Antonio Fioretto

Rossi ritorna, ma in Moto Gp davanti a tutti c’è sempre Lorenzo

Rossi ritorna, ma in Moto Gp davanti a tutti c’è sempre Lorenzo
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Marqez è la sorpresa, deludono le Ducati

valentino-rossi-yamaha-2013-test-valenciaLOSAIL (QATAR), 4 APRILE – “Rossi c’è! Rossi c’è! Rossi c’è!” …. Una generazione intera di motogippiani ha goduto ed esultato al suono graffiato del timbro di Guido Meda, oramai ufficialmente passato alla storia per il copyright del suddetto motto, riferito (ovviamente) al The Doctor, Valentino Rossi. L’adrenalina che trasferiva il commentatore televisivo ha accompagnato i pomeriggi domenicali, riempiti dalle vittorie del “46” ai danni dell’avversario di turno, che si chiamasse Gibernau, Biaggi o Stoner. Da alcuni anni a questa parte però il paddock di Valentino era più oscurato che mai. Il biennio Ducati è stato ampiamente dimenticabile, e la morte del Sic (grande amico di Rossi) unita a un paio di infortuni hanno peggiorato la situazione. Ora però le cose sembrano essere tornate alla normalità.

RIECCOLO Com’è che si dice? A volte ritornano. Tutti lo attendevano, e lui non ha tradito. Le prove libere del Gran Premio del Qatar, primo GP del motomondiale 2013, hanno sancito la resurrezione di Rossi. E se di resurrezione si parla è perchè di morte (o quasi) si parlò. Il piacere di rivedere quel quarantasei fiammante e scintillante è difficilmente descrivibile. Il primo posto è sfumato per soli 71 millesimi. Lassù in vetta ci è andato (anzi rimasto) il solito Lorenzo, compagno di team di Rossi e campione del mondo in carica. 1’56.865 il tempo che ha battuto tutti. Subito dietro Crutchlow, in sella alla Yamaha Monster, con 58 millesimi di ritardo. Poi, terzo, proprio il Dottore, li pronto a dare la zampata, a Lorenzo e al Mondiale.

MESSA IN MOTO La surreale assenza di Casey Stoner è stata presto scordata. Lo spettacolo della Moto GP è assicurato e capita che anche un ragazzino faccia venire la bava alla bocca. Devastante Marc Marquez, fresco campione della Moto2 e autore di un grande esordio in sella alle “pesanti”. Quarto con 59 millesimi di ritardo da Rossi. Niente male per un classe 1993.  Via via, la graduatoria vede tutti gli altri: Dovizioso, Bautista, Bradl, Pedrosa e via discorrendo. A proposito dell’ italiano, tutto in salita l’inizio della Ducati. Nemmeno Hayden brilla, concludendo con un deludente decimo posto. Bene anche Iannone, dodicesimo.

Insomma, tutto è pronto. Il motomondiale è pronto a trasmettere passione. E chissà che non ci si ritrovi, qui, tra un anno, ad esultare al grido più amato dagli italiani: “Rossi c’è!”.

Antonio Fioretto

 

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