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Panchina Inter, Strama o non Strama?

Panchina Inter, Strama o non Strama?
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MILANO, 26 APRILE– 22 Maggio 2010, stadio Bernabeu, Madrid. L’inter vince la sua terza coppa dei campioni con un certo Josè Mourinho in panchina. 18 Aprile 2013, stadio San siro, Milano, l’Inter esce dalla Coppa Italia perdendo per 3 a 2 contro la Roma, dopo aver perso la partita precedente di campionato col Cagliari e quella ancora prima con l’Atalanta, scrivendo la parola fine sulla stagione della beneamata. Una stagione sfortunata, maledetta, disastrosa e chi più ne ha più ne metta, con infortuni e errori arbitrali che sembrano non voler finire più.

Tutto ciò con in panchina un ragazzo di nome Andrea Stramaccioni che un anno fa ha visto cambiare la sua vita in modo radicale. Sì, perché passare dalle giovanili dell’Inter alla prima squadra in così breve tempo non è cosa da tutti i giorni. Strama subentra all’ormai rassegnato Ranieri (anche lui sosteneva di essere in una stagione particolarmente sfortunata) che a sua volta era succeduto a Leonardo il quale aveva preso il posto di Benitez che avrebbe dovuto far dimenticare (cosa alquanto impossibile)  il “profeta” di Setùbal. Tutto ciò in soli due anni. Una stagione, questa, che fino a quel 3 novembre 2012 con la presa dello Juventus stadium, sembrava poter diventare un qualcosa di più di quella fase di transizione a cui tutti erano preparati.

Dopo quella partita però, il crollo. Non si è più vista una squadra vera, una squadra che avesse gli attributi, come si suol dire, una squadra che fosse consapevole della propria forza. E forse a ben guardare quella forza non c’era davvero. I vari Pereyra, Johnatan, Alvarez, Gargano, Silvestre, Rocchi, Schelotto sicuramente non potevano far si che questa potesse essere una stagione diversa da quello che ci si aspettava. Poi ci sono le attenuanti degli infortuni, perché di certo per il “povero” Strama  perdere nella fase decisiva del campionato Milito prima, Palacio poi e per ultimo Cassano (cito solo loro tre perché erano quelli che portavano avanti la carretta, ma la lista è lunga) non dev’essere certo stato facile. A questo aggiungiamo i sempre più frequenti errori arbitrali e abbiamo tutte le variabili dell’equazione. Alla luce di quanto esposto fino ad ora, siamo sicuri che Zeman, Mazzarri, Blanc, Lucescu, Mihajlovic e tutti gli altri nomi che si continuano a fare per  l’anno prossimo avrebbero fatto meglio? Forse si, ma probabilmente no. Sicuramente sono tutti allenatori di grande esperienza, ma abbiamo visto in questi anni post-triplete che l’esperienza dei predecessori di Strama non è servita granchè. E allora forse il problema non è l’allenatore (o meglio, non solo lui) ma chi sta più in alto di lui. Perché non si può demolire una squadra dopo aver raggiunto il tetto del Mondo. Quel 22 Maggio sarebbe dovuto servire come trampolino di lancio per un nuovo corso della storia interista, non più fatta di sporadiche vittorie, ma di una presenza costante e possibilmente vincente nel quadro europeo e italiano.

Invece è sembrato che tutti fossero appagati da quanto appena raggiunto, a partire da Presidente e dirigenza, che sembrava pensassero solo a spendere il meno possibile in nome del discusso fair play finanziario. Tra continui investimenti sbagliati e cessioni che definire ridicole è un complimento (pensiamo all’ultimo caso Sneijder, o alla svendita di maicon, o all’operazione Schelotto-Livaja e chi più ne ha più ne metta).

In tutto ciò il solo a pagare è sempre stato l’allenatore. Moratti però, Stramaccioni lo ha voluto fortemente, lo ha difeso continuamente senza mai metterlo in discussione. Allora forse è arrivato il momento di mettere in discussione qualcun’altro, a partire dallo staff medico, che quest’ anno è veramente stato qualcosa di incredibile se non ai limiti del ridicolo, perché tolto l’infortunio di Milito, (quello sì, vittima di sfortuna) con gli altri la sfortuna non c’entra assolutamente niente. Perché se ci sono stati 25 infortuni in un anno non può essere solo colpa della dea bendata, che ha deciso di non passare dalla pinetina. Per quanto rigurda il duo BrancAusilio, parlano i fatti per loro. Il Milan con 20 milioni ha preso Balotelli, l’Inter con gli stessi soldi Gargano e Pereyra. Allora è giunto il momento di prendere delle decisioni veramente importanti nella società e nell’organigramma Inter, perché si è ancora in tempo per rimediare. Forse.

 Roberto Santacroce

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