Enrico Steidler

Totti, vent’anni di Serie A con la maglia giallorossa

Totti, vent’anni di Serie A con la maglia giallorossa
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“Io er mejo, solo Messi superiore”

Il murales di Francesco Totti

Il murales di Francesco Totti

ROMA, 28 MARZO – Storia e leggenda, si sa, sono due cose diverse, ma c’è chi riesce a farle convivere diventando protagonista di entrambe: Francesco Totti, uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, festeggia oggi il ventesimo anniversario del suo esordio in serie A, ma il dato – che appartiene al mito molto più che alla statistica – dovrebbe essere riportato rovesciando i termini. Oggi, 28 marzo 2013, la Serie A celebra i suoi primi vent’anni insieme a Francesco Totti, fuoriclasse assoluto e campione del mondo.

DA PUPONE A GLADIATORE“Questo ragazzo è un talento purissimo” . E’ il gennaio del 1995, e a poco meno di due anni dal suo esordio nella massima divisione il 18enne Francesco Totti è già considerato un autentico fenomeno: le parole di Carlo Mazzone, in tal senso, non fanno che riflettere e amplificare il pensiero di tutti gli appassionati, che seguono estasiati le imprese del “pupone” (come viene subito ribattezzato il biondino dell’Appio) e si chiedono da dove sia saltato fuori un simile campione. Classe, intuizioni geniali, verticalizzazioni improvvise, tiro fulminante, visione di gioco, velocità, dribbling…dire che Francesco Totti ha tutto è riduttivo, perché a ben vedere il pupone è tutto, è la quint’essenza stessa di questo sport: come scrive oggi Zeman sulla Gazzetta dello Sport “Totti è il calcio. Ecco, finito. Tutto qui. Non c’è molto altro da dire (…), bastano quattro parole: Totti è il calcio“.

La sua carriera, fatta di numeri e di record che la storia ha già consegnato alla leggenda, lo dimostra in modo inequivocabile: 527 presenze in serie A, 226 gol realizzati (secondo miglior marcatore di tutti i tempi in campionato alle spalle di Piola, 1 gol più di Nordahl, 10 più di Meazza e Altafini, 21 più di Baggio, 38 più di Del Piero), 668 partite con la maglia giallorossa e 301 reti (quarto dopo Piola, Meazza e Del Piero), scarpa d’oro nel 2007, eletto per 5 volte (record assoluto) miglior calciatore italiano dall’Associazione Italiana Calciatori e giocatore più popolare d’Europa nel 2012 davanti a Del Piero e Cristiano Ronaldo. Non si tratta solo di cifre impressionanti e di primati, naturalmente, ma di un entusiasmante repertorio di giocate memorabili, di colpi di tacco e di genio, di “cucchiai” beffardi e decisivi e di gol da raccontare ai nipoti (come quello al Santiago Bernabeu, dove una squadra italiana non vinceva da 35 anni). Ma forse la dote migliore di Totti è quella che da pupone lo ha trasformato in gladiatore: la determinazione, la voglia di essere più forte di tutto e di tutti, più forte dei milioni di colpi durissimi ricevuti dagli avversari (anche questo è un record, probabilmente) e degli infortuni. Sotto questo aspetto, il punto più alto della carriera di Totti non è il titolo di campione del mondo conquistato con la Nazionale nel 2006, ma il modo con il quale è riuscito a raggiungere il più prestigioso fra i traguardi: il suo recupero dal grave infortunio provocato dall’ennesima entrataccia (di Vanigli dell’Empoli in questa circostanza) a soli tre mesi dall’inizio del torneo è la prova di un carattere straordinario: nessuno, tranne lui stesso e Marcello Lippi, crede alla possibilità di vederlo in Germania, ma lui ce la fa: convocato in extremis, colleziona 7 presenze confezionando 4 assist e realizzando un gol su calcio di rigore (contro l’Australia) che nessun tifoso degli azzurri potrà mai dimenticare.

VENTI ANNI D’AMORE, CAPITANO DI UN’ERA…TOTTI UNICA BANDIERA – Lo striscione esposto alcuni giorni fa a Trigoria dai tifosi giallorossi riassume alla perfezione la straordinarietà della carriera di Francesco Totti e sicuramente lo ripaga dell’unica nota dolente nel suo curriculum da sogno, il palmarès striminzito nelle competizioni nazionali (uno scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane). Il capitano di un’era, ecco chi è Francesco Totti, ma non solo, e le parole di Zeman integrano e suggellano quelle (azzeccatissime) dello striscione: Totti è il sogno di un bambino che diventa realtà – scrive il tecnico boemo – È il tifoso che diventa campione. E poi il campione che diventa simbolo. E poi il simbolo che diventa leggenda. È l’uomo che diventa bandiera. Da venti anni. Per sempre”.

E tra i migliori regali ricevuti da Totti per questo suo compleanno così speciale, spiccano senz’altro le affettuose parole di Gianluigi Buffon: “Ho ancora in testa l’immagine del tuo primo gol, era un Roma-Foggia: siamo amici, tu sai quanto ci tenga a te. Abbiamo cominciato insieme all’Under 15, abbiamo vissuto anni splendidi in nazionale e continuiamo a incrociarci da avversari sui campi di A, dove spesso (10 volte per la precisione, tante quanti i gol che mi hai fatto) da campione quale sei ti sei dimenticato dell’amicizia… Poi, al fischio finale, di nuovo sorrisi tra noi, come quando temevo mi facessi il cucchiaio e poi ti ho parato un rigore: alla fine mi dispiaceva fossi proprio tu. Noi due siamo una generazione fortunata: è vero che dopo i 30 anni ogni stagione ne vale sette, però tuo sembri tornare indietro nel tempo invece di invecchiare. Hai scritto la storia del calcio, col presente e col futuro prossimo: un giocatore che non si può discutere. E per me sarai sempre un azzurro. Ti abbraccio, il tuo amico Gigi”.

Enrico Steidler

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