Giovanni Nole

Sampdoria-Inter 0-2, le pagelle di SportCafe24: Palacio super, Icardi a metà

Sampdoria-Inter 0-2, le pagelle di SportCafe24: Palacio super, Icardi a metà
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Palacio ancora decisivo, Icardi timido ed impacciato: le pagelle SportCafe24 di Sampdoria-Inter

Rodrigo palacio, attaccante dell'InterVOTI INTER

HANDANOVIC 7 – Prende tutto. In qualsiasi condizione. Che si tratti di volare, di stendersi per terra, di scivolare sul pallone e di avere le mani legate all’indietro mentre si canta “Eravamo quattro amici al baaar..”, lui fa spallucce e blocca alla perfezione ogni pallone gli capiti da quelle parti. L’uomo di totale affidabilità che più di tutti da sicurezza al reparto arretrato nerazzurro. Attualmente, forse il miglior portiere in Europa. Se solo migliorasse un pochino coi piedi.. INSUPERABILE

PEREIRA 6 – Corre tanto, è propositivo, come suo solito. Questa volta però abbina la solita sgobbata sulla fascia ad una giocata concreta: l’assist per il gol di Palacio è una parabola telecomandata sulla testa del Trenza. Fosse più continuo sarebbe un giocatore preziosissimo per l’Inter. Continua, comunque, a commettere non pochi errori in fase difensiva. MATURANDO

JESUS 6,5 – Annulla tutti. Proprio che chi gli passa davanti, lui gli dice NO. Risponde con forza a chi gli tributa ogni fallimento della difesa a 4. Dimostra di adattarsi alla grande, e di saper abbinare grinta e temperanza, tempistica negli interventi e la giusta rudezza. Non tira mai dietro la gamba, sempre coraggioso nei contrasti, e quando può è prezioso nelle ripartenze palla al piede. Icardi inizia a farci amicizia, non si sa mai. TITANICO

RANOCCHIA 6 – Si riprende dalla prestazione-batosta con la Juventus con determinazione, rimanendo sicuro sul posto e dando garanzie al reparto difensivo. Sbaglia poco, lavoro di sicurezza il suo. BODYGUARD

JONATHAN 5 – Ci mette tanta grinta e voglia di fare, ma poverino lui, tra scelta di tacchetti sbagliata, pubblico subito avverso e tecnica non di quelle eccezionali.. Aveva lasciato buone sensazioni uscendo da San Siro nella rimonta dell’Inter sul Tottenham, ma non riesce a trovare quella maledetta continuità che non premia il suo impegno. Non la partita che lo redimerà tra i sin troppo esigenti tifosi nerazzurri. DEMORALIZZATO (al suo posto SILVESTRE 6+ – Rientra dopo tanti mesi di infortunio, lo fa con sicurezza e personalità, senza ciccar nulla. Che possa essere il suo pass per disputare altre partite in questa difficilissima stagione?)

KOVACIC 7 – La completezza, la maturità, la personalità che mostra questo giocatore ogni volta che scende in campo sembrano ogni volta una sorpresa nuova per chi ha il privilegio di assistere ad una sua partita. Classe ’94 e classe unica per il giovanissimo non-solo-talento croato, già prontissimo per la prima squadra di un qualsiasi top club europeo. Tecnica, dribbling, agilità, precisione: tutto di lui sembra gridare al top class player. FILOSOFALE

GARGANO 5,5 – Anche lui, si impegna tantissimo, forse più di chiunque altro, correndo come un matto in mezzo al campo e aggredendo le caviglie di qualunque giocatore passi in un raggio di due o tre kilometri. Ma purtroppo, impegno a parte, i limiti agonistici rimangono: tecnica palla al piede rudimentale, temperanza che ditemi che significa. Spesso troppo falloso, si perde in un bicchier d’acqua quando si tratta di fare passaggi semplici. Giocatore di gran bontà, ma non da grande club. LA BICI COL FRENO ROTTO

