Regular Season costringendolo a varie assenze specie tra Gennaio e Febbraio. Steve Nash ha avuto due problemi, prima allo stinco a Novembre (out 3 settimane) e poi prima dei Playoff 6 settimane fermo. A Febbraio Gasol si è infortunato alla caviglia ed anche lui è stato 6 settimane fermo. Due settimane circa fuori a Marzo sono stati anche Bryant per una distorsione alla caviglia e Metta World Peace per la lacerazione del menisco sinistro.

KOBE E JAVIER, BANDIERE KO – L’anno di Lakers e Inter termina purtroppo con una triste coincidenza. Se esistesse un Dio che regolasse gli infortuni nello sport, questi, senz’altro sarebbe di una crudeltà sproporzionata. Al termine delle due stagioni infatti sia i Los Angeles Lakers che l’Inter  hanno dovuto rinunciare ai loro capitani, nonché alle loro bandiere per infortunio. Quel maledetto tendine d’achille terrà lontano dai campi sia Javier Zanetti che Kobe Bryant. E’ curioso come l’infortunio interessi la stessa parte del corpo. Bryant ha avuto una rottura totale del tendine d’achille nella partita contro i Warriors  il 12 Aprile e starà fuori dai 6 ai 9 mesi, mentre Zanetti si è fatto male allo stesso posto proprio questa domenica nella sconfitta nerazzurra a Palermo. Ma la diagnosi esatta non è ancora stata fatta e non si sa per quanto starà fuori. Tutti i tifosi dello sport si augurano che ovviamente le loro carriere così gloriose non terminino in un modo così barbaro che il destino ha loro riservato.

Walter Molino

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *