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Scudetto last minute: Juventus o Milan?

Scudetto last minute: Juventus o Milan?
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Gigi Buffon

TORINO, 4 MAGGIO 2012. La papera di Gigi Buffon nell’ultimo turno di campionato ha costretto la Juventus al pareggio col Lecce e permesso al Milan di riavvicinarsi a -1. La prossima giornata potrebbe essere quella decisiva, ma in caso di doppia vittoria tutto sarebbe rimandato agli ultimi 90’.  In attesa del verdetto 2012, ripercorriamo insieme gli Scudetti combattuti fino all’ultima giornata della storia e le grandi rimonte che ne hanno caratterizzato colpi di scena ed emozioni.

ANNI 60’-70’: IL PRIMO SPAREGGIO E LA RIMONTA GRANATA. Tornando indietro di quasi 50 anni, il torneo 1963-1964 vide Inter e Bologna darsi battaglia fino alla fine chiudendo la stagione appaiate a quota 54. All’epoca non era prevista la differenza reti né la classifica avulsa, per cui si dovette procedere con lo spareggio in gara secca, il primo (e ultimo) nella storia del campionato italiano che valeva lo Scudetto. Pochi giorni prima dell’incontro il presidente dei rosso blu Renato Dall’Ara morì accidentalmente d’infarto, ma la Figc decise comunque di non rinviare la partita, che si disputò regolarmente il 7 giugno; il Bologna si impose per 2-0 grazie alle reti di Fogli e Nielsen giunte entrambe nel secondo tempo e riuscì così a conquistare il suo settimo titolo.

Un altro torneo che regalò emozioni e colpi di scena fino alla fine fu quello del 1975-1976. Alla fine del girone d’andata la Juventus conduceva il campionato con addirittura 5 punti di vantaggio sull’inseguitrice, il Torino dei gemelli del gol Pulici e Graziani. La capolista però frenò la sua corsa in primavera perdendo 3 partite consecutive. Questo permise ai granata di rimontare e passare in testa arrivando all’ultima giornata con un punto di vantaggio sui “cugini”. Il Torino venne bloccato sul pareggio in casa dal Cesena, ma la concomitante sconfitta di Perugia della Juventus fece esplodere di gioia la Torino granata che poteva così festeggiare il settimo Scudetto.

ANNI 80’-90’: LA SECONDA STELLA BIANCONERA E IL 16° TITOLO ROSSONERO. Il campionato 1981-1982 fu l’anteprima dei mondiali spagnoli vinti dalla nazionale italiana guidata da Bearzot dell’estate seguente. A darsi battaglia in quel campionato per il titolo di campione d’Italia furono Fiorentina e Juventus. I viola, nonostante la perdita di Antognoni per un grave infortunio, chiusero in testa il girone d’andata con il platonico titolo di campione d’inverno; successivamente però i fiorentini incapparono in un paio di pareggi consecutivi  e la Juventus riuscì a rimettersi in carreggiata agganciandoli in testa alla classifica. Poi fu la Vecchia Signora a fermarsi sul campo dell’Ascoli permettendo ai gigliati di rimettere la freccia ed effettuare il  nuovo sorpasso. Le due squadre arrivarono così all’ultima giornate separate da un solo punto: la Fiorentina chiuse la sua stagione pareggiando per 0-0 a Cagliari, mentre la Juve, grazie ad un gol di Liam Brady nel finale, riuscì a superare di nuovo i toscani e a cucirsi al petto la seconda stella. Non mancarono ovviamente le polemiche, in quanto alla Fiorentina quel pomeriggio venne annullato un gol di Ciccio Graziani, e a Catanzaro non venne concesso un evidente calcio di rigore ai padroni di casa. Il trionfo mondiale dell’estate seguente servì a placare gli animi del calcio italiano ancora scosso dal calcio scommesse.

Diciassette anni dopo, a giocarsi lo Scudetto 1998/99 furono Milan e Lazio. Il titolo di campione d’inverno fu vinto dalla Fiorentina, che però perdendo Batistuta per infortunio dovette, già da febbraio, abbandonare i sogni di gloria. Proprio in quel periodo i biancocelesti fecero il vuoto portando a 7 i punti di distacco dal Milan, ma le due sconfitte consecutive della con Roma e Juventus, permisero al Milan di riavvicinarsi portandosi a -1 dai laziali. La giornata decisiva fu la penultima, dove la Fiorentina bloccò sul pareggio la Lazio al Franchi, mentre il Milan non ebbe problemi a vincere in casa con l’Empoli. Effettuato il sorpasso, il Milan completò il successo vincendo l’ultima giornata a Perugia, potendosi così attaccare sul petto lo Scudetto tricolore per la sedicesima volta nella sua storia.