ZANETTI 6+ – In un modo o nell’altro, capitan Zanetti la sufficienza la prende sempre. Non si fa notare per meriti particolari, giocando comunque in maniera regolare, limpida, pulita. Non sbaglia una chiusura o un passaggio, trattandosi comunque di appoggi semplici e non di cambi di gioco per tutto il campo. Come al solito, giocatore di gran cuore e sacrificio, instancabile. INSORMONTABILE

GUARIN 4,5 – Niente, l’abbiam perso. Guarin è come un anno: c’ha le sue stagioni, ovvero periodi interminabili di tempo in cui alterna una grande sequenza di partite fenomenali ad un’altra sequenza, anche più grande, in cui sembra il più piccolo dei bambini al primo giorno di scuola: inesperto, immaturo, ancora non capace. E a dir la verità, è davvero frustrante guardar giocare un giocatore così: gli si perdoni l’anarchia tattica che fa impazzire Stramaccioni e compagni sulla sua reale posizione di campo, che raramente mantiene. Ma se inizia ad abbattersi, concludere dalla fine dell’universo mandando il pallone all’altra estremità della galassia e sbagliando tutti i passaggi allora diventi un giocatore inutile. Da sempre la sensazione di giocare con superficialità, noia, superbia. Forse dovrebbe abbassare un po’ la cresta e lavorare di più per la squadra, altrimenti il relegamento in panchina non varrà soltanto per una stagione. GIAGUARO SMACCHIATO

CASSANO 6- – Forse è stanco, forse la Samp riesce ad imbrigliarlo bene, forse non gli arriva un pallone decente che sia uno da quelle parti. Fatto sta che Fantantonio, emozionato nel ritornare in quella che potrebbe considerare la sua seconda casa, non riesce a mettersi in mostra più di quanto potrebbe davvero fare col suo magico talento. Riesce sempre ad inventare qualcosa quando ha la palla al piede, ma si tratta di pochi attimi di luce in una partita abbastanza buia. LAMPADINA A INTERMITTENZA (al suo posto KUZMANOVIC 6 – Non commette sbavature di troppo, gestisce con tranquillità a centrocampo senza strafare.)

PALACIO 8 – Un fenomeno. Di quelli veri. Può scomparire anche per ¾ di partita e farsi i fatti suoi da qualche parte del campo giocherellando con la sua trenza. Ma appena ha l’opportunità di farci qualcosa con la palla, te la mastica e te ne fa uscire una tutta nuova, di tessuti ultratecnologici ancora da scoprire sulla Terra. Sarà che i ricordi dei tanti Derby della Lanterna giocati gli accendono un immenso fuoco dentro, ma ancora una volta trascina quasi da solo l’Inter, come a Catania. Bello il primo gol su preciso stacco di testa; interplanetario il secondo, quando prende palla a centrocampo, se ne beve tre e di fronte al portiere la piazza con precisione chirurgica. Decide da solo le partite. 22 gol in stagione. Fantastico. FENOMENO

All. STRAMACCIONI 7 – Cambia ancora una volta la disposizione della difesa, ma stavolta gli fila tutto liscio. Decide di non rischiare i giocatori appena tornati da lunghi infortuni, memore di quello che accadde con Milito: decisione saggia. E, in generale, andare a vincere al Ferraris contro la Sampdoria non è cosa da tutti. Scelte, quelle poche che poteva fare visti i tanti infortuni e defezioni, azzeccate da parte di Strama. Bene bene.

VOTI SAMPDORIA

ROMERO 5 – In ritardo sul primo gol, che riesce solo a sfiorare, si fa scherzare da Palacio sul secondo andando giù tre ore prima e sin troppo facilmente. Non un portiere di grande affidamento: pensare a cosa sarebbe l’Argentina con un vero n.1 ai prossimi Mondiali….

MUSTAFI 5 – Non facilissimo come cliente Palacio, ma dimostra di non essere propriamente un marcatore, in particolar modo in occasione del contropiede che l’argentino finalizza all’ultimo minuto della gara. Bruciato in velocità e debole sul contrasto successivo, spiana la strada alla rete che chiude il match.

GASTALDELLO 5.5 – Non una prestazione eclatante, si fa però prendere in mezzo da Palacio in occasione del cross di Pereira sull’1-o, responsabilità da dividere a metà con Mustafi. Regge bene il confronto soprattutto con Cassano, grazie al suo fisico possente. Non può nulla sulla maggiore velocità dell’argentino nel gol del 2-0.

PALOMBO 6 – Non è un difensore e si vede, ma la sua esperienza e personalità compensano doti da marcatore non idonee. A ciò si aggiunge la capacità di creare gioco e partire da dietro palla al piede: un paio di conclusioni insidiose su punizione e poco altro per una partita diligente. nessuna responsabilità sui gol.

DE SILVESTRI 6.5 – Tra i migliori dei suoi, spinge come un indemoniato mettendo a frutto tutto il suo atletismo e generosità che lo contraddisingue. Non sempre lucido, stravince il duello di fascia con Pereira, però decisivo nell’assist dell’1-0.

KRSTCIC 6 – Rossi lo reinventa regista, e lui lo fa egregiamente, per quanto non sia il suo ruolo. Ancora giovane, avrà modo di sviluppare al meglio le caratteristiche idonee a quella zona di campo: per il momento si limita al compitino senza inventare granchè.

POLI 6.5 – Il migliore dei blucerchiati, senza ombra di dubbio. Il primo ad alzare il pressing sulla manovra arretrata dei neroazzurri, ed il primo ad inserirsi nell’area di rigore avversaria ogni qual volta si sviluppa un’azione offensiva per gli uomini di casa. Cuore, polmoni e tecnica a servizio della squadra. Rimpianto per l’Inter.

OBIANG 6 – Ha qualità importanti, è seguito da Inter e City, ma pare ancora acerbo. Soprattutto nella costruzione della manovra deve migliorare, lento ed impacciato, spesso manca nella visione di gioco. Fisico imponente e grande capacità di imporre la propria presenza in mezzo al campo, ha potenzialità da campione.

ESTIGARRIBIA 5 – Prestazione mediocre, il peggiore fra i suoi, degli uomini in movimento. Forse ancora provato dal fuso orario e dal lunghissimo viaggio di pochi giorni fa dal Sud America, on mette mai in difficoltà certo non il peggiore degli avversari, Jonathan, ed è tutto dire circa la sua prestazione. Mai un cross o una galoppata degna di nota.

SANSONE 6.5 – Prestazione di sostanza e qualità dell’ex Torino. Nel secondo tempo dopo appena 5 minuti impegna severamente Handanovic che con un guizzo felino devia la palla che rasoterra stava per spegnersi sull’angolo più lontano. Per il resto fa da supporto ad Icardi nel migliore dei modi, tamponato solo da un Juan Jesus in giornata super.

ICARDI 5.5 – Il più atteso, tradisce le aspettative facendo vedere solo a sprazzi le sue qualità. Non tanto coi piedi quanto di testa, prima su corner impegnando Handanovic in respinta alta e poi con una torsione quasi dal limite dell’area che termina poco alta. Clienti difficili in difesa, le premesse sono comunque importanti, molto.

MAXI LOPEZ 6 – Entra volenteroso, due buone conclusioni verso la porta, prima su punizione e poi a giro dal limite. Chiuso ormai da Icardi, non li restano che le briciole nei minuti finali, dimostrando però grande generosità ed applicazione.

ROSSI 5.5 – Le sue squadre non brillano mai per gioco e spettacolarità, ma non perdeva in casa da dicembre e aveva preso solo due gol a Marassi prima di ieri. Ha portato la Sampdoria in una zona tranquilla di classifica, e dopo i disastri di Ferrara non era scontato. Stagione comunque positiva la sua.

Giovanni Nolè ed Orazio Rotunno

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