Enrico Steidler

Mourinho all’Inter, il sogno impossibile

Mourinho all’Inter, il sogno impossibile
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

"Contatto" fra il presidente nerazzurro e lo Special One. Ma forse è solo per scambiarsi gli auguri

Josè Mourinho, di nuovo all'Inter?

Josè Mourinho

MILANO, 27 MARZO – Quando il calciomercato è fatto più di voci che di notizie (e questo è uno di quei momenti) anche un sussurro può risuonare come un boato: è il caso, ad esempio, del presunto “contatto” fra Massimo Moratti e Josè Mourinho. Stando agli assordanti bisbigli delle ultime ore (che fanno brillantemente le veci di una notizia vera e propria) il presidente  nerazzurro avrebbe di recente telefonato allo Special One per cercare di convincerlo – una mano sul cuore e l’altra sul portafoglio – a fare il suo clamoroso ritorno sulla panchina nerazzurra. Vero? Falso? Non si sa, così come tutti ignorano la reazione di Mou alle fantomatiche avances morattiane: un commosso “sì”, una richiesta di tempo per riflettere o uno spietato due di picche? Boh? Ma siccome di mezzo ci sono i sogni di milioni di tifosi – e coi sentimenti non è bello scherzare – mettiamo per un attimo da parte le voci e cerchiamo di fare chiarezza: l’ipotesi di un ritorno di Mourinho a Milano è concreta o è solo un miraggio alimentato dai media e dalle sviolinate dello stesso Special One?

QUESTIONE DI MATEMATICA – Per facilitare il ragionamento prendiamo in considerazione i pro (cioè tutti quegli aspetti che di fatto portano a ritenere possibile lo scenario più “aureo” per i sostenitori nerazzurri) e i contro (cioè tutti gli elementi che, al contrario, rendono difficile – se non impossibile – la realizzazione del sogno).

Pro

1) Mourinho se ne va dal Real – Più che una voce è ormai quasi una certezza. Josè fra le Merengues vive da separato in casa, il rapporto è agli sgoccioli e nemmeno la vittoria in Champions servirebbe a ridargli slancio. L’unica cosa che si può fare, quindi, è concluderlo nel migliore dei modi;
2) Lo Special ama i colori nerazzurri – Questo è risaputo e lo stesso Mou non si fa mai sfuggire l’occasione per manifestarlo con toni di sincero trasporto, sia direttamente (“l’Inter è casa mia”…“noi interisti”, ecc.) che indirettamente (vedi le numerose frecciate rivolte ai cugini e alla “Giuventus”);
3) Con l’Inter ha vinto tutto – Dal punto di vista dei trofei, o meglio dei tituli, la società di Moratti rappresenta il punto più alto della carriera del mago di Setúbal: non è un aspetto così marginale, anzi;
4) L’ambiente lo adora – E come potrebbe essere altrimenti?

Contro

1) Costa troppo – La lista delle note dolenti comincia nel peggiore dei modi: Mourinho è l’allenatore più pagato al mondo (il suo attuale ingaggio è di 15 milioni e 300mila euro l’anno) e l’approdo all’Inter lo obbligherebbe a un drastico ridimensionamento. Il club nerazzurro, infatti, è alle prese coi ben noti problemi di fair play finanziario, e qualsiasi avance – in un simile contesto – non potrebbe prescindere da una supplica bella e buona;
2) Bisogna costruire una squadra alla sua altezza – Forse lo Special sarebbe pure disposto a decurtarsi l’ingaggio, ma è evidente che non si può pensare di dargli in mano una buona squadra qualunque: ci vuole un top team, questo è chiaro, e per farlo ci vogliono i top player che, come è noto, hanno il difetto di costare una barca di soldi;
3) Ci vuole un “aiuto” – Per avverare il sogno di Mourinho l’Inter dovrebbe quindi trovare soci disposti a investire ingenti somme di denaro pur restando azionisti di minoranza (il presidente nerazzurro, infatti, non ha intenzione di condividere lo scettro): la mission non è impossible, beninteso, ma realizzarla in tempi ristretti è improbabile e avventuroso.
4) L’Inter dovrebbe accedere alla Champions – Ad allontanare Mourinho da Milano non è solo l’aspetto economico, ma anche quello sportivo: riuscite davvero a immaginare lo Special One confinato in Europa League? E’ verosimile vederlo seduto sulla panchina di plastica di un oscuro campo moldavo? Ora, considerando le attuali (scarse) chance di agguantare il terzo posto in classifica, è ovvio che l’appeal della Beneamata – anche per chi la ama sinceramente – è rasoterra, o quasi. E poi, diciamocelo, non sarebbe come tenere una Ferrari in garage? Chiedereste a Messi di giocare in Europa League?
5) Il Chelsea è in pole – Alla luce di quanto detto fin qui, è ovvio che per Mourinho l’ipotesi di ritornare, sì, ma al Chelsea, è molto più attraente e facile da tradurre in concreta realtà. E anche le altre alternative (Paris Saint-Germain su tutte) sono più allettanti e meno, molto meno fantasiose.

RISULTATO – Fatevi due conti e capirete che non c’è storia: Mou è una chimera irraggiungibile, almeno per ora. I pro ci sono, eccome, ma sono ridotti ai puri sentimenti. I contro, invece, sono maledettamente concreti, e ci permettono di vedere le cose nella loro giusta dimensione. Non solo: ci aiutano a ricondurre le voci, i sussurri e i bisbigli nel mondo dal quale provengono: quello del fantacalcio.

Enrico Steidler

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *