Vincenzo Galdieri

A volte ritornano: Ajax in emergenza, Van der Sar in porta col Psv?

A volte ritornano: Ajax in emergenza, Van der Sar in porta col Psv?
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Van der Sar ha difeso le porte di Ajax, Juventus, Fulham e Manchester United

Van der Sar, ritiratosi 2 anni fa: può tornare a giocare

AMSTERDAM, 8 APRILE – A volte ritornano. Anche quando pensi che ormai sia impossibile. Atleti infiniti, che hanno dato tutto per il loro sport ed ad un certo punto hanno deciso di ritirarsi, di darsi ad altro. Ma poi non ce la fanno, gli manca quell’adrenalina unica ed irripetibile, e magari pensano che un altro giretto se lo possono pure fare. Edwin Van der Sar è stato un autentico totem: portiere di Ajax, Juventus, Fulham e Manchester Unitedoltre che storico Numero Uno della nazionale olandese. Predestinato, con la maglia dei Lancieri ha vinto tutto da giovanissimo. Poi ha vissuto un periodo di transizione non superlativo in Serie A prima di rilanciarsi in Premier League, dove con la maglia dello United ha vinto tutto, di nuovo, prima di appendere i guantoni al chiodo alla non verdissima età di 41 anni. Si è dato ad un’altra carriera, tornando nel suo club d’origine: oggi è direttore marketing dell’Ajax. Ma ad un certo punto, proprio prima della sfida più importante della stagione, si infortunano due portieri su tre. Ed allora alla dirigenza viene una pazza idea: “Edwin, ti va di tornare?”.

PSV-AJAX, VAN DER SAR CI PENSA – E’ la partita dell’anno, quella dove probabilmente ci si giocherà il titolo. L’Ajax è atteso in casa dell’atavica rivale Psv, ma Vermeer viene squalificato e Van der Hart s’infortuna. Rimane soltanto il secondo portiere Cliessen, poi va integrato un giovane della primavera. Ma l’allenatore Frank De Boer non si fida: troppo importante questo scontro. E se si rompe pure Cliessen? Meglio non rischiare un ragazzino non ancora maggiorenne, meglio affidarsi all’usato sicuro. A chi queste partite le mastica come il pane. Van der Sar è un idolo dalle parti di Amsterdam, ed ha l’esperienza giusta per affrontare il big match. Non farebbe il titolare, si siederebbe in panchina. Ma vista la sfortuna che attanaglia gli estremi difensori in casa Ajax, è meglio avere un campione pronto a subentrare, se pure Cliessen dovesse cadere nella trappola che perseguita i portieri biancorossi. Una trovata particolare, sicuramente suggestiva. Quanto poi possa essere effettivamente applicabile, sarà lo stesso Edwin in prima persona a deciderlo. Pare ci stia pensando seriamente.

COME SCHOLES E SCHUMACHER – Non sarebbe il primo a tornare sui propri passi. Tantissimi atleti longevi si sono fatti da parte in età avanzata, salvo poi cambiare idea. Celeberrimi i recenti esempi di Paul Scholes nel calcio e Micheal Schumacher in Formula Uno. Entrambi ritiratisi al top della carriera, hanno resistito poco fuori dal loro habitat naturale. Scholes è tornato alle dipendenze di Ferguson dopo pochi mesi dal ritiro, Schumi ci ha messo 3 o 4 anni ma alla fine è tornato in pista. E se “Silent hero“, sembrava non fosse mai uscito dal rettangolo verde, al Kaiser non è andata cosi bene. Micheal infatti non ha più tagliato il traguardo per primo, nessun gran premio vinto e soltanto un podio ottenuto in tre anni, prima del secondo ritiro. Perchè il rischio è quello: se torni, sei consapevole di poter in parte rovinare la tua immagine di atleta perfetto, senza macchia e senza paura, che vince e convince indipendentemente dalla carta d’identità. Ma in fondo, chi se ne importa: giocare è troppo divertente.

A cura di Vincenzo Galdieri 

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