Massimiliano Riverso
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Il discorso di Re Giorgio all’Italia. Il giuramento di Napolitano in diretta streaming tempo reale

Il discorso di Re Giorgio all’Italia. Il giuramento di Napolitano in diretta streaming tempo reale
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IL PATTO CON NAPOLITANO – Il patto tra il presidente della Repubblica e i segretari dei principali partiti italiani (fatta eccezione per il Movimento 5 Stelle), prevede consultazioni lampo nella giornata di martedì e assegnazione dell’incarico di governo il giorno dopo. Tra i principali candidati alla presidenza del consiglio spiccano i nomi di Enrico Letta e Giuliano Amato, ma spunta anche il nome di Pietro Grasso che così lascerebbe la presidenza del Senato, utile nella trattativa con il Pdl. Come vicepremier le voci di palazzo danno Angelino Alfano per il Pdl e Mario Mauro per Scelta Civica; in pista potrebbe tornare, poi, Gianni Letta come sottosegretario alla presidenza del Consiglio (Berlusconi spinge per lui). Nell’esecutivo una casella sarà certamente occupata da Mario Monti, dato all’Economia (dove potrebbe andare però Fabrizio Saccomanni) o alla Farnesina; ma questa casella potrebbe essere occupata da Massimo D’Alema. Alla Riforme viene dato il ‘saggio Gaetano Quagliariello. Eredita’ del governo Monti: Anna Maria Cancellieri potrebbe restare al Viminale, e forse alla Giustizia Paola Severino, Enzo Moavero Milanesi agli Affari europei e Corrado Passera allo Sviluppo economico. Prendono quota in queste ore per la squadra di governo anche i nomi di Sergio Chiamparino e di Graziano Delrio.

Il presidente Giorgio Napolitano ha sottoscritto questa mattina l’atto di dimissioni dalla carica di presidente della Repubblica da lui assunta il 15 maggio del 2006, nell’imminenza del giuramento che presterà oggi pomeriggio dinanzi alle Camere riunite quale presidente rieletto.

IL DISCORSO DI RE GIORGIO – “Non prevedevo la rielezione, è un fatto legittimo ma eccezionale. Bisognava offrire al mondo un’immagine di fiducia e di coesione nazionale. Per questo non potevo declinare, ero preoccupato per le sorti del Paese”.

Napolitano bacchetta i giochi di potere dei partiti con durezza: “Troppe le omissioni, i guasti e le irresponsabilità tra le forze politiche”. Non si è trovata nessuna soluzione sulle riforme istituzionali. Il vostro applauso non induca a nessuna autoindulgenza. Convenienze, tatticismi e strumentalismi hanno condannato alla sterilità o ad esiti minimalistici i confronti tra le forze politiche e i dibattiti in Parlamento'”.

“Imperdonabile resta la mancata riforma della legge elettorale”, continua Giorgio Napolitano. “La mancata revisione di quella legge – afferma l’ex colonna del Pci – ha prodotto una gara accanita per la conquista, sul filo del rasoio, di quell’abnorme premio, il cui vincitore ha finito per non riuscire a governare. E’ imperdonabile anche la mancata riforma della seconda parte della Costituzione”, prosegue Napolitano. Poi, con voce tonante, lancia un avvertimento che suona quasi come una minaccia: “Se mi troverò di nuovo dinanzi a sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al Paese”.

Per Napolitano bisogna ripartire dai documenti elaborati dai saggi per costruire un governo basato tassativamente sull’intesa tra forze diverse. “Sulla base dei risultati elettorali, di cui non si può non prendere atto, piacciano oppur no”, spiega il presidente della Repubblica, “non c’è partito o coalizione (omogenea o presunta tale) che abbia chiesto voti per governare e ne abbia avuti a sufficienza per poterlo fare con le sole sue forze. Qualunque prospettiva si sia presentata agli elettori, o qualunque patto – se si preferisce questa espressione – si sia stretto con i propri elettori, non si possono non fare i conti con i risultati complessivi delle elezioni”. “Essi indicano tassativamente – aggiunge Napolitan o- la necessità di intese tra forze diverse per far nascere e per far vivere un governo oggi in italia, non trascurando, su un altro piano, la esigenza di intese più ampie, e cioè anche tra maggioranza e opposizione, per dare soluzioni condivise a problemi di comune responsabilità istituzionale”.

Spallata al M5S: no a contrapporre piazza a Palamento. Il capo dello Stato conclude il suo discorso rivolgendosi ai grillini, apprezzando il loro impegno per il cambiamento ma indicando loro la giusta via, che sarebbe quella di una “feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza, rete e Parlamento”.

IL COMMENTO DI GRILLO

La Repubblica, quella che si dice fondata sul lavoro, ieri è morta e ti viene lo sconforto” scrive Beppe Grillo sul suo blog in un intervento da titolo “Blue sunday” (“Domenica triste”).

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