Enrico Steidler

Presidenti, tribune vip e derby: tutto il calcio conato per conato

Presidenti, tribune vip e derby: tutto il calcio conato per conato
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Il calcio italiano sull’orlo della guerra (in)civile

galliani-firenzeROMA, 9 APRILE – All’indomani di Italia-Cile 0-2 del Mondiale 1962 (la famosa “battaglia di Santiago”, passata alla storia per lo sciagurato arbitraggio del britannico Aston e le inaudite violenze fra i giocatori) un giornale inglese titolò Mandate a letto i bambini, c’è il calcio in TV. A pensarci bene, questo titolo formidabile potrebbe essere riproposto ogni settimana (o quasi) per descrivere in poche, sentite parole il football nostrano e i miasmi che ne provengono.
Purtroppo non è solo una questione di risse sul campo (vedi Schelotto-Cigarini) e di errori arbitrali (il signor Gervasoni – l’arbitro che ha diretto Inter-Atalanta 3-4 – ne ha commessi parecchi: veramente macroscopico, in particolare, il rigore concesso a Denis). Quel che allarma davvero è il contorno, quel nauseante mondo fatto di ultrà con l’anello al naso, di vip che scagliano monetine in mezzo ai bambini, di presidenti, portavoce e reggicoda le cui dichiarazioni insinuanti e sconsiderate ci portano ad accarezzare l’idea di un’ascetica rinuncia al calcio (e alle sue miserie) e ad abbracciare i valori dello sport, quello vero.

L’IRRESPONSABILITA’ AL POTERE – Non per fare del facile moralismo, ma francamente la misura è colma. Il rigore su Denis era inesistente, d’accordo, ma è possibile che il presidente Moratti (con l’incauto sostegno dell’illustre tifoso Paolo Bonolis) ne approfitti per far aleggiare lo spettro di una nuova Calciopoli? Intendiamoci: il numero uno nerazzurro non ha torto a lamentarsi, anzi: che la sua squadra abbia subito parecchie fregature in questo campionato (oltretutto in concomitanza con gli “aiutini” al Milan) è sotto gli occhi di tutti, e va anche detto che questi torti sono più pesanti delle grazie fin qui ricevute (fra le quali spicca proprio il derby dell’andata). Ma c’è un modo nelle cose, ed è sul modo che Moratti scivola spesso, così spesso che viene spontaneo chiedersi: ma non ha amici o parenti avveduti il presidente dell’Inter? E’ solo al mondo? Possibile che nessuno gli dica “Papà, mi raccomando, non parlare mai a caldo, che poi te ne penti” oppure “Massimo, di solito parli subito e taci il giorno dopo: ma perché non fai il contrario?”. E invece no; oggi il presidente nerazzurro si è “perfezionato” e parla pure il giorno dopo, rincarando la dose e immortalando la brutta figura. Sotto questo aspetto, la ragione si trasforma in torto in un baleno: incitare al linciaggio mediatico (anticamera dell’aggressione fisica) chi è sottoposto a pressioni pazzesche ed è costretto a vedersela ogni domenica con i calciatori, molti dei quali, si sa, non si tirano indietro quando si tratta di simulare o di condizionare in ogni modo – anche urlando e gesticolando minacciosamente – le decisioni dei giudici di gara, è folle e irresponsabile. Richard Nieuwenhuizen è già stato dimenticato, vero?

LE TRIBUNE DEL DISONORE – E che dire dello spettacolo offerto dai tifosi vip dello stadio di Firenze? Teppisti in giacca e cravatta che urlano paonazzi e scagliano monetine contro Adriano Galliani sfiorando gli esterrefatti (e spaventati) bambini presenti e ferendo ad un occhio una delle guardie del corpo? Si può dire, ad esempio, che al peggio non c’è mai fine; sentite un po’ le dichiarazioni di Gianfranco Teotino, responsabile della comunicazione della società viola: “Identificheremo attraverso le immagini di sicurezza dello stadio Franchi il tifoso che ha avuto una reazione esagerata nei confronti di Galliani e state certi che, una volta trovato, non prenderà più posto in tribuna autorità”. Come a dire: per noi esiste solo quello che ha cercato di mettere le mani addosso all’ad rossonero, i lapidatori non ci interessano. “Chiedo scusa a nome della Fiorentina” – aggiunge Teotino ansioso di completare l’opera – “per quello che è accaduto all’amministratore delegato rossonero e al Milan, però lo stesso Galliani ha sbagliato, perché ha quasi bisticciato con un bambino seduto nella nostra tribuna autorità. E con ciò? E allora? Se anche fosse vero, e probabilmente non lo è, è forse il caso di dirlo, anzi di sottolinearlo in rosso come una maestrina inacidita?…Galliani se l’è cercata, sembra dire Teotino. Pazzesco. Cosa dobbiamo pensare di un responsabile della comunicazione che non è nemmeno capace di scusarsi? E della società che lo ha scelto? D’altra parte, che volete farci, sono tutti vip.

APOCALYPSE DERBY“Rivolgo ancora una volta un appello alle due tifoserie: cerchiamo di fare un derby tranquillo. Mi raccomando alle forze dell’ordine, ma soprattutto al senso di responsabilità di tutti i tifosi”. Come suonano grottesche le parole del sindaco di Roma Gianni Alemanno (che non perde mai l’occasione per decantare il senso civico dei suoi concittadini ma poi si ritrova a fare i conti con una realtà da medioevo prossimo venturo) dopo l’ennesima guerriglia con tanto di feriti (8) e accoltellati (6). L’unica differenza rispetto al passato è che le orde di barbari che mettono a ferro e fuoco la capitale (costringendo alla chiusura dei negozi e al fuggi-fuggi generale) non provengono dalle steppe siberiane ma sono roba denoantri”, sono parte integrante di quel “meraviglioso pubblico” che aggredisce tifosi inermi, oltraggia neri ed ebrei e strappa le sciarpe dal collo dei ragazzini.

Questa è la realtà del calcio italiano, purtroppo, e ora che le nostre vergogne non sono più coperte dalla foglia di fico rappresentata dai trofei (appannaggio di chi i soldi li ha e può spenderli) essa si presenta in tutto il suo insopportabile squallore. Una pagina da dimenticare in tutti i sensi : così conclude la Gazzetta dello Sport il resoconto dei fatti di Firenze. E invece no: quelle di Milano, Roma e Firenze sono tutte pagine da mandare a memoria, per quanto sgradevole possa essere il compito. Se facciamo scivolare tutto nell’oblio, non sarà più di sport che scriveremo, ma solo di cronaca nera.

Enrico Steidler

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