Giovanni Nole

Le pagelle di Borussia Dortmund-Malaga 3-2: Santana eroico, Joaquin fenomeno

Le pagelle di Borussia Dortmund-Malaga 3-2: Santana eroico, Joaquin fenomeno
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Le pagelle di Borussia Dortmund-Malaga 3-2: Santana eroico, Joaquin fenomenoVOTI BORUSSIA DORTMUND

WEIDENFELLER 6,5 – Strepitoso sui due colpi di testa a distanza ravvicinata di Joaquin tra fine primo tempo e inizio ripresa e sulla conclusione dalla distanza di Toulalan; poco può sui due gol subìti.

SCHMELZER 5 – Si perde Joaquin sul gol del vantaggio spagnolo, e rischia grosso, da già ammonito, quando rifila una mezza manata a Gamez. Spinge poco,soffre tantissimo Joaquin. Gioca davvero male.

SANTANA 8,5 – Fondamentale. Sul finale di gara, coi due gol da recuperare, si butta in avanti sperando di sfruttare la sua fisicità. Probabilmente non si aspettava che sarebbe risultato così decisivo: entra sul pareggio di Reus portandosi via l’uomo, Gamez, e lasciando la porta spalancata al talento ex-Gladbach; segnare, poi, il clamorosissimo gol ribaltone-vittoria-qualificazione di fronte ad un pubblico completamente in delirio deve esser stato il momento migliore della sua carriera. Salvatore in patria.

SUBOTIC 6+ – Nomale amministrazione. Solitamente sicuro, sempre pronto negli anticipi. Prova a contenere Isco, non sempre coi risultati desiderati.

PISCZECK 6+ – Sempre coinvolto nelle manovre offensive del Dortmund, le sue galoppate sulla fascia sono fondamentali per lo sviluppo del gioco del Dortmund, che spesso si avvale dei suoi inserimenti. Non risulta decisivo, ma corre tantissimo, sfornando anche cross interessanti e concedendo poco e nulla difensivamente.

BENDER 5,5 – Tanto sacrificio e lavoro oscuro per lui per dare equilibrio alla squadra, ma viene poco coinvolto nella manovra, ne risulta avulso, e spesso si ritrova a sbagliare passaggi elementari. Viene sostituito per formare un Dortmund ancora più offensivo. (al suo posto SAHIN 6)

GUNDOGAN 6,5 – Tocca tantissimi palloni, un vero e proprio punto di riferimento per il Dortmund che trova in lui l’uomo a cui rivolgersi per reiniziare ogni azione offensiva. Meno illuminato, però, rispetto ad altre volte, nonostante alcune verticalizzazioni brillanti e notevoli. (al suo posto HUMMELS SV)

GOETZE 6,5 – Partecipa ad ogni azione chiave in ottica offensiva dei giallo neri. Nelle azioni individuali è sempre uno dei più pericolosi, ma dopo i clamorosi errori di fronte al portiere dell’andata, si ripete ad inizio ripresa calciando male col sinistro il pallone dell’eventuale vantaggio Dortmund.Comunque, entra attivamente nell’azione del primo gol, creando in più occasioni pericoli alla porta difesa da Willy.

REUS 8,5 – Partita stranissima la sua. Perché in effetti, togliendo i gol, parleremmo di una prova opaca e insipida del trequartista biondino. Ma proprio perché alla fine è l’uomo chiave di tutti e tre i gol che merita un voto così alto. Tacco strepitoso a mettere Lewandowski davanti alla porta sulla prima rete, realizza poi il gol della speranza su tap-in ravvicinato, trovandosi al posto giusto al momento giusto; infine, dal suo cross teso dentro l’area ‘alla disperata’ nasce l’azione del definitivo, clamoroso 3-2 di Santana. Trascina da solo con le sue giocate il Dortmund, è l’uomo principale di questa qualificazione storia ed epica del Borussia in semifinale di Champions League.

KUBA 5 – Assolutamente invisibile per tutti i 70 minuti giocati al Signal Iduna Park. Corre tanto, sicuro, ma spesso a vuoto e non producendo mai peso in attacco. Impalpabile. (al suo posto SCHIEBER SV)

LEWANDOWSKI 6,5 – Segna un gol bellissimo – scavetto sul portiere eccezionale – dopo aver sfiorato un altro gol da cineteca con un pallonetto da fuori area che quasi beffava il portiere. Poi si va spegnendo piano piano, risultando poco incisivo sulla seconda metà di gara.