ANNI 2000: LA FATAL PERUGIA E IL 5 MAGGIO. Il primo campionato del nuovo millennio verrà ricordato per due cose principali: la presenza di sette squadre all’avvio in grado, secondo i bookmakers, di lottare per lo Scudetto (chiamate appunto 7 Sorelle); e il rocambolesco finale di Perugia dell’ultima giornata. Dopo qualche mese di campionato ci si rese conto però che a lottare per lo Scudetto erano solamente in tre: la Juventus di Carlo Ancelotti, la Lazio di Sven Goran Eriksson e la Roma di Fabio Capello. Il calo dei giallorossi all’inizio dell’’inverno fece intendere che la lotta sarebbe stata fra biancocelesti e bianconeri, tant’è che la Lazio chiuse il ’99 in cima alla classifica, ma il titolo di campione d’inverno spettò ai bianconeri che il 16 gennaio chiusero così in testa il girone d’andata. La Juve cominciò a macinare vittorie e a fine marzo, dopo che il Milan si era rifatto sotto (portandosi a meno 4 dalla Lazio) per un breve lasso di tempo,  i bianconeri comandavano la classifica a +6 dalla Lazio. Nello scontro diretto del primo aprile un gol di Simeone regalò la vittoria alla Lazio portandola a -3 con 6 giornate ancora da giocare. La Lazio perse nuovamente punti a Firenze e prima della 31esima giornata la Juventus era tornata ad avere un ragguardevole vantaggio di +5. I bianconeri caddero a Verona, permettendo così ai biancocelesti, di portarsi a -2 a due giornate dal termine. A scrivere la storia fu però l’ultima giornata. Mentre la Lazio vinceva la sua partita in casa con la Reggina per 3-0, a Perugia, il campo dov’era impegnata la Juventus, si scatenò un diluvio universale che costrinse Collina a sospendere l’incontro dopo che il primo tempo si era chiuso sullo 0-0. Al rientro dagli spogliatoi, la squadra del romanista Mazzone trovò la rete con Calori e passo in vantaggio; gli juventini non riuscirono a pareggiare, permettendo cos’ alla Lazio di festeggiare il secondo Scudetto della storia.

Ma il campionato che forse più resterà nella storia per il suo rocambolesco finale fu quello della stagione 2001/2002. La nuova Inter di Hector Cuper sembrava pronta per il grande rilancio nazionale dopo anni di delusioni, ma a mettere i bastoni fra le ruote ai nerazzurri ci pensò la Roma campione, in carica che riuscì a vincere per il secondo anno consecutivo il titolo di campione d’inverno. Durante la primavera si fece sotto la Juventus, che dopo le difficoltà autunnali accorciò le distanze in classifica portandosi a meno 4 dall’Inter dopo che i nerazzurri avevano sconfitto i giallorossi alla 28° giornata. La settimana seguente la Juve si fermò a Roma con la Lazio e il distacco dall’Inter salì a 6 punti. A 5 giornate dalla fine lo Scudetto per Vieri e co. sembrava cosa fatta, ma la sconfitta in casa con l’Atalanta permise alla Juve, vittoriosa a Perugia, di portarsi a meno 3 e riaprire i giochi. La Roma continuò a crederci, e il pareggio di Verona con il Chievo dell’Inter dette alla Juve la possibilità di avvicinarsi ulteriormente a -1. Il 5 maggio, giorno dell’ultima giornata, la situazione di classifica era la seguente: Inter 69, Juventus 68, Roma 67. La Roma era impegnata a Torino contro i granata, la Juventus a Udine e l’Inter a Roma con la Lazio in un olimpico completamente nerazzurro. Successe l’irreparabile: Juve e Roma fecero la loro parte vincendo le rispettive partite, mentre L’Inter, nel dramma di tifosi nerazzurri, cadde sconfitta per mano della Lazio che più nulla aveva da chiedere al proprio campionato. La Juventus trionfò per la 26^ volta nella sua storia, e le lacrime di Ronaldo a fine partita resteranno per sempre un ricordo indelebile nella mente dei tifosi interisti.

 

A cura di Carlo Alberto Pazienza

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