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Galliani, raccoglie quel che ha seminato

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Galliani, raccoglie quel che ha seminato

FIRENZE 9 APRILE – Sono passati due giorni dai ‘fatti del Franchi’, che hanno visto nel ‘cast dei protagonisti’ il vice presidente del Milan Adriano Galliani.

La cronaca dell’accaduto ormai è ben nota a tutti, inutile ripetersi, la cosa che però nessuno dice è che il signor Galliani già a partire da una settimana non ha fatto altro che provocare l’ambiente gigliato. Lo stesso amministratore delegato domenica scorsa ha avuto il coraggio di definire il torneo più bello e seguito d’Italia “un campionato falsato“; probabilmente il dirigente rossonero non si ricorda che una delle poche tifoserie che ha avuto “l’onore” di entrare nel nuovo impianto di Is Arenas è proprio quella della squadra per cui lavora. Sarebbe da ricordare, sempre al signor Galliani, che  lo stadio di Firenze non è il peggiore d’Italia, anzi. Probabilmente Galliani non ricorda che l’unica tifoseria, rivale, che rese omaggio a Paolo Maldini nella sua ultima apparizione in A fu proprio quella gigliata che, al termine del match nonostante la viola avesse perso, applaudì una bandiera come l’icona rossonera.

Prima di parlare di Firenze e di Fiorentina con la superficialità con cui Galliani lo ha fatto “si sciacqui bene la bocca e poi ci ripensi”. La violenza non è da utilizzare, sia ben chiaro, ma non facciamo passare la tifoseria viola, quella ricca in quanto l’accaduto è successo nel settore più costoso del Franchi, come violenta.

Leonardo Andreini

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