Enrico Steidler

Espanyol: una difesa di falchi contro l’attacco dei piccioni

Espanyol: una difesa di falchi contro l’attacco dei piccioni
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La squadra catalana si affida a top player alati per proteggere il terreno e le strutture dello stadio

Lo stadio Cornellà-El Prat

Lo stadio Cornellà-El Prat

BARCELLONA, 23 MARZO – Dicembre dello scorso anno: mentre il Barcellona domina il campionato triturando gli avversari e dando spettacolo a go-go, l’altra metà della metropoli catalana, l’Espanyol, è all’ultimo posto in classifica. I suoi tifosi vivono settimane all’insegna della pura sofferenza, paralizzati dal terrore di retrocedere e consumati dall’invidia – macerante e insopportabile – per i blasonati cugini. Non se la passa meglio l’allenatore, il roccioso messicano Javier Aguirre, che telefona al presidente esclamando: “Señor Condal, siamo nella m… fino al collo!”. “Lo so benissimo, caramba!” – replica seccato il numero uno dei Periquitos“siamo ultimi!”. “Ma no, che ha capito!” – incalza Aguirre con un tono sempre più concitato – “intendevo dire nel senso letterale del termine! I piccioni ci hanno preso di mira più della mala suerte e ci bombardano in continuazione! Il campo è una schifezza…c’è cacca por todas partes! Señor Condal, mi ascolti: questo è un segno, es como una metafora! Debelliamo i piccioni e ci salveremo, parola mia!”.

L’INSOLITA ALLEANZA FRA FALCHI E PARROCCHETTI – Eccezion fatta per la telefonata, tutto il resto è vero. Sono mesi, infatti, che la società bianco-blu è impegnata in una lotta senza esclusione di colpi contro avversari astuti, rapidissimi, praticamente immarcabili: no, non è di Messi e compagni che stiamo parlando ma dei piccioni, un nemico non meno temibile le cui incursioni aeree – sempre accompagnate da bombardamenti a tappeto – hanno ormai sensibilmente intaccato il terreno di gioco e gli spalti del bellissimo Estadi Cornellà-El Prat.
Ed è vero anche che l’aver dato il via alla sperimentazione di una nuova tecnica di combattimento (consistente in un team di falchi “agli ordini” di Miguel Zambrana, falconiere di professione e accesissimo sostenitore dei Periquitos, che significa “parrocchetti”) ha coinciso con la prepotente risalita in classifica della squadra di Aguirre. Oggi l’Espanyol è al dodicesimo posto con 35 punti a +11 dalla terz’ultima e i rapaci, trascorso un breve periodo di “preparazione”, pattugliano i cieli del Cornellà tenendo a debita distanza gli stormi nemici.

IL PRECEDENTE DI LODI – Le notizie provenienti da Barcellona, pur curiose, non hanno in sé nulla di nuovo. Sono decenni, infatti, che in tutta Europa (a partire da quella del Nord) si sperimenta con successo questa particolare forma di “guerra biologica”; nel nostro Paese è stata la LIPU (Lega italiana per la protezione degli uccelli) a promuoverla e a inaugurarla fin dal lontano 1997, quando sui cieli di Lodi fu liberato un certo numero di antagonisti naturali del piccione, fra i quali passeri, fringuelli, falchi e allocchi. C’è da dire, però, che l’introduzione di queste specie era stato preceduto dal censimento dei piccioni e accompagnato da una specifica profilassi (campagne di informazione, divieto di somministrare cibo ai volatili, ecc., ecc.), e che ogni fase del progetto era costantemente monitorata dalla LIPU. Anche la guerra, infatti, ha le sue regole: speriamo che a Barcellona le conoscano, e le rispettino.

Enrico Steidler

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