Vincenzo Galdieri

Si scrive Milan, si legge ‘recupero campioni’: Balotelli ultimo della lista

Si scrive Milan, si legge ‘recupero campioni’: Balotelli ultimo della lista
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MILANOSi scrive Milan, si legge 'recupero campioni': Balotelli ultimo della lista 5 APRILE – Esistono i corsi di recupero, quelli che ti aiutano a rimetterti in sesto su una determinata materia in cui hai una brutta insufficienza. Esistono le scuole serali, dove chi non può permettersi di studiare di giorno per ragioni lavorative o quant’altro, ha la possibilità di riscattarsi ed arricchire il proprio bagaglio culturale. Esistono i professori che danno ripetizioni, o i corsi estivi all’università per rimetterti in pari con gli esami. Insomma, anche chi non va bene a scuola per un motivo o per un altro, può usufruire di varie scorciatoie didattiche, escamotage che gli permettono di arrivare al livello degli altri nonostante le defaillances più variegate. Nel calcio, però, non esistono cose del genere. Anzi, forse una c’è. Si tratta di un’accademia sportiva prestigiosissima, situata a Milanello. Il padrone del sontuoso istituto privato è da decenni un certo Silvio Berlusconi, mentre il dott.Adriano Galliani ha il ruolo di preside. Sono specializzati nel rimettere a nuovo grandi giocatori persisi un po’ per strada. Il preside li presenta ai compagni, li fa ambientare e poi li affida al professore di turno: ieri c’era Leonardo, l’altro ieri Carlo Ancelotti, oggi Massimiliano Allegri. I ragazzi entrano in accademia e come per magia si trasformano, tornando a splendere di luce propria. Entrano, dicevamo, e vedono subito l’insegna che li abbaglia: Milan. Si scrive Milan, ma si legge ‘recupero campioni‘.

UN DECENNIO DI TRASFORMAZIONI: PIRLO E SEEDORF I PIONIERI – E’ da almeno dieci anni che questa storia si ripete in maniera assidua. Per la precisione, dodici. Il corso fortunato si avvia quando a Milanello sbarca un giovanissimo Andrea Pirlo, prospetto favoloso di 22 anni che l’Inter non riesce a valorizzare. In via Durini decidono cosi di cedere il talento dal potenziale inespresso ai cugini, convinti di aver fatto l’affare. Pirlo arriva a Milano da trequartista, lo trasformano nel regista più forte del mondo. Mica male. Anche Clarence Seedorf è giovane (26 anni) quando nel 2002 si trasferisce sull’altra sponda di Milano. A differenza di Pirlo, lui, è già un calciatore affermato, ma in nerazzurro alterna grandi exploit a lunghi momenti di pausa: insomma, è discontinuo. Sulla falsariga di quanto fatto con Pirlo, l’Inter decide di cederlo ed il Milan lo accoglie a braccia aperte. I tifosi sono scettici, perchè lo vedono un po’ come un genio fine a se’ stesso, incostante: rischioso investire su di lui. Si ricrederanno in men che non si dica. A Milanello, Carlo Ancelotti agita la bacchetta magica e trasforma Clarence in un campione vero: chiuderà la sua carriera in rossonero 11 anni dopo, con all’attivo 432 presenze, 63 gol ed in bacheca tutte le coppe possibili ed immaginabili. Pirlo e Seedorf, i pionieri della scuola di recupero campioni: da loro due in poi, il Milan ci ha preso gusto.

L’ERA BRASILIANA ED IL RESTYLING DI IBRA – Elencare tutti i giocatori rigenerati dalla cura Milan è pressochè impossibile, salvo dilungarsi in maniera eccessiva. Sicchè ci limiteremo a citare i più importanti. I rossoneri hanno avuto sempre una certa predilezione per il calcio bailado, e nel 2003 provano a rimettere in sesto Rivaldo, reduce da una stagione no a Barcellona. Si rivelerà uno dei pochi fallimenti – parziali – della scuola recupero campioni. Andrà meglio con Ronaldo prima – ottimi risultati, il famoso gol nel derby, oltre all’infortunio che di fatto concluderà la sua carriera ad alti livelli – e Ronaldinho poi, sbarcato in pompa magna nel 2008 per una ventina di milioni di euro. L’età è quella giusta – 28 anni – ed il funambolo vuole dimostrare che, nonostante l’ultimo anno travagliato in blaugrana, può ancora essere il Numero Uno al mondo. A Milanello riescono a rimotivarlo, Dinho parte a razzo: gol ed assist a profusione e l’impressione che stia tornando su livelli di eccellenza assoluta. Qualcosa però si rompe con Ancelotti e la seconda parte di stagione non sarà delle migliori. Ma l’arrivo di Leonardo sulla panchina meneghina lo porta alla tanto agognata rinascita. Dinho diverte e si diverte, segna tanto (15 gol stagionali) e regala numeri d’alta scuola, oltre a fare il record di assist vincenti in Serie A. L’anno dopo le strade del Gaucho e del Milan si separano, ma la frase “mission accomplished” era già stata scritta a caratteri cubitali nel registro di classe. Il 2011 è l’anno del doppio colpo Ibrahimovic-Robinho. I tifosi sono in estasi, tuttavia entrambi i giocatori vanno recuperati. Perchè Re Zlatan in quel di Barcellona – serbatoio preferito dall’accademia rossonera – aveva chiuso la stagione addirittura in panchina, mentre Robson, intristitosi al City e parzialmente rallegratosi in prestito al Santos, aveva bisogno di ritrovare se’ stesso. Entrambi si riveleranno fondamentali nello Scudetto rossonero, con Ibra tornato dominatore assoluto del campionato italiano e Robinho letteralmente trasformatosi: non più soltanto lustrini e paillettes, ma tanto sudore, lavoro sporco e corsa continua. Al Milan può succedere anche di questo.

L’ULTIMO DEI RIGENERATI: SUPERMARIO BALOTELLI – Veniamo quindi ai giorni nostri. Il Milan vende mezza squadra in estate per risanare il bilancio, e dismette anche il giovane Pato a gennaio. I tifosi sembrano stufi, ma c’è in serbo il colpo da biliardo per fargli tornare l’enstusiasmo. Galliani con la solita operazione da maestro porta a Milanello nientemeno che Balotelli, reduce da un inizio di stagione sottotono al Manchester City, che indispettito dalle sue continue bizze e dai vari fuori programma extracalcistici decide di liberarsi di lui. A Milano viene accolto a braccia aperte, e, nemmeno a dirlo, rinasce. Segna tantissimo, aiuta la squadra, sorride, esulta e fa parlare meno di se’ per le sue imprese fuori dal rettangolo verde. Da presunto bad boy a ragazzo finalmente assennato, diventa anche molto amico dell’altro astro nascente El Shaarawy, ed i risultati in partita si vedono. I più bacchettoni dicono che non potrà durare a lungo questa redenzione, che il carattere di Balo è quello. Dimenticano però una cosa: al Milan tutto è possibile. La dirigenza rossonera è amante del rischio, ma quasi sempre porta a termine quello che si prefigge. Pirlo, Seedorf, Ronaldo, Ronaldinho, Robinho e Ibrahimovic sono soltanto la punta dell’iceberg, perchè di giocatori tornati a splendere in quel di Milanello – Beckham e Van Bommel, per citarne altri due – ce ne sono stati parecchi. Balotelli è soltanto l’ultimo della lista. Almeno per adesso. Perchè la scuola di recupero campioni è sempre aperta, ed il preside Galliani non vede l’ora di assoldare nuove reclute.

A cura di Vincenzo Galdieri 

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