Nadia Gambino

Ibrahimovic alla Juve? Pro e contro dell’attaccante svedese

Ibrahimovic alla Juve? Pro e contro dell’attaccante svedese
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Da qualche giorno la voce circola, e con sempre più insistenza, tra gli addetti ai lavori e tra i tifosi. Il nome più volte chiamato in causa è quello di Zlatan Ibrahimovic e di un suo clamoroso ritorno alla Juventus.

Il solito mal di pancia primaverile – In effetti è primavera: tempo di mal di pancia per lo svedese e per il suo procuratore Mino Raiola. Quando c’è di mezzo lui, nulla è impossibile, vedere il trasferimento di Balotelli al Milan a gennaio per credere! E così, dopo il passaggio ultramilionario di questa estate dal Milan al Paris Sain Germain, Zlatan, vuole di nuovo cambiare aria. Cosa che in carriera ha fatto più e più volte, non legandosi mai ad una sola squadra o ad una sola città.

Cercasi Top Player per la Juve – La Juve, si sa è alla ricerca continua di un top player in attacco. Alla vecchia signora scudettata, che in quel ruolo ha tanti nomi, in effetti manca la punta da 20 gol all’anno. Dopo i flop clamorosi di Bendtner e di Anelka (oggetti misteriosi mai utilizzati da Conte) il nome di Llorente, che arriverà in estate a parametro zero dall’Atletico Madrid, ha scaldato un po’ gli animi dei tifosi, non paghi di due scudetti vinti nelle ultime due stagioni e che vorrebbero un nome per sognare anche la Champions il prossimo anno.

Zlatan, una carriera da “zingaro” – Quello di Zlatan, sarebbe un ritorno clamoroso dopo aver abbandonato i bianconeri nella stagione della retrocessione in serie B. Ma come detto prima, lo svedesone, è abituato a cambiare aria. Forte di un procuratore che negli anni ha saputo “vendere” bene il suo gioiello in tutta Europa e Ibra ha ripagato facendo vincere lo scudetto praticamente a tutte le squadre in cui ha giocato. Dagli esordi con il Malmoe, prima di passare all’Ajax nel 2001 e di crescere calcisticamente, per farsi notare dalla Juventus e fare il suo esordio nel campionato di serie A, continuando a segnare e a vincere scudetti anche con l’Inter. Poi una stagione nella Liga col Barcellona ed il ritorno a Milano, stavolta sponda Milan, non curante dei suoi ex tifosi. Poi quest’anno, una stagione da protagonista in Ligue 1 con il PSG dove ancora una volta Ibra, sta trascinando la squadra di Ancelotti a suon di gol verso la vittoria dello scudetto.

Pro e contro del suo ritorno a Torino – Ma Ibra per la Juve sarebbe davvero un affare? Il suo ritorno serve davvero alla squadra di Antonio Conte?

Ibra in fondo non è più tanto giovane, ha già compiuto 32 anni. E’ ancora in ottima forma e contiua ad essere un leader ed un trascinatore, però Zlatan è abituato a fare la prima donna all’interno dello spogliatoio. Cosa che nella Juve, potrebbe dar fastidio e non poco ai calciatori che invece sono abituati a far squadra con Buffon che più che come leader è visto come un faro, un esempio da seguire dentro e fuori dal campo. Del resto, la Juve, con questa tecnica è riuscita negli anni a far sentire tutti importanti, titolari e riserve, tanto che gli uomini di Conte col loro gioco corale sono andati tutti in gol, anche i panchinari, chiamati in causa, hanno sempre dato una volta scesi in campo, l’anima per la propria squadra. Uno come Ibra, romperebbe gli equilibri e la sua instabilità potrebbe creare rotture nello spogliatoio. Però è anche vero che nessuno come lui riesce a scardinare le difese avversarie garantendo i gol in ogni situazione. Però la Juve, in Italia ha già dimostrato di essere leader nel nostro campionato, ed è per questo che la società, vorrebbe adesso dire la sua in Europa, dove quest’anno è uscita ai quarti contro il Bayern proprio perchè l’attacco tra andata e ritorno è stato poco incisivo. Ma Ibra, oramai è risaputo, che in Europa, non è mai riuscito ad essere incisivo. Né quest’anno con il PSG, né in passato. Anche per questo, arrivato più volte vicino al Pallone d’oro, non lo ha mai vinto, superato da Messi e Ronaldo che invece sono riusciti ad alzare la coppa dalle grandi orecchie. Nel suo personale palmares, l’unico trofeo a mancare è proprio la Champions, e di conseguenza, anche il pallone d’oro.

La Juve avrà diversi mesi ancora per prendere tutto in considerazione e fare la scelta migliore per la squadra e per i tifosi.

Nadia Gambino

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *