Luca Guerra

Ivan Ruggeri, simbolo di un calcio che sta lentamente scomparendo

Ivan Ruggeri, simbolo di un calcio che sta lentamente scomparendo
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Si è spento all'età di 68 anni. Ha reso grande la Dea

Ivan Ruggeri, simbolo di un calcio che sta lentamente scomparendoBERGAMO, 6 APRILE- “Bergamo non mi ha mai amato, forse quando non ci sarò più la gente capirà quanto bene ho fatto all’Atalanta”. Così Ivan Ruggeri rispondeva a quanti gli chiedevano un bilancio della sua esperienza di 14 anni alla guida dell’Atalanta.

Questa mattina l’ex presidente della Dea è morto, all’età di 68 anni: dal gennaio 2008 Ruggeri era in stato vegetativo, quando dopo dopo una risonanza magnetica all’ospedale di Zingonia, fu colpito da emorragia cerebrale. Da allora non si era più ripreso, restando in coma nel reparto di terapia intensiva neurochirurgica degli Ospedali Riuniti di Bergamo. Dopo la malattia del padre, i figli e la moglie decisero di cedere la squadra ad Antonio Percassi, attuale patron del club bergamasco.

Al timone dell’Atalanta dal 1994 al 2008, Ruggeri, uomo dai modi sbrigativi e sempre concentrato su lavoro e famiglia, aveva fatto del ciclismo la sua prima passione: da dilettante conquistò anche un 4° posto al Giro delle Asturie, ma la scomparsa della madre gli mutò le strade al momento del passaggio al professionismo. Da lì intraprese una carriera avventurosa, prima come venditore porta a porta, poi come rappresentante di mobili e di bottoni, ma la svolta la visse con il riciclaggio della plastica.

Nel 1972 si affaccia al basket, prima come dirigente del Celana basket, poi vicepresidente della Binova, squadra promossa in serie A1. Nel 1977 il grande salto: a 33 anni, acquistò il 19 per cento delle azioni dell’Atalanta ed entrò in società come consigliere, al fianco della famiglia Bortolotti. Dopo l’era-Percassi, tornò alla guida della Dea nel 1994, lanciando talenti del calibro di Vieri e Inzaghi e permettendo al club di disputare  9 campionati in Serie A e soltanto 5 in B.

Sempre in prima linea nella lotta per i diritti televisivi e contro gli ultras, sempre controcorrente: Ivan Ruggeri era così, simbolo di un calcio che sta lentamente scomparendo, come un altro celebre patron scomparso da poco, Riccardo Garrone. Combattenti come loro mancheranno al mondo del pallone.

A cura di Luca Guerra

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