Vincenzo Galdieri

Juventus-Bayern 0-2: Vucinic genio e sregolatezza, Asamoah delusione. Le pagelle dei bianconeri

Juventus-Bayern 0-2: Vucinic genio e sregolatezza, Asamoah delusione. Le pagelle dei bianconeri
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Mirko Vucinic, attaccante bianconero

Mirko Vucinic, il migliore dei suoi

JUVENTUS 

BUFFON 6,5 – Almeno dimostra a Beckenbauer che non è un pensionato. Quattro-cinque parate di rilievo, sul primo gol forse può qualcosa in più mentre è incolpevole sul secondo. Ma nel complesso, molto meglio che all’Allianz Arena.

CHIELLINI 6 – Ringhia addosso a chiunque, se la deve vedere con Ribery che non è un cliente facile. Ma se la cava.

BONUCCI 6,5 – Dimostra ancora una volta di essere ormai un difensore navigato, di livello internazionale. Bene nei contrasti, benissimo in impostazione. A volte esce palla al piede in dribbling su due uomini, con una sicurezza disarmante. L’anno prossimo sarà ancora più rodato a questi livelli.

BARZAGLI 6 – Come tutta la difesa gioca una buona gara, nonostante quelli del Bayern siano il peggio che possa capitare ad un difensore. Sufficiente.

ASAMOAH 4,5 – Da uno come lui ti aspetti ben altro. Timidissimo, in copertura non è mai sul pezzo, in fase offensiva latita. La più grande delusione della serata.

PIRLO 5 – Impegna Neuer con una punizione delle sue, poi nient’altro. Non riesce mai ad impostare, a volte sembra addormentarsi. Ad aprile subisce evidentemente il fatto di giocare praticamente sempre.

MARCHISIO 4,5 – L’assenza del forte gemello Vidal gli toglie sicurezze, finisce per fare una partita addirittura peggiore rispetto a quella dell’Allianz. Esce un po’ ridimensionato dal doppio confronto col Bayern: è un signor giocatore, ma deve crescere anche lui sotto vari aspetti, in primis quello della personalità ad altissimi livelli.

POGBA 5,5 – Comincia alla grande, con lo Juventus Stadium che gli tributa giustamente boati su boati. Poi si eclissa, e sbaglia pure il controllo su un sontuoso assist di Vucinic che lo mette in condizione di segnare dalla posizione dove preferisce di più tirare. Sta accumulando esperienza, l’anno prossimo sarà più forgiato.

PADOIN 6,5 – A conti fatti il migliore del centrocampo è lui. Diagonali difensive fantastiche, salva la Juventus in più di un’occasione. Anche davanti fa il suo. Promosso a pieni voti.

ISLA 5,5 – Entra a gara ormai compromessa, non fa niente per cambiare gli equilibri.

GIACCHERINI 6 – Qualche spunto nel poco tempo a disposizione.

VUCINIC 6,5 (IL MIGLIORE) – Genio e sregolatezza. Pronti via ed ha subito l’occasione per segnare, ma cicca clamorosamente il pallone. Poi offre a Pogba un pallone fantastico, ma il francese sbaglia. Quando si accende porta a spasso l’intero Bayern che è costretto a fermarlo col fallo. Sbaglia un altro paio di tiri, offre un altro paio di begli assist. Non è una prima punta, se dalla prossima stagione gli metteranno di fianco un top player da 30 gol allora saranno fuoco e fiamme.

QUAGLIARELLA 5,5 – Cosi cosi. L’eroe dei due Chelsea non riesce a ripetersi col Bayern, e dire che Conte ci contava: buon inizio, molto pimpante, poi cala. Nella ripresa con un guizzo dei suoi rischia di segnare il gol da cineteca, ma il suo tiro va fuori di poco con Neuer tanto attento quanto preoccupato. Ma in una Juventus a cinque stelle ci può stare, eccome.

MATRI 5 – Entra e non riesce a farsi largo tra la difesa bavarese.

All. CONTE 5 – L’approccio alla gara è buono, però la Juventus più che carica e famelica sembra molto preoccupata di coprire gli spazi, come se dovesse difendere un risultato. Doveva osare di più, essere più arrembante. Specialmente nella ripresa, quando da perdere c’era rimasto pochissimo: con un azzardato 3-4-3 modificabile in corsa, dato l’eclettismo degli uomini a disposizione, avrebbe potuto creare qualche grattacapo al Bayern. Paga anche le assenze di due imprescindibili come Vidal e Lichsteiner. Esce a testa alta, ma con la consapevolezza di non aver fatto tutto quello che si poteva fare per passare il turno. Era la sua prima esperienza in Champions League, si è comportato alla grande ma nel momento della verità è stato troppo titubante. Comprensibile anche questo: nessuno nasce perfetto, ed Antonio ha abituato fin troppo bene. Imparerà dai suoi stessi errori e l’anno prossimo tornerà in Champions League più carico che mai. Stavolta, per vincerla.

A cura di Vincenzo Galdieri

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