Massimiliano Riverso
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Luigi Preiti, l’uomo di Rosarno che voleva rivoluzionare l’Italia

Aveva pianificato tutto 20 giorni orsono, comprando una pistola calibro 7.5 al mercato nero di Alessandria. Voleva colpire i piani alti della politica, rei di aver ucciso l'economia italiana trasportandoci in un baratro mai visto.

Luigi Preiti, l’uomo di Rosarno che voleva rivoluzionare l’Italia
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Luigi Preiti, l'uomo di Rosarno che voleva rivoluzionare l'ItaliaIl mio obiettivo erano i politici“. Parla l’attentatore di Piazza Colonna Luigi Preiti, 49enne originario di Rosarno, con un passato in provincia di Alessandria, prima di essere costretto al ritorno nella ‘piana delle Arance’.

L’uomo ha perso il lavoro, si è separato dalla moglie, e disperato ha fatto rientro nella sua famiglia in Calabria. Luigi ha confessato tutto al pm di Roma Pierfilippo Laviani, ha confessato la sua disperazione per una vita trasformatasi improvvisamente da un sogno ad un incubo senza fine.

Aveva pianificato tutto 20 giorni orsono, comprando una pistola calibro 7.5 al mercato nero di Alessandria. Voleva colpire i piani alti della politica, la Casta, rea di aver ucciso l’economia italiana trasportandoci in un baratro abissale. A pagare lo scotto della disperazione due impavidi garanti della pubblica sicurezza, anche loro sottopagati dalle casse ministeriali. Il piano di Luigi Preiti si è arenato davanti alla garitta di Piazza di Colonna, l’uomo non potendo raggiungere Palazzo Chigi ha scaricato tutta la sua frustrazione sul brigadiere Giuseppe Giangrande, di 50 anni, e sul carabiniere scelto Francesco Negri, di 30. Giangrande, ferito al collo durante la sparatoria, lotta tra la vita e la morte per una lesione alla colonna vertebrale cervicale. E’ stato sottoposto ad un intervento di neurochirurgia e la prognosi resta riservata. L’altro militare ha solo una frattura alla gamba. Sulla scena del crimine restano ‘cerchiati’ i sette bossoli esplosi dalla rivoltella di Preiti.

In Italia, dalla Valle d’Aosta a Trapani, esistono molti Luigi Preiti, dall’imprenditore costretto al fallimento pilotato all’esodato senza stipendio causa Riforma Fornero, dall’operaio rimasto senza lavoro al precario sottopagato di una multinazionale, per finire al neolaureato senza futuro. Luigi Preiti voleva dare un segnale forte, comunicare agli oligarchi della politica che stiamo affondando.

Ci sono milioni di Luigi Preiti nel Bel Paese, ma la rivoluzione non si fa con il sangue e i proiettili. Stiamo pagando a caro prezzo la cultura del Berlusconismo, delle lobby massoniche, delle mafie e delle balle europee su spread e debito pubblico. Evitiamo di sprofondare nelle logiche dell’anarchia, il dialogo e le manifestazioni pacifiche sono strumenti che possono abbattere le frontiere di un sistema logoro e corrotto.

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