Enrico Steidler

Caso Meredith, di nuovo a giudizio Amanda Knox e Raffaele Sollecito

Caso Meredith, di nuovo a giudizio Amanda Knox e Raffaele Sollecito
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La Cassazione annulla le assoluzioni: il processo deve essere rifatto

Amanda Knox

Amanda Knox

ROMA, 26 MARZO – Il processo d’appello per l’omicidio di Meredith Kercher è da rifare: così ha stabilito la Corte di Cassazione accogliendo il ricorso della Procura generale di Perugia, che aveva chiesto l’annullamento della sentenza di secondo grado con la quale la Corte d’assise di Perugia aveva assolto il 3 ottobre 2011 i due ex-fidanzati Raffaele Sollecito e Amanda Knox per non aver commesso il fatto. Non nasconde la sua soddisfazione Luigi Riello, sostituto procuratore generale di Cassazione: “C’é rispetto verso la decisione della Corte, che ci sarebbe stato in ogni caso. Comunque sono soddisfatto perché ha accolto le nostre tesi” . Addirittura raggiante Francesco Maresca, difensore della famiglia Kercher, che accoglie il pronunciamento della Cassazione esultando con il pugno in segno di trionfo.

Le motivazioni della sentenza emessa dai giudici della prima sezione penale della Suprema Corte saranno depositate entro 90 giorni. Il processo d’appello bis verrà celebrato a Firenze perché a Perugia non esiste una seconda sezione di Corte d’Appello e nessuno può essere giudicato due volte dallo stesso giudice. Confermata, invece, la condanna a tre anni di reclusione per calunnia (pena peraltro già scontata) inflitta ad Amanda Knox, rea di aver indicato nel musicista Patrick Lumumba (risultato poi completamente estraneo ai fatti) l’autore dell’omicidio di Meredith. Di questo delitto, al momento, l’unico responsabile è l’ivoriano Rudy Guede, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere dopo il giudizio con rito abbreviato.

LE REAZIONI – Comprensibilmente “delusoRaffaele Sollecito, che proprio oggi compie 29 anni. Ma io sono innocente – ha ribadito per l’ennesima volta – “e posso continuare ad andare avanti a testa alta”. Di “via crucis che deve continuare” ha parlato l’avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Raffaele, che ha aggiunto: “Questo processo è partito in salita e stiamo scalando un gradino dopo l’altro. Certo, oggi, nel giorno del compleanno di Raffaele, speravamo di sentire la parola fine, anche perché la sentenza di appello è stata coerente e logica. La decisione della Cassazione non è comunque una condanna. Non ripartiremo da zero, ma solo leggendo le motivazioni dei giudici potremo capire su cosa si svolgerà il processo di appello”. “Le sentenze comunque – ha precisato – vanno sempre rispettate, sia quando ti danno ragione che quando ti danno torto, per cui non mi sentirete sbraitare”. “Continuano a non credermi”, lo sconsolato commento di Amanda Knox. L’accusa dei procuratori di Perugia è “completamente infondata e ingiusta”, dichiara al Seattle Times, e aggiunge: “Non importa ciò che accadrà: io e la mia famiglia continueremo la nostra battaglia legale, fiduciosi nella verità contro accuse errate”. “Siamo molto delusi, ma pronti a combattere” le fa eco Luciano Ghirga, suo difensore insieme a Carlo Dalla Vedova.

Visibilmente soddisfatto, al contrario, Francesco Maresca, che parla di “vittoria processuale e morale”. “Questa decisione” – ha aggiunto il difensore di parte civile – “serve anche a ridare la definitiva e finale verità sull’omicidio di Meredith. C’erano più persone assieme a Guede. I giudici ci diranno chi”.Felice”, secondo Maresca, Stephanie Kercher, sorella di Meredith, che ha accolto la notizia scoppiando in lacrime.

Molto sorpreso di questa pronuncia della Cassazione” il notissimo criminologo Francesco Bruno, che commenta la sentenza con parole tutt’altro che tenere: “A mio giudizio non c’e’ nulla nei confronti di questi due ragazzi. Non si capisce perché avrebbero fatto fuori Meredith; spero che sia un altro buco nell’acqua e nel nuovo processo davanti alla Corte d’Assise di Appello di Firenze finisca bene per Amanda e Raffaele. Anche se ho molto difficoltà a pensare che Amanda si sottoporrà a questo altro processo”. Non sono stati loro a uccidere Meredith – conclude Bruno – “Forse i veri colpevoli non sono stati neanche toccati dall’inchiesta.

Enrico Steidler

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