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Formula 1: dominio Alonso, Red Bull in difficoltà. Le pagelle del GP di Shanghai

Formula 1: dominio Alonso, Red Bull in difficoltà. Le pagelle del GP di Shanghai
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Alonso mattatore, Raikkonen costante, Red Bull a picco.

Fernando Alonso, secondo classificato, a soli 3 punti da Vettel - Reuters

Fernando Alonso

SHANGHAI, 15 APRILE – Il gran premio di Cina, appena andato in archivio, ci ha consegnato un mondiale aperto come forse pochi si aspettavano: le Ferrari sono veloci sia in prova che in gara, le Red Bull non sembrano più irraggiungibili come qualche tempo fa e la Lotus, la grande outsider, guidata da una campione come Raikkonen si conferma come una più che credibile pretendente al titolo.

ALONSO e FERRARI 10 – Veloci per tutto il week-end. Al giro 41, quando Alonso fa registrare il giro più veloce, udiamo un team radio: Stella chiede ad Alonso di non spingere troppo e il pilota risponde : “Non sto spingendo”. Da questo dialogo capiamo la superiorità della Ferrari e di Alonso nella tre giorni cinese. Ottima anche la strategia del muretto, facendo fermare Alonso due giri dopo il compagno evitano il traffico e lanciano l’asturiano verso il trionfo.

RICCIARDO 8 – Chi si aspettava che, dopo l’exploit in qualifica, il giovane australiano in Toro Rosso sarebbe stato fagocitato nel gruppone senza lasciare il segno si è sbagliato di grosso. Gara accorta da parte sua e del muretto che non si fanno prendere dalla paura di fare bene. Parte settimo e riesce a conservare la posizione chiudendo a soli due secondi dalla Ferrari di Massa

RAIKKONEN 8 – Il solito Iceman costante come pochi, preserva le gomme accomodandosi dietro l’imprendibile Alonso. Secondo in classifica generale se la Lotus lo supporterà con gli aggiornamenti tecnici del caso non c’è dubbio che rimarrà nei piani alti della classifica fino all’ultimo GP. Un dubbio: senza il musetto danneggiato nella toccata con Perez avrebbe insidiato Alonso?

HAMILTON 7 – Parte bene e tiene la testa della gara fin quando le gomme lo assistono, nel gioco dei pit stop riesce comunque ad arrivare in zona podio tenendo a bada nelle ultime tornate, con qualche brivido, l’arrembante Vettel. Il suo stile aggressivo se paga in qualifica e controproducente in gara, le gomme morbide di ieri erano praticamente un chewing gum e dopo solo 5 giri quelle di Hamilton erano già inservibili.

BUTTON 7 – La McLaren di quest’anno è una macchina con più problemi che punti di forza e il quinto posto odierno è un grandissimo risultato. Risultato costruito grazie alle strategie del box e alla perizia dell’inglese che con la sua proverbiale delicatezza sui pneumatici riesce a fare le nozze con i fichi secchi.

VETTEL 6 – Non si sa chi veramente ha scelto la strategia, se lui o la squadra. Quel che è certo è che parte nono e arriva quarto quindi il bilancio è positivo ma ancora una volta il tedesco si rivela un pilota normale quando la macchina non è perfetta. A differenza di Alonso non riesce ad ergersi a vero leader della squadra guidandola nei momenti di difficoltà, gara in difesa condotta in porto senza lampi per 51 su 56 giri.

MASSA 5,5 – È vero che le strategie di gara non lo hanno aiutato ma quaranta secondi di distacco dal compagno di squadra sono davvero troppi. È senza dubbio un Massa rinato rispetto a quello delle ultime due stagioni ma in una giornata in cui la vettura era una spanna sopra le altre era lecito aspettarsi qualcosa in più dal brasiliano.

RED BULL 4 – Può capitare anche alla migliore squadra di non essere competitiva in un tracciato ma la Red Bull ne ha combinate di tutte i colori. In qualifica da Vettel che parte nono rinunciando al tempo in Q3 a Webber che si ritrova, per l’ennesima volta, a fare i conti con un guasto. In gara fanno correre in difesa, eccessivamente in difesa, il campione del mondo e costringono Webber a fare il pit stop al primo giro e poi, fissando male il pneumatico, lo lasciano a piedi. Dilettantistica la gestione dei piloti. Dopo le frizioni della Malesia a distanza di tre settimane i due piloti continuano a guardarsi in cagnesco nell’apparente immobilismo del team.

Giulio Figlia

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