Walter Molino

Juventus e Lazio, l’Italia ancora una volta ad un passo dal fallimento

Juventus e Lazio, l’Italia ancora una volta ad un passo dal fallimento
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Juventus e Lazio, l'Italia ancora una volta ad un passo dal fallimento

Conte, dovrà riflettere sulla sua Juve

L’Italia si ritrova ancora una volta ad un passo dal fallimento (e purtroppo non solo calcisticamente). Juventus e Lazio, le nostre due ultime rappresentanti rispettivamente in Champions League ed Europa League si ritrovano aggrappate con due dita o poco meno alle competizioni, avendo entrambe perso la partita di andata fuori casa per 2-0 contro Bayern Monaco e Fenerbahce. E pensare che solo dieci anni fa, nell’ormai sportivamente lontanissimo 2003, 3 semifinaliste su 4 in Champions erano italiane.

JUVE IRRICONOSCIBILE – La partita all’Allianz Arena è stata una disfatta sotto tutti i punti di vista, in particolare su quello del gioco. Heynckess ha studiato perfettamente la partita dal punto di vista tattico imbrigliando ed annullando lo spumeggiante gioco offensivo che i bianconeri sfoggiano in campionato da due anni. Inoltre le giornate no di Buffon e Pirlo hanno contribuito a rendere il tutto più difficile. In particolare le cose sono peggiorate quando Kroos è uscito per infortunio. Al suo posto è entrato Robben, che è certamente più dotato tecnicamente. Tra gli altri Peluso (che con tutto il rispetto per l’Atalanta a Dicembre giocava per la salvezza) è sembrato inadatto ad un palcoscenico europeo di tale livello. Ribery ha avuto parecchie occasioni per ampliare il vantaggio, senza capitalizzarle. Insomma 2-0 finale che è un risultato onesto, sul quale la Juve non ha nessun episodio o appiglio su cui recriminare.

POSSIBILITÀ DI REMUNTADA – Mercoledì prossimo servirà ovviamente una Juventus super organizzata e vogliosa per cercare di compiere la remuntada. C’è però un dato che spaventa i bianconeri. Qualora il Bayern dovesse fare un goal, le marcature che la Juventus dovrà mettere a segno per passare il turno passerebbero a quattro, impresa assolutamente proibitiva. Ma i Bavaresi il goal fuori casa sono abituati a farlo. In particolare il Bayern Monaco nelle gare ad eliminazione diretta della Champions League in trasferta segna da 8 partite consecutive (l’ultima in ordine di tempo è la vittoria per 1-3 contro l’Arsenal; mentre la striscia risulta interrotta con Barcellona-Bayern Monaco 4-0 stagione 2008/2009). In queste 8 partite sono addirittura 21 i goal realizzati, circa 2.65 a partita. Perciò sarà importante prima di tutto non subire il goal, che la squadra tedesca fuori casa tende a fare.

LEZIONE SEVERA PER LA LAZIO – Se nella partita dell’Allianz Arena, i tifosi juventini sono tornati a casa sconfitti sonoramente anche sul piano del gioco, non si può di certo dire lo stesso per la partita dei biancocelesti al Şükrü Saraçoğlu di Instanbul. Il primo goal giallonero è arrivato su un fallo di mano molto dubbio di Radu in area di rigore, mentre il 2-0 è arrivato al 90° e suona molto come una beffa. Al di là delle recriminazioni arbitrali, che anche Petkovic ha sottolineato nel postpartita, rimane comunque una prestazione negativa che non ha niente a che vedere con le solite partite brillanti che la Lazio ha sin qui condotto in Europa, anche fuori casa. Di certo l’ingenuità di Onazi, nel farsi espellere ha pesato, obbligando la squadra di Lotito a giocare per quasi tutto il secondo tempo in inferiorità numerica.

RITORNO SENZA PUBBLICO – E’ proprio questa la nota più dolente in vista della gara di ritorno. La Lazio dovrà scontare una giornata da giocare a porte chiuse proprio in occasione del ritorno contro il Fenerbahce.  E’ ancora la politica che si mischia con il calcio. Per il saluto nazista di 300 tifosi, cosa tanto anacronistica quanto aberrante nel 2013, i tifosi della Lazio non saranno della partita. In gare del genere l’apporto del pubblico ha una rilevanza pazzesca. Senza la carica dei tuoi sostenitori magari dopo il goal dell’1-0 o comunque senza il loro supporto nei 90 minuti, il compito si fa ancora più arduo. Si potrà recuperare terreno solo se Hernanes sarà ispirato ed in giornata e Kozak tornerà ad essere il capocannoniere d’Europa.

LA SCENA AGLI ALTRI – Se quindi, le nostre squadre non riusciranno a compiere le dovute rimonte, anche per quest’anno lasceremo la vittoria delle competizioni internazionali a club stranieri. E’ ancora fresco ovviamente il ricordo dell’Inter di Mourinho del 2010, campione di tutto,  ma da lì si è visto davvero poco. Il Bayern nello stesso anno ha perso la finale, ma due anni dopo l’ha rigiocata, l’Inter invece si trova a dover lottare per affermarsi in Europa League. Competizione, quest’ultima, che sembra non avere affatto appeal ultimamente dalle nostre parti. Essendo arrivata ai quarti, la Lazio eguaglia il miglior risultato italiano (Juventus ai quarti nel 2009/2010) da quando la competizione ha assunto questo nuovo nome. Mentre per trovare un piazzamento migliore, bisogna risalire ad otto anni fa: stagione 2004/2005 quando il Parma fu eliminato in Semifinale dal CSKA Mosca (che poi vinse la competizione) nell’allora Coppa Uefa.

 Walter Molino (@matchbeth)

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