Vincenzo Galdieri

Calciomercato Juventus, Marotta ed il top player: un bluff che porta bene

Calciomercato Juventus, Marotta ed il top player: un bluff che porta bene
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Giuseppe Marotta TORINO, 26 MARZO – Qual è l’appellativo più pronunciato nel mondo Juventus da 2 anni a questa parte? La risposta non potrebbe essere più semplice: top player. Neologismo calcistico usato ed abusato da dirigenti prima e tifosi poi, entrato ormai a pieno titolo nel gergo degli addetti ai lavori. E’ il più grande cruccio della gestione Marotta-Paratici, che dal loro arrivo a Torino hanno fatto tutto bene tranne quello. Nonostante proclami, trattative vere o finte, annunci sussurrati all’orecchio dell’informato di turno, quel famoso top player non è mai arrivato. Almeno stando all’immaginario comune. Perchè la realtà è che attorno al bluff del top player, i due capo cantiere hanno costruito una squadra megagalattica, impensabile al netto dei due settimi posti consecutivi. Insomma, mentre di facciata reclamizzavano i vari Dzeko, Aguero, Rossi, Suarez, Jovetic, Cavani e Van Persie, Marotta e Paratici lavoravano nell’ombra per far tornare grande la Juventus. Ad oggi si può dire con certezza una cosa: sembrerebbero esserci riusciti. E nel frattempo, zitti zitti, di top player ne hanno comprato ben più di uno.

TOP MANAGER – In barba a chi si mostrò diffidente sin dal loro arrivo ed alla faccia di chi è scettico tutt’ora, Marotta e Paratici hanno costruito un capolavoro, con l’aiuto – ovviamente – di Antonio Conte. Dopo un anno di rodaggio fatto di acquisti azzeccati (pochi) e sballati (parecchi), i due hanno capito come ci si muove in una grande società. Ed hanno fatto un salto di qualità pazzesco, passando da 5 a 9 in una scala di valori ideale. Niente più sperperi e pasticci, ma acquisti mirati e ragionati. Ci si muove prima di tutti, si punta un giocatore forte che ha costi accessibili per una serie di circostanze concomitanti – contratti in scadenza, rotture con le società di appartenenza, ragazzi in rampa di lancio non completamente svezzati – e poi si va dritti ad acquistare. In questo modo la Juve è tornata la Juve. Molti, ingenerosamente, danno tutti i meriti a Conte, che sicuramente è stato l’uomo della svolta in panchina. Ma gli acquisti, sebbene con placet e\o consigli del Bell’Antonio, li fanno quei due. E negli ambienti che contano si stanno pian piano guadagnando un appellativo che gli rende pienamente merito: top manager.
VIDAL E I SUOI FRATELLI – Non sarà arrivato il bomber da 30 gol a stagione, ma il Gatto e la Volpe qualche campione con la C maiuscola l’hanno portato a Torino. Tre su tutti: Pirlo, Vidal e Pogba. Gente che qualunque allenatore sognerebbe di avere con se’. Costo complessivo? Dieci milioni e mezzo di euro, quelli spesi per il cileno. Gli altri due sono arrivati a costo zero. Ad oggi il loro controvalore si attesta sui 55 milioni, e giusto perchè Pirlo ha un’età che gli abbassa il prezzo del cartellino. Mica male, per due dirigenti che qualcuno ancora definisce coraggiosamente ‘non da Juventus’. L’acquisto di Pirlo è stato semplicemente un’idea geniale, degna di manager con i cosiddetti. Il tempo ed il campo gli hanno dato ragione, e chi sosteneva che l’artista del centrocampo fosse finito si è andato rapidamente a nascondere in un angolo. Vidal è stato preso per 10 milioni, oggi ne vale almeno 30 e Guardiola – mica uno qualunque – impazzisce per lui, al punto che lo ha messo in cima alla lista del suo Bayern Monaco dei sogni. L’estate scorsa i bianconeri rifiutarono un’offerta di 30 milioni da parte dei bavaresi stessi, che sono pronti a rilanciare. Psg, Real Madrid e Manchester City  rimangono alla finestra, nella speranza che la Juve si decida a cedere. Ma i grandi giocatori non vanno venduti a nessuno, questo Paratici e Marotta lo sanno bene. Come sanno scovare bene i talenti in erba: Pogba al Manchester United non giocava mai, l’hanno preso a costo zero e consegnato a Conte, che l’ha trasformato in un campione. Adesso fa il titolare nella Nazionale francese ed è ambito dall’Europa intera, ma la Juventus se lo tiene stretto. Vidal, Pirlo e Pogba sono soltanto la punta dell’iceberg, perchè di affaroni ne sono stati fatti altri. Non sarà arrivato il bomber, è vero. Ma siamo sicuri che Conte oggi scambierebbe questi tre titani con un attaccante da 30 gol?

GLI ALTRI ACQUISTI – Ma Paratici e Marotta non hanno preso soltanto i tre ‘mostri’ prima citati. Ci sono altri acquisti di livello, che definire ‘minori’ risulterebbe un eufemismo. Vucinic a 15 milioni è un’altra grande trovata, perchè di seconde punte come il montenegrino ce ne sono poche al mondo e Conte è riuscito nell’impresa di gestirlo al meglio: adesso è sempre più genio e sempre meno sregolatezza. Asamoah è stato pagato bene, ma a 25 anni è già un centrocampista formidabile ed eclettico come pochi. Barzagli a 300 mila euro oggi non te lo danno nemmeno nei sogni, lo stesso Bonucci è diventato un grandissimo difensore confermando le aspettative che la società riponeva in lui. Lichsteiner, pagato 9,5 milioni di euro, è il miglior esterno della Serie A ed uno dei migliori d’Europa. C’è poi chi come Isla, Giovinco ed in parte Caceres non ha reso esattamente secondo le aspettative, ma sono giovani, hanno tempo e comunque stanno facendo abbastanza bene – almeno gli ultimi due – pur non spostando gli equilibri. E poi dulcis in fundo bisogna menzionare Llorente, trattato per 20-30 milioni in estate e preso a zero euro a gennaio per giugno prossimo. Alti livelli manageriali.
IL BOMBER ARRIVERA’ – Ammesso e non concesso che non sia proprio Llorente quell’attaccante da 30 gol in grado di spostare gli equilibri, tutto lascia pensare che la ciliegina da posizionare dolcemente sopra la torta, la premiata ditta MP se la sia riservata per la quarta stagione di militanza bianconera, quella della consacrazione come grandissimo apparato dirigenziale. Molto probabilmente non sarà Cavani, al 99,9% nemmeno Aguero o Van Persie, ma qualcuno tra Jovetic, Suarez e la new entry Ibrahimovic spunterà fuori. Anche perchè nel frattempo la Juventus è tornata a padroneggiare in Italia ed a dire la sua in Europa. Questo rende tutto molto più semplice, perchè adesso non sono i bianconeri ad inseguire giocatori ma sono gli stessi giocatori a voler andare a Torino. Proprio come ai tempi di Moggi, per citarne uno a caso. E se non dovesse arrivare, pazienza. Tanto, fin adesso, il grande bluff del top player sembra abbia portato bene.

A cura di Vincenzo Galdieri 

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