Walter Molino

Quando i campioni sbagliano, e gli allenatori impazziscono. L’editoriale di SportCafè24

Quando i campioni sbagliano, e gli allenatori impazziscono. L’editoriale di SportCafè24
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Il Milan si ritrova a due giornate al termine sotto la Juventus solamente di un punto, può sperare e domenica ha il derby. Delio Rossi scrive l’ennesima pagina triste e violenta del nostro calcio. Il Napoli ce l’ha quasi fatta per il terzo posto, il Genoa anche per la salvezza.

La follia di Rossi

SPERANZA MILAN – Tutto si riaccende all’85esimo di Juventus-Lecce. È proprio una leggerezza di Buffon a riaprire il campionato. Una leggerezza che i suoi compagni ed il suo tecnico, gli hanno subito perdonato, ma è chiaro che abbia un po’ compromesso lo sprint finale. Con un solo punto di vantaggio la Juve adesso rischia un po’ di più, avendo in in ogni caso il calendario favorevole. A San Siro ieri, alla notizia del goal di Bertolacci lo stadio è esploso, l’entusiasmo si era riacceso pur non essendoci stato alcun sorpasso. Nella prossima giornata il Milan avrà il Derby, ma contro un’Inter al 99 % fuori dai giochi Champions League, mentre i bianconeri saranno di scena sul neutro di Trieste contro il Cagliari. Più che altro è interessante discutere su chi meriti realmente lo scudetto. La Juve è sì imbattuta ed è stata in testa per gran parte del torneo, ma è la squadra che ha pareggiato più volte (15). Il Milan non molla un colpo ultimamente, anche se nei mesi scorsi ha dilapidato vantaggi in classifica importanti, anche di 7 punti (ci ha tenuto tanto Conte a darci questa “chicca” in conferenza stampa, quindi diamogli eco). Allegri ieri non è uscito dal guscio per non alimentare polemiche, ma se ne avesse avuto la possibilità avrebbe intrattenuto i giornalisti per ore disquisendo sul goal di Muntari. In effetti con quel goal sarebbe cambiato tutto. Il calcio è fatto di episodi e questo sta sicuramente pesando per adesso. Se io dovessi assegnare lo scudetto per il merito, avrei notevoli difficoltà in definitiva, ma la Juve ha fatto vedere qualcosa di importante e anche abbastanza di nuovo per il nostro calcio.

GUIZZO NAPOLI – Si diceva che il Napoli avesse il calendario più semplice. Ciò è stato confermato in questa 36°esima giornata. Ma le inseguitrici, Udinese a parte, ci hanno messo del loro a tirarsi fuori dalla lotta. La Lazio poteva seriamente impensierire i partenopei, avendo il vantaggio degli scontri diretti in caso di arrivo a pari punti. Ma ieri il Siena, ha seriamente impensierito la compagine biancoceleste, che privata di molti uomini non è riuscita ad imporsi e ad accordarsi al Napoli a quota 58. Hamsik e Cavani invece hanno fatto il loro compito, battendo il Palermo, per 2-0. E a questo punto gli ostacoli sono pochi. Mazzarri ha chiesto l’esodo dei tifosi a Bologna, e già l’anno scorso ce ne fu uno significativo proprio nel capoluogo Emiliano e portò fortuna al Napoli che si qualificò in Champions League. A questo punto solo i partenopei possono perdere il terzo posto. L’Inter si è autodistrutta in due minuti. La leggerezza di Buffon in Juve-Lecce è stata preceduta da quella di Lucio. Ma il brasiliano è solito commettere leggerezza in difesa, che il più delle volte riesce a sbrogliare, invece ieri è accaduto il peggio. Non solo Marques ha pareggiato i conti, ma un minuto dopo la difesa dell’Inter totalmente sgretolata si è fatta bucare anche da Giovinco. Biabiany poi ha chiuso i giochi, segnando un goal per certi versi simile a quello di Martinez in Catania-Inter del 2010, risultato sempre 3-1. Ma quella era un’altra Inter. La corazzata di Mourinho, che qualche giorno dopo andò ad espugnare lo Stamford Bridge. E’ un Inter agli archivi quella. Adesso il terzo posto è definitivamente sfumato. Dopo 10 anni di partecipazione consecutiva, i nerazzurri abbandonano la competizione. Ovvia menzione va all’Udinese che ha gli stessi punti del Napoli, ma in svantaggio negli scontri diretti e Domenica se la vedrà col Genoa in casa. 6 punti ai friuliani non basterebbero, servirebbe comunque un passo falso del Napoli. All’80 % il Napoli si qualificherà per la prossima Coppa dei Campioni.

