Enrico Steidler

Lucescu, due di picche a Moratti: “Doveva pensarci prima”

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Il tecnico dello Shakthar zittisce le voci sul suo possibile ritorno alla guida dei nerazzurri

Mircea Lucescu

Mircea Lucescu

MILANO, 16 APRILE – Era da più di un mese che se ne parlava, dalla sconfitta interna dei nerazzurri contro il Bologna (0-1 del 10 marzo scorso). L’acuto di Gilardino non era stato apprezzato dai loggionisti della Scala del calcio e i fischi piovuti sul tecnico e la squadra sembravano il classico preludio dell’ennesimo ribaltone in panchina. Tu chiamali, se vuoi, dejà-vu: l’allenatore appeso a un filo e massacrato dai media, i tifosi in subbuglio e il presidente alla disperata ricerca di soluzioni (e di consigli per gli acquisti). L’agenda telefonica viene quindi passata al setaccio e fra i tanti nomi con una riga sopra il numero uno nerazzurro trova finalmente quello giusto. Sì, ma quale? Mircea Lucescu, ecco il nome che inizia a circolare fin da subito: Moratti lo ha contattato – si legge un po’ ovunque sui giornali – e l’affare è ormai cosa fatta.

TANTO RUMORE PER NULLA – Tuttavia, malgrado le rituali conferme “dell’entourage” e dei “bene informati”, la voce di un clamoroso ritorno del tecnico rumeno alla guida della Beneamata si affievolisce rapidamente e poi scompare all’improvviso. Fino all’altro ieri: la storia si ripete, la squadra le busca, la panca traballa, il presidente annaspa ed ecco che (guarda caso) si torna a parlare con insistenza di nuovi contatti fra Moratti e Lucescu: la volpe dei Carpazi è sulla via di Milano? Questa volta è sicuro, scrivono in molti: dal prossimo giugno l’allenatore dei nerazzurri sarà lui. E invece no. “Non è vero che Moratti mi ha chiesto di venire all’Inter” – puntualizza Lucescu – “Non c’è stato nessun contatto. Io ho appena firmato un contratto di due anni con lo Shakhtar Donetsk e gli accordi li rispetto. La mia squadra gioca bene e vinciamo, ho un pubblico straordinario e un presidente che mi ama. C’è un gruppo giovane, di grandi calciatori: perché dovrei cambiare squadra?”.

I NERAZURRI A UN BIVIO – Intervistato in collegamento telefonico durante la trasmissione Undici di Italia 2, il tecnico di Bucarest conferma il suo amore per il Biscione (“E’ vero che ho sempre tifato per l’Inter, a 18 anni giocai contro la grande Inter di Corso e Mazzola, erano impressionanti. Vinse 2 coppe dei campioni, sono cresciuto con quella squadra”, questa la sua risposta alla domanda di Gianluca Pagliuca) ma ritiene improbabile un suo ritorno a Milano (“Io all’Inter in futuro? Non si sa mai, ma non credo che Moratti si prenderà un allenatore di 70 anni”), dove, a suo giudizio, è venuto il momento di scegliere: o si punta sul futuro (“Penso che l’Inter debba avere il coraggio di puntare sui giovani, cambiare ciclo e avere la pazienza di aspettarli, facendo di anno in anno solo pochi aggiustamenti, ma senza stravolgere il gruppo. Come sta facendo, con ottimi risultati, la Juventus“) o si allentano i cordoni della borsa (“Se non c’è il tempo per puntare sui giovani bisogna cacciare i soldi e comprare i migliori”).

Morale della favola: Mircea Lucescu in Ucraina ci sta come un pascià (o quasi), e al di là dei suoi sentimenti nerazzurri e non solo (“Amo il vostro paese, mi sento un rumeno italiano) non ha alcun motivo concreto per abbandonare la sua agiata e gratificante realtà. Certo, un’offerta dei nerazzurri non sarebbe stata cestinata a priori, anzi, peccato solo che non ci sia mai stata. “Se c’era qualcuno che mi voleva doveva cercarmi prima – commenta Lucescu dai microfoni di Radio Sportiva – “nessuno comunque mi ha cercato in Italia; in Europa invece altre squadre lo hanno fatto”. Tutto chiaro, quindi, e adesso Moratti deve scegliere: puntare sui giovani (a cominciare da…Stramaccioni?) o cacciare il grano (russo) appena raccolto?

Enrico Steidler

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