Orazio Rotunno

Julio Cesar dice no al Milan: dietro il rifiuto c’è l’Arsenal

Julio Cesar dice no al Milan: dietro il rifiuto c’è l’Arsenal
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L'ex Inter ammette l'interesse dei rossoneri ma giura fedeltà alla squadre da cui comunque si sente ferito: dietro il no si cela perà il forte interesse dell'Arsenal

Julio-Cesar1LONDRA, 9 APRILE – C’è chi dice no, fino a prova contraria. Di affermazioni pericolose, poi prontamente smentite, ne abbiamo viste tante negli anni: da Capello ad Ibrahimovic, da Cassano a Ronaldo. I trasferimenti più assurdi ed impensabili, negati in primis da gli stessi protagonisti che poi con i fatti hanno contraddetto le parole. Julio Cesar rischia di essere il nuovo caso fatto a pennello, ma l’uomo e la sua storia sembrano lasciar pensare alla sua buona fede. Interista nell’animo, dal cuore ferito: un tradimento che però, stando alle sue parole, non dovrebbe portarlo ad “andare a letto” coi cugini.

UN NO ROMANTICO, DIETRO INTERESSI PROFESSIONALI – Non ce ne voglia il buon Julione, ma rifiutare il Milan a 34 anni nasconde qualche sospetto fondato. Un uomo come pochi, un addio raro da vedersi nel mondo del calcio: lacrime vere, lettera ammirevole d’addio e messaggi continui d’affetto ai tifosi. Meno, molto meno ad una società, quella neroazzurra, che lo ha scaricato come fosse uno qualunque. C’è un però, ed è grande come una casa: con i Mondiali nel suo Brasile l’anno prossimo, una vetrina importante come poche quale vestire la maglia rossonera, l’ultimo contratto importante della tua vita: una fortuna rara che capita a chi è sul finire della carriera. Julio Cesar dice no, e lo fa a chiare lettere: ““Se tornerò a Milano? No, a Londra sto imparando una nuova lingua, la città è bella, la mia famiglia è contenta”. Questa la frase inequivocabile rilasciata a “La Gazzetta dello Sport“, ma dietro vi potrebbe essere un altro itneressamento che motiverebbe la sua voglia di restare nel Paese della Regina. “Io sono innamorato dell’Italia, ma l’ambiente qui mi ha veramente conquistato. Di sicuro non sono stato trattato bene dall’Inter, ma sono uscito dalla porta principale, e io mi aggrappo a questa cosa, non a quelle brutte. Resto interista nel cuore“. Stiamo parlando dell’Arsenal, da anni alla ricerca di un portiere degno di tale nome, dopo le varie bufale di Almunia, Fabianski, Mannone e chi più ne ha più ne metta. Wenger è un suo grande estimatore, e soprattutto se dovesse concretizzarsi la più che probabile retrocessione del Qpr, a 7 punti dalla salvezza attualmente, l’ipotesi potrebbe divenire realtà.

Non si sposterebbe da Londra, andrebbe in un grande club e gli sarebbe garantito il mantenimento di un alto ingaggio. Abbastanza insomma per non cadere in una perdita di stile enrome, come il passaggio nella Milano rossonera.

Se non ci fosse stato l’Arsenal però…

Orazio Rotunno

 

 

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