Enrico Steidler

A volte ritornano: rinasce la Gea World

A volte ritornano: rinasce la Gea World
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A volte ritornano: rinasce la Gea World

MILANO, 4 APRILE – Il “lieto” evento è atteso per questa sera: nella rutilante cornice del teatro Vetra di Milano (ri)vedrà la luce la Gea World, la società per azioni (presieduta da Alessandro Moggi, figlio di big Luciano) il cui nome è stato al centro dello scandalo di Calciopoli e delle note inchieste giudiziarie ad esso collegate. A un anno di distanza dalla fondazione a Dubai (!) di Gea World Middle East e a quasi 7 dalla messa in liquidazione della società capostipite (18 luglio 2006), la nuova Gea si presenta con lo stesso nome, lo stesso presidente e il medesimo uomo di fiducia (Riccardo Calleri, cui si aggiunge Carlo Oggero), ma con obiettivi diversi: accantonato, almeno per ora, il ramo delle procure di calciatori e allenatori (che nel passato è stato fonte di così tante incomprensioni), la Gea new-deal nasce con lo scopo di gestire l’immagine degli atleti e di organizzare eventi mondani; il suo battesimo, quindi, sta per essere celebrato nel contesto più conveniente, con tanto di defilè di personaggi illustri (sono attesi Andrea Agnelli, Galliani, Preziosi, Ghirardi, Mezzaroma e pure Massimiliano Allegri) e di adeguata copertura mediatica.

L’ARABA FENICE – Come la creatura della mitologia greca, anche quella di Alessandro Moggi rinasce dalle proprie ceneri, e inizia la sua nuova vita spiegando le ali (ancora un po’ bruciacchiate a dire il vero) e gonfiando orgogliosamente il petto. “Un bel messaggio anche per il cosiddetto Made in Italy. Così possiamo esportare il nostro modo di fare calcio”, queste le parole scelte l’anno scorso da Moggi jr per commentare la fondazione di Gea World Middle East, ed è probabile che questa sera il concetto sarà rispolverato, anzi lucidato, e raccoglierà il caloroso applauso del jet-set convenuto per l’occasione.

BASTA UN POCO DI ZUCCHERO E LA PILLOLA VA GIU’ – Sembra passato un secolo da quando, sette anni fa, la Gea viene travolta dal più grosso scandalo della storia del calcio italiano. Nata nel 2001 dalla fusione fra General Athletic e Football Management, la società presieduta da Alessandro Moggi annovera fra i suoi soci una lunga serie di “figli di”: oltre al fidato e “confermato” Riccardo Calleri, figlio di Gian Marco (ex presidente di Lazio e Torino) figurano Andrea Cragnotti, figlio di Sergio (ex presidente della Lazio), Francesca Tanzi, figlio di Callisto (ex Parma), Giuseppe De Mita, figlio di Ciriaco (ex Presidente del Consiglio), Chiara Geronzi, figlia di Cesare (a quei tempi numero uno di Capitalia) e Davide Lippi, figlio di Marcello (non c’è bisogno di dire chi è). Fra il 2001 e il 2006 la Gea gestisce la procura di ben 262 calciatori e spadroneggia sul mercato in un clima di crescente ostilità: l’inchiesta della Figc finge di ignorare l’evidente conflitto di interessi (e altri peccatucci) legato alle attività di Moggi & Co, ma le denunce di tre procuratori (Pasqualin, Morabito e Canovi), le ripetute dichiarazioni del solito Zeman (“la Gea influenza il campionato di calcio italiano”) e le voci sempre più insistenti sul censurabile modus operandi dei figli di papà sono la premessa del ciclone giudiziario che tutti conoscono e che pone bruscamente fine ai loro affari.

Per sempre, si pensava. In realtà basta un poco di zucchero, basta il tempo di scontare la pena (tutti scagionati tranne Alessandro, condannato a 20 mesi di sospensione dall’albo dei procuratori e a 5 mesi di reclusione per minacce) e di rifarsi l’immagine, e ora che la polvere si è sedimentata sui ricordi è finalmente arrivato il momento della rentrée in grande stile, e non c’è neppure bisogno delle mentite spoglie. Tanto la pillola va giù.

Enrico Steidler

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