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Il Sunderland ingaggia ‘il nemico’: “Paolo Di Canio is the Manio”

Il Sunderland ingaggia ‘il nemico’: “Paolo Di Canio is the Manio”
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Al tecnico contestate le sue idee politiche

Il Sunderland ingaggia 'il nemico': " Paolo Di Canio is the Manio"SUNDERLAND, 2 APRILE – Lasciata la panchina dello Swindon Town per alcune divergenze in ambito di mercato con la dirigenza, Paolo Di Canio era alla ricerca di una nuova squadra. Si era parlato di un possibile suo arrivo, per la prossima stagione, al West Ham, invece ieri è stato assunto dal Sunderland firmando un contratto di due anni e mezzo. Attualmente i Black Cats occupano la sest’ultima posizione in classifica. Paolo Di Canio prende il posto di Martin O’Neill che non vinceva una gara da otto turni.

Al suo arrivo però, Paolo Di Canio non è stato accolto nel migliore dei modi perché gli si contestano le sue idee politiche di destra estrema e il saluto fascista fatto a Roma sotto la curva della Lazio dopo un derby vinto. Il club ed i suoi tifosi hanno invece ha un orientamento politico completamente opposto tanto che l’ex ministro degli Esteri David Miliband, fratello dell’attuale leader dei laburisti, che si è dimesso dal consiglio d’amministrazione dei Black Cats: Auguro al Sunderland tutto il successo possibile. Tuttavia, alla luce delle affermazioni politiche espresse in passato dal nuovo allenatore, e’ giusto che io faccia un passo indietro”.

La cosa non è stata accolta bene neanche dai tifosi, infatti su Facebook sono nati gruppi come “Sunderland contro i fascisti”, mentre su Wikipedia è stata hacherata la pagina di Paolo Di Canio con la foto di Hitler. Neanche la stampa è stata morbida con il tecnico, infatti il Daily Mirror ha titolato “Di Canio sul serio?”, mentre il Sun è uscito con “Di Canio is the Manio”.

Seccata e decisa la replica del tecnico romano a tutte queste accuse: Può darsi che sia successo qualcosa molti anni fa, ma quello che contano sono i fatti e la mia vita parla per me. Ora mi ferisce il tentativo delle persone di attaccare la mia dignità perché non è corretto”. Risponde poi a Miliband: Ho le mie convinzioni e i miei valori e quello che mi offende di più non è il tentativo di attaccare me, ma di attaccare quello che i miei genitori mi hanno trasmesso, i valori che mi hanno insegnato e questo non e’ accettabile. Se qualcuno si è sentito ferito da me, mi dispiace, ma nasce tutto da una storia che viene raccontata in un modo diverso da quello che è. Non ho mai avuto problemi in passato, ho espresso un’opinione in un’intervista di tanti anni fa e alcuni stralci sono stati riportati in modo strumentale”.

L’ex giocatore della Lazio accusa la stampa di aver strumentalizzato le sue dichiarazioni: Hanno riportato delle mie espressioni in un modo molto, molto negativo ma erano estrapolata da una lunga intervista. So che fa parte del mio lavoro parlare con la stampa ma alle volte le interviste vengono adattate allo scopo di poter fare dei titoli o degli scoop”. Sulle accuse di razzismo dice: Qualcosa di stupido e ridicolo. E la gente che mi conosce lo sa bene. In Inghilterra i miei migliori amici erano Trevor Sinclair e Chris Powell, l’allenatore del Charlton (entrambi di colore, ndr), e possono dirvi tutto del mio carattere. Non voglio parlare di politica perché non è di mia competenza. Non siamo al Parlamento ma siamo in una squadra di calcio, voglio parlare di sport, di calcio, dei miei giocatori, della dirigenza e dei tifosi. La mia priorità è la mia famiglia e le mie figlie, subito dopo viene la responsabilità verso migliaia di persone ed è ciò su cui voglio concentrarmi. Non voglio più parlare di politica, non sono un politico”.

Ecco invece il saluto di Paolo Di Canio ai suoi nuovi tifosi, apparso sul sito ufficiale del Sunderland, safc.com:

Questa è una fantastica opportunità per me. Ho la possibilità di lavorare per uno dei più grandi club non solo d’Inghilterra, ma d’Europa. Lavorare per un club che ha più di 40.000 persone quando giochiamo in casa è incredibile quello che posso dire è che non mi piace promettere, le parole possono volare via a volte ma i tifosi devono sapere di avere un manager che lavora 26 ore al giorno, non 24, perché questa è la mia missione”.

Massimiliano di Cesare

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