Enrico Steidler

Uefa, tolleranza zero contro il razzismo: in arrivo condanne esemplari

Uefa, tolleranza zero contro il razzismo: in arrivo condanne esemplari
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Gianni Infantino, segretario generale dell’Uefa, promette: “mai più un caso-Boateng”

Infantino e Platini, segretario generale e presidente dell'Uefa

Infantino e Platini, segretario generale e presidente dell’Uefa

NYON, 11 APRILE – Allarme rosso all’Uefa! Se i burocrati si stanno svegliando, vuol dire che la minaccia è seria e il nemico è alle porte. Il razzismo, infatti, dilaga in tutto il continente e i focolai dell’infezione devono essere circoscritti prima che si scateni l’epidemia. La prevenzione e le sanzioni palliative non sono servite a nulla: ora è venuto il tempo della cura (o meglio della terapia d’urto), e il 24 maggio l’Esecutivo dell’Uefa si riunirà a Londra per approvarla. Previste, a partire dal mese di luglio, condanne esemplari e tolleranza zero.

IL BRACCIO FORTE DELLA LEGGE – Dopo averla persa un’infinità di volte, l’Uefa finalmente ritrova la faccia, e la fa feroce. Nel continente che ha inventato i lager e i gulag i fantasmi del passato rivivono sempre più spesso nei gesti e nei cori degli idioti del presente, e la disinfestazione del territorio si è fatta così urgente che persino i burosauri sono costretti a vestire in tutta fretta i panni dell’ispettore Callaghan e a sfoderare la Magnum: Il razzismo è ancora una piaga dello sport, dobbiamo adottare sanzioni. Se un giocatore o un dirigente è riconosciuto colpevole, proponiamo una squalifica di 10 giornate. Se le responsabilità sono dei tifosi, allora ci sarà una chiusura parziale dello stadio: il settore dove si è verificata la violazione verrà chiuso. Se ci sarà un secondo episodio, tutto lo stadio verrà chiuso e il club verrà punito con un’ammenda di almeno 50.000 euro”.

IL NOBILE FINE GIUSTIFICA I MEZZI – Le parole del segretario generale dell’Uefa, lo svizzero Gianni Infantino, sono chiare e manifestano la volontà di estirpare la mala pianta una volta per tutte. In tal senso, l’inasprimento delle sanzioni – pur necessario – non è tuttavia sufficiente se resta circoscritto alle competizioni internazionali: gli episodi di razzismo non possono essere azzerati, infatti, senza la collaborazione di tutte le federazioni associate, che saranno quindi chiamate ad estendere ai loro tornei le misure (dissuasive e repressive al tempo stesso) descritte da Infantino. Si tratta, in altre parole, di agire in fretta e nel modo più incisivo e capillare possibile. Le premesse del sospirato giro di vite sono già operative (la risoluzione approvata il 28 marzo a Sofia dal Consiglio Strategico per il Calcio Professionistico, PFSC) e ora il cerchio si stringe: “quanto è successo a Boateng sul campo della Pro Patria non deve accadere più ha dichiarato Infantino da Manchester (dove ha partecipato al Soccerex). Tifosi, calciatori e dirigenti (inclusi, anzi soprattutto, quelli portati al piagnisteo) sono avvertiti.

PROVE TECNICHE A KIEV – Dopo la Lazio, anche la Dinamo Kiev sarà costretta a giocare a porte chiuse in Europa League. Solo un assaggio, quindi, di quello che succederà da luglio in poi. L’Uefa ha sanzionato il club a causa dei “comportamenti razzisti tenuti dai tifosi del club ucraino in occasione della sfida del Gruppo A di Champions League contro il Paris Saint-Germain disputatasi a Kiev il 21 novembre 2012 e della gara di andata dei sedicesimi di finale di Europa League contro il Bordeaux del 14 febbraio 2013, sempre a Kiev. La Dinamo disputerà a porte chiuse la prima gara casalinga nelle competizioni Uefa per club a cui si qualificherà di diritto, mentre la sanzione per la seconda gara è sospesa per un periodo probatorio di tre anni. L’Organo di Controllo e Disciplina dell’Uefa ha precisato che “il club ucraino ha inoltrato un ricorso contro la decisione. La data dell’udienza da parte dell’organo di appello Uefa non è ancora stata fissata”.

Enrico Steidler

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