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Serie B: rivoluzione Assemblea spacca mondo del calcio

Serie B: rivoluzione Assemblea spacca mondo del calcio
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Il Direttore Generale Bedin spiega i motivi di questi cambiamenti

Paolo Bedin, direttore generale Serie B

Paolo Bedin, direttore generale Serie B

ROMA, 28 MARZO – La rivoluzione storica introdotta con l’Assemblea di Lega dalla Serie B, spacca il mondo del calcio: c’è chi si dice favorevole e chi è contrario. Sicuramente è una novità che mette tutti in riga e forse rende meno appetibile la categoria da parte di giocatori un po’ più affermati che cercano il rilancio. Certamente sarà un vantaggio per le giovani leve del nostro calcio (lo scopo è proprio quello forse, ndr) che vedranno il loro portafogli, a meno di 20 anni, già pieno di soldi.

I MOTIVI DEL SALARY CUP – A spiegare quanto accaduto ci ha pensato Paolo Bedin, Direttore generale della Serie B, ai microfoni di Itasportpress.it: Il sistema calcio in genere, ma noi ci concentriamo sulla serie B, dimostra di non avere i presupposti per essere dichiarato sano visto che le società spendono più di quello che a volte incassano determinando una congettura economica negativa. Non è più possibile andare avanti su questa strada visti i costi salariali. Serviva di conseguenza uno strumento che interrompesse questa criticità, individuato nel tetto stipendi o salary cup che inciderà circa sul 27% dei contratti in essere e che ci auguriamo possa portare ad una diminuzione del 30% del monte salariale delle nostre società”.

C’è il rischio che questa direttiva spinga qualche società a dare soldi in nero ai calciatori: Se ne assumeranno le responsabilità le società se percorreranno questa strada, noi dobbiamo operare secondo criteri che salvaguardino il patrimonio economico – finanziario dei club e degli imprenditori che investono continuamente in questo sistema. Diminuendo i costi si possono investire le risorse risparmiate in infrastrutture come ha fatto il Catania con Torre del Grifo. Di conseguenza linfa nuova per la composizione della squadra con risorse a cascata che andrebbero a toccare tanti aspetti quali marketing, bilancio e settore giovanile. Aumentare i ricavi sarà determinante anche per potersi iscrivere al campionato evitando poi penalizzazioni per mancati pagamenti di stipendi e quant’altro”.

SPAZIO AI GIOVANI – La riduzione delle rose di 2 elementi potrebbe portare un aumento dei calciatori disoccupati: “No, anzi direi che fa aumentare il numero dei giovani under 21 in prima squadra. Noi dobbiamo guardare al futuro con un campionato di B che valorizzi i talenti che poi potranno fare il salto di categoria. La B era diventata anni fa un campionato in cui si andava a svernare dopo tanti anni in serie A”.

Massimiliano di Cesare

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