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Il ritiro di David Suazo, la “Pantera nera” del Cagliari

Il ritiro di David Suazo, la “Pantera nera” del Cagliari
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Appende le scarpe al chiodo la "Pantera Nera" David Suazo, idolo dell'Honduras e trascinatore indiscusso del Cagliari negli anni 2000-2007.

Il ritiro di David SuazoPALERMO, 29 MARZO – Prossimo ai 34 anni, David Suazo annuncia a San Pedro Sula il suo ritiro dal calcio giocato. L’attaccante honduregno, la “Pantera nera” cosi soprannominato ai tempi della sua militanza a Cagliari, appende le scarpette al chiodo a causa della forma fisica non eccellente che nell’ultimo anno gli ha negato il tesseramento per alcuni club interessati. Svincolatosi dal Catania nella scorsa stagione, Suazo nella finestra di riparazione è stato seguito dall’Acireale, club disposto a tesserarlo, che però si è visto declinare l’offerta per la categoria di militanza. In Honduras la Pantera è considerato il giocatore rappresentativo del calcio, capace di portare in alto la bandiera honduregna in club dal grande prestigio nazionale. Annuncia il suo ritiro un calciatore che nei suoi anni migliori ha dato un grande contributo nella risalita alla massima serie del Cagliari, temuto dai difensori per l’incredibile accelerazione in pochissimi metri, dal tiro potente e letale, che gli ha fatto guadagnare la maglia dell’Inter e del Benfica.

L’ANNUNCIO – Come detto, i continui infortuni hanno decretato la decisione più sofferta, cosi esternata nella giornata di ieri alla stampa: ” Ho preso la decisione di smettere di giocare a calcio perchè i miei infortuni non mi consentono più di rendere ad alti livelli. Sono un giocatore che ha sempre dato il massimo. Mi fa male pensare di dover scendere in campo sapendo di non essere lo stesso. Ho voluto annunciare il mio ritiro qui in Honduras perché qui sento la mia casa, ho iniziato a giocare qui. Ringrazio tutti quelli che mi hanno voluto e mi vogliono bene, da Cellino a Sonetti, il Cagliari tutto, tutti quelli che mi hanno regalato gioie nella mia fantastica carriera“.

LA CARRIERA – Suazo entra nel mondo del calcio con il club del campionato honduregno Olimpia con il quale, nel 1998 mette a segno ben 5 gol in “sole” 10 presenze. L’anno successivo, grazie al grande Mondiale Under 20, Oscar Tabarez lo segnala e lo porta di forza a Cagliari, città che lo renderà il calciatore che tutti hanno ammirato. L’avventura non inzia bene, David è giovane ed “inesperto”, passa molto tempo tra la panchina e la tribuna, ma sfruttando le poche presenze nel campionato 1999-2000 mette a segno il primo gol in Serie A. Con il Cagliari in B nella stagione successiva arriva l’esplosione: 31 gol in tre anni nella cadetteria e record di marcature nel 2003-2004, ben 19, che regalano alle “teste di moro” la massima serie.Di pari passo aumenta la sua fama in patria che gli regalano convocazioni nella nazionale maggiore. Cominciano ora gli infortuni che lo tengono a volte lontano per mesi dal campo e vedono il Cagliari in difficoltà senza il trascinatore dell’Honduras.

Nel 2007 vive i famosi 13 giorni tra Milan ed Inter, tra smentite e conferme di Cellino che in un primo momento accetta l’offerta dei rossoneri e poi lo cede per 13 mili0ni ai nerazzurri. Con l’Inter non è la stessa avventura di Cagliari e dopo 27 presenze e 8 marcature viene ceduto in prestito al Benfica (12 presenze e 4 gol) e l’anno successivo, nel 2010, al Genoa dove mette a segno 3 gol. L’Inter non ha bisogno di lui, lontano dal campo per un infortunio che l’ha tenuto lontano per l’intera stagione 2011.  Salta il ritorno a Cagliari e si accasa al Catania dove, utilizzato pochissimo, non riesce a dare il suo contributo e a fine stagione rimane svincolato. Cerca nuove esperienze, ma la condizione fisica non ottimale lo convince, tra le lacrime, a dare il suo addio. Non riesce cosi a coronare il sogno di portare il suo Honduras al Mondiale 2014.

Luca Bucceri

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