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Aspettando il Derby: Juve e Inter, amici mai?

Aspettando il Derby: Juve e Inter, amici mai?
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MILANO, 6 MAGGIO – La Zebra è un animale che solitamente, anzi sempre, veste con eleganza e fierezza il bianco e il nero.

Tra tutti gli animali, nello zoo della serie A, lei è quella che non ha mai avuto grandi rapporti con i suoi colleghi. L’aquilotto biancoceleste Olimpia della Lazio qualche volta ha provato a beccarla, il ciuccio azzurrissimo del Napoli l’ha più volte invidiata per quelle zampe un pò più lunghe e quelle orecchie che non sembrano due lunghe e affusolate paraboliche, la lupa giallorossa della Roma le ha degrignato i denti, addirittura il mitologico grifone genoano ha provato a darle fastidio, nonostante sia ben custodito in qualche gabbia nella sezione “animali rari”, per non parlare del più raro ma spietato tra tutti, l’arci nemico diavolo rossonero.

Ma la zebra, con le sue strisce bianco e nere, ha sempre risposto da grande animale, anche senza denti aguzzi e criniera ha spesso seduto sul trono del re della foresta. Ma c’è un animale in particolare, che è poco gradito dalla bianconera zebra. Sornione, silenzioso e a volte viscido, si aggira tra le gabbie della serie A mordendo e lasciando il suo veleno, è il biscione nerazzurro.

Ma stasera, scherzi del destino di un crudele calendario, il biscione sarà giudice del campionato, Milan oppure Juve. Diavolo, parente stretto ma poco gradito nelle tavolate del biscione, oppure Zebra, animale odiatissimo visto come una via di mezzo, ibrida e sbagliata, tra un cavallo e un somarello. Il biscione quindi stasera nel derbissimo contro il diavolo, vincere per la città e per fare uno sgambetto scudetto, proprio al cugino diavoletto. Ma vincere significherebbe regalare il titolo a quella zebra, che mai è piaciuta alla serpe nerazzurra.

Eppure il guardiano dello zoo della serie A, giura di aver visto la Zebra Juventus con una sfumatura azzurra accanto ad una sua striscia nera, sibilando e strisciando proprio come il nemico più grande, mai stato così amico, serpente nerazzurro.

Alberto Fumagalli

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