All.KLOPP 6,5 – Il Malaga si difende benissimo dagli attacchi del Dortmund, il quale non sempre riesce a trovare soluzioni valide per liberarsi dalle briglie poste loro dagli spagnoli. Un po’ la fortuna, un po’ il gran spirito del Dortmund e un po’ l’arbitraggio così così (gol di Santana in netto fuorigioco, così come comunque anche quello di Eliseu) alla fine lo salvano, ma se il Malaga alla fine avesse vinto o passato il turno non si può dire che non avrebbe meritato.

VOTI MALAGA

WILLY 7,5 – Decisivo tanto quanto il suo collega dall’altra parte del campo: i suoi salvataggi, specialmente nella ripresa, su Lewandowski, Goetze e Reus joaquinsanno di miracoloso. Sul primo gol si fa scavalcare dall’attaccante polacco, mentre sugli altri due poco poteva, vista la distanza decisamente ravvicinata. Ma generalmente, è prodigioso in alcuni interventi che in quel momento tenevano viva la qualificazione del Malaga.

GAMEZ 6- – Si fa notare soprattutto per il mezzo ceffone – sul quale per altro simula e neanche poco, ovviamente – subìto da Schmelzer. Per il resto poca roba, fa quel che può sul gol di Reus chiudendo bene sull’intervento a pochi passi dalla porta di Santana, ma spesso s’affanna nel rincorrere Gotze e Reus.

DEMICHELIS 6 – Mette a servizio del reparto difensivo spagnolo la sua enorme esperienza, lui che – dopo tanti anni passati al Bayern Monaco – lo vive quasi come un derby. Spesso lascia varchi notevoli, ma se la cava di mestiere. Pericolosissimo sui calci piazzati: la sua sponda di testa per Joaquin in apertura di secondo tempo era praticamente vincente, se non fosse stato per un super Weidenfeller.

SANCHEZ 5= – Sbaglia di tutto e di più. Insicurissimo su ogni chiusura, superficiale in marcatura e negli stacchi aerei – con un colpo di testa arretrato quasi regalava il gol a Goetze, servendolo solissimo di fronte a Caballero. Disastroso, soffre tantissimo per tutto il match.

ANTUNES 6= – Non convince l’ex Roma e Lecce, che non risalta praticamente mai nelle cronache del match. Si propone in avanti col freno a mano tirato, le sue diagonali sono così così; dalle sue parti il Malaga spesso traballa.

CAMACHO 6,5 – Anche per lui lavoro di grande sacrificio in mezzo al campo, dove corre e pressa tantissimo infastidendo la manovra dei giallo neri. Utilissimo dietro le quinte, non ha nell’impostare la sua abilità migliore ma come incontrista se la cava bene.

TOULALAN 6+ – Anche lui uomo di grande esperienza, gestisce sempre con saggezza la palla. E quando può, mette a lucido il suo ottimo destro, impensierendo in più occasioni Weidenfeller.

JOAQUIN 7,5 – Un giocatore assolutamente rinato. Ai tempi del Valencia era considerato un vero e proprio fenomeno, al Malaga si è un pochino ridimensionato ma oggi rivive i fasti di un tempo, trascinando praticamente da solo i suoi verso un sogno che si era ormai già realizzato ma beffardamente svanito nel giro di un solo minuto. Segna un gol eccezionale dialogando con l’altro fenomeno della casa, Isco, e di testa sfiora il raddoppio due volte. E quando punta l’avversario, il più delle volte riesce a superarlo, facendo impazzire Schmelzer.

DUDA 6+ – I suoi schemi su punizione sono efficacissimi, siccome mandano da solo di fronte al portiere Joaquin per ben due volte. Per il resto, corre e si rende utile alla manovra imbastita dai compagni. (al suo posto ELISEU 6 – Torna, segna. Anche se in fuorigioco. Ritorno col botto.)

JULIO BAPTISTA 6,5 – Suo l’assist – voluto? Forse, anche se sembrava più un tiro – per il gol del clamoroso 1-2 di Eliseu. Aiuta la squadra con la sua tecnica e, soprattutto, con la sua fisicità.

ISCO 7 – Un fenomeno vero. Giusto, Subotic lo limita parecchio. Ma lui riesce spesso a raggirare le barriere poste dal serbo, inventando per i compagni come in occasione del gol di Joaquin. Mette il naso anche sul secondo gol, iniziando l’azione capitalizzata poi da Baptista ed Eliseu. E spesso viene a prendersi palla dietro per aiutare a far girare la manovra. Grandissimo giocatore, già pronto per una big.

All. PELLEGRINI 7,5 – Ha organizzato una partita a dir poco spettacolare. Come detto, se l’avessero portata a casa nessuno avrebbe avuto da recriminarci: tatticamente preparatissimo, imbriglia alla grande la manovra del Dortmund organizzando bene la difesa. Il fallimento dell’impresa non è causa sua; davvero un peccato.

Giovanni Nolè

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