Orazio Rotunno

Buffon: un errore da scudetto. E tornano alla mente incubi passati…

Buffon: un errore da scudetto. E tornano alla mente incubi passati…
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Dieci anni fa era Van der Sar a regalare un titolo già vinto. Se la maledizione si ripetesse?

TORINO, 3 MAGGIO – Era la stagione 2000/2001, uno Juventus-Roma che tanti tifosi bianconeri ricorderanno. Un tiro dalla lunga distanza di Nakata coglieva di sorpresa Van der Sar, la cui papera faceva tornare alla mente un altro clamoroso errore questa volta contro la Lazio all’andata su conclusione di Salas. Era un titolo già cucito sul petto, la Juve al riposo sul 2-0, la Roma sempre più distante in classifica. Non è necessario ricordare come finì quella stagione, ma alzi le mani chi non sta facendo i dovuti scongiuri da ieri sera, dopo l’errore di Buffon, memore di quella partita di oltre dieci anni fa. Gli errori non sono paragonabili, non lo sono i portieri. Per lo spilungone olandese addritturà si ipotizzò un problema ottico, tanto furono scellerati alcuni suoi interventi. Per Buffon si tratta semplicemente di fatalità, più unica che rara, per quello che è e rimarrà uno dei portieri più forti di tutti i tempi. Resta l’errore, rimane l’incertezza sull’epilogo di questa entusiasmante annata che sembrava volgesse al termine, ma le emozioni non finiscono mai, soprattutto nel calcio. Qualcuno può dire che se Conte non imponesse i suoi di giocare palla a terra dalla difesa, portiere compreso, senza mai buttarla via con lanci lunghi, ieri la Vecchia Signora starebbe preparando le bottiglie di champagne per far festa domenica prossima contro il Cagliari. Vero, ma quanti gol sono scaturiti da azioni manovrate sin dai centrali difensivi, o da Buffon stesso, che anzichè rinviare la palla più lontano possibile come i vecchi maestri del calcio insegnano, anche in situazioni di pressing riusciva ad alleggerire per il compagno più vicino? Non rimane quindi che tornare all’unica, semplice conclusione di quanto accaduto ieri: può capitare, anche ai migliori.

E INTANTO IL MILAN SPERA… –  Una partita nella partita. Lo sarà il derby, così come Cagliari-Juventus. Due occhi sul pallone, due orecchie verso gli spalti, in attesa di un boato, di fischi, speranze o delusioni. Il rischio è quello di perdere di vista l’obiettivo principale: la vittoria. E si perché pensate che beffa, esultare per un gol altrove che dà speranza, e non essere in tempo per approfittarne perché anzichè badare a fare il proprio dovere si tendeva la mente più al tabellone dei risultati che alla porta avversaria. Un derby reso magico dall’errore di Buffon, ma che poteva esserlo ancora di più se prima Lucio poi Alvarez non l’avessero fatta grossa, dando all’Inter il piacere di vincere il 2° derby stagionale, ma niente di più. In campo per la Juve, reduce da quella stagione maledetta 2000/2001 ci sarà il solo Del Piero in campo, e Conte in panchina, e che qualche fantasma aleggi anche in loro non è da escludere. Il Milan non ha nulla da perdere, ha ritrovato forza ed entusiasmo. Sarà una domenica da leoni, per numeri uno, come Gigi Buffon.

Orazio Rotunno

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