FOLLIA DELIO “BALBOA” ROSSI – Eccoci qui. A descrivere l’ennesima pagina negativa del nostro calcio. Ormai ci stiamo facendo l’abitudine, e sembra che il susseguirsi di questi eventi sia solamente un inanellarsi di normali vicende. Non è affatto così. Stiamo vivendo una bruttissima fine di campionato. Ad ogni giornata c’è un fatto grave. Quello di questa giornata addirittura unico. Nella mia seppur breve memoria calcistica, credo di non ricordare mai un episodio del genere. Un allenatore che mettere le mani addosso ad un proprio calciatore proprio mi mancava. Ljajic sarà anche scostumato quanto volete, ma Delio Rossi ha fatto qualcosa di deprecabile. Non si può mai aggredire un proprio giocatore, qualsiasi sia la ragione. L’allenatore, ormai ex Viola, paga con l’esonero e con la squalifica per 3 mesi. In effetti l’arbitro non ha visto, od almeno così ha comunicato per email al Giudice Sportivo, l’evento, altrimenti avrebbe dovuto allontanare l’allenatore. Infatti il regolamento bandisce qualsiasi tipo di violenza anche se commessa all’interno della stessa squadra. Ieri sera su Twitter è impazzato l’hashtag #iostocondeliorossi altrettanto deprecabile. Dispiace che anche personalità importanti, o per così dire, del mondo dello spettacolo abbiano “appoggiato” il tecnico. Sono convinto che Delio si sarà subito pentito, ma le staffe in questo modo non si possono perdere. Specialmente per un lavoro così di equilibrio come è quello dell’allenatore. Dopo la violenza degli ultras, e quella dei dirigenti ora anche quella degli allenatori. Non ci manca proprio più nessuno. Restano solo i tanto criticati arbitri, che per fortuna sono uno dei pochi segni di decoro presenti nel calcio.

PASSETTINO GENOA – Il Genoa ha fatto un passettino, mentre poteva fare un passettone. Ma non per colpa sua. La leggerezza di Buffon, costa anche ai rossoblù. Il punto che il Lecce ha guadagnato ieri era impronosticabile, ed ha stabilito il distacco da Lecce e Genoa solo a 3 punti, che comunque a 2 giornate dalla fine sono tanti. Certo 4 sarebbero stati un’ infinità. Dopo 13 partite consecutive senza vittoria il grifone ha ritrovato i tre punti. E dopo questa striscia ipernegativa, può anche dirsi fortunata di trovarsi a +3 dai giallorossi. De Canio ha saputo reggere sia al Campo neutro che alle porte chiuse ed il Cagliari ormai non aveva più niente da chiedere. Sicuramente al Lecce non basta guardare più solamente in casa sua ormai, ma domenica “potrebbe” essere una giornata positiva. Al Via del Mare arriva la Fiorentina (che con Cagliari e Palermo a 42 punti comunque non è matematicamente salva, basta solamente un punto) mentre il Genoa fa visita all’Udinese che è ancora in lotta Champions League. Ritrovarsi ad una giornata al termine a pari punti sarebbe un incubo per il Presidente Preziosi, che vorrà quindi fare di tutto per impedire ai bianconeri di andare in Champions facendo risultato in quel di Udine domenica prossima. La lotta salvezza si sta rivelando abbastanza mediocre, nelle ultime 10 partite complessive Lecce e Genoa hanno vinto solo 2 volte (il Lecce non vince da 4 partite). Il Lecce ha gli stessi punti della Sampdoria (sua rivale) l’anno scorso, 36. Mentre stesso i pugliesi l’anno scorso avevano 38 punti, adesso il Genoa ne ha 39. Quindi se i cugini non riuscirono a rimontare 2 punti in due giornate, dalla Gradinata Nord si aspettano che i loro 3 punti di vantaggio rappresentino un bottino su cui dormire tranquilli.

A cura di Walter Molino

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