Enrico Steidler

Inter, cala la mannaia della Figc: Moratti deferito

Inter, cala la mannaia della Figc: Moratti deferito
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Il presidente nerazzurro rischia la squalifica per i “giudizi lesivi” sugli arbitri espressi dopo Inter-Atalanta 3-4

Massimo Moratti

Massimo Moratti

MILANO, 13 APRILE“Voglio parlare solo del rigore, credo siano 20 o 21 partite che non ce ne danno uno, è statisticamente impossibile, in più ti viene dato un rigore inesistente contro e allora c’è chi parla di buona fede, ma io alla buona fede non ci credo“. Mancava, in una stagione costellata dagli infortuni, quello più autorevole, e Moratti – si sa – è un uomo che non vuol farsi mancare nulla: le sue flemmatiche considerazioni sull’arbitraggio di Gervasoni e la faziosità della classe arbitrale (degno suggello di una lunga serie di disgrazie) non potevano passare inascoltate né restare impunite. Il numero uno nerazzurro è stato quindi deferito alla Commissione Disciplinare “per avere espresso, mediante le dichiarazioni pubblicate su organi di informazione, giudizi e rilievi lesivi della reputazione ed in particolare della buona fede e della imparzialità degli ufficiali di gara e, conseguentemente, della regolarità del campionato a causa dell’operato degli arbitri, così ledendo la reputazione degli Organismi operanti nell’ambito della Figc, nonchè il prestigio e la credibilità della medesima Istituzione Federale”. Decisione ovvia e conseguente lo stringato commento di Moratti.

UNA DOMENICA DI ORDINARIA FOLLIA – Si dice che l’assassino torna sempre sul luogo del delitto, ma questo – a dire il vero – lo fanno solo i più maldestri. Ripetere a freddo quanto (incautamente) dichiarato a caldo ricorda questi ultimi, cioè quelli che si fanno beccare: ovvio e conseguente. Il giorno dopo il fattaccio (“Non credo alla buona fede: nel dubbio ci fischiano contro“), Moratti riveste i panni dell’ultrà e concede il bis: “Non ho cambiato idea. Quando c’è la volontà di colpire, si colpisce. Non credo proprio di dover spiegare meglio. Basta vedere come sta andando questo campionato e soprattutto nei nostri riguardi. Quindi, quando c’è una volontà di colpire, comunque lo si fa. Nel dubbio il rigore su Rocchi non si dà, nel non-dubbio il rigore contro di noi si dà. E comunque è da 21 giornate che non vediamo un rigore. Bonolis? Io non sono Bonolis, quindi… Credo che debba Bonolis poi rispondere a quel che ha detto al Milan. Ognuno può avere una sua opinione, come io ho la mia sul fatto del danneggiamento costante. E lui può avere quella. Siamo in un Paese libero in cui si possono dire queste cose. Mandare in campo la Primavera? No, aiutare ancora di più no”.

(IR)RESPONSABILITA’ DIRETTA – Tanta dietrologia, poche idee e un pizzico di ironia (fuori luogo): ecco la summa del Moratti-pensiero. Ed è davvero un peccato che l’ennesimo guaio della stagione nerazzurra non sia la conseguenza della scalogna o di un’entrataccia a piedi uniti, ma della volontà di farsi liberamente del male e di aggiungere danno al danno (come se non bastasse, anche l’Inter è stata deferita per responsabilità diretta). “Sicuramente abbiamo le nostre colpe” ha dichiarato Stramaccioni, ed è su queste (al di là e ben prima degli erroracci arbitrali) che converrebbe forse riflettere. A mente fredda, anzi freddissima, e lontano dai microfoni.

Enrico Steidler

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