Matteo De Angelis

Europa, che noia: campionati già finiti?

Europa, che noia: campionati già finiti?
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Mancano meno di due mesi al termine dei tornei e la lotta per conquistare la vittoria finale si fa sempre più accesa ed entusiasmante. O forse no.

Pirlo_Lahm_Messi_VP_IbraROMA, 23 MARZO – Gli impegni delle Nazionali non sono ancora terminati, ma l’attenzione di pubblico e addetti ai lavori è già tornata a focalizzarsi sui vari campionati di tutta l’Europa. Mancano meno di due mesi al termine dei tornei e la lotta per conquistare la vittoria finale si fa sempre più accesa ed entusiasmante. O forse no.

BAYERN SCHIACCIASASSI – La Bundesliga rischia seriamente di diventare il campionato meno interessante dell’intero panorama europeo, almeno per quanto riguarda la corsa al Meisterschale. Il Bayern Monaco infatti, a otto giornate dal termine, ha ben 20 punti di vantaggio sul Borussia Dortmund secondo in classifica. Tradotto: gli uomini di Jupp Heynckes potrebbero festeggiare il loro 23° titolo di Germania già la prossima giornata, in caso di vittoria all’Allianz Arena contro l’Amburgo e contemporaneo mezzo passo falso del Borussia Dortmund. C’è da scommettere comunque che i bavaresi saranno già i nuovi campioni di Germania quando affronteranno la Juventus nel ritorno dei quarti di Champions League.

JUVENTUS, NO PROBLEM – Anche i bianconeri però non se la passano affatto male. Certo, il vantaggio non è così rassicurante come quello di Neuer e compagni, ma la Juventus ha comunque messo in cassaforte il 29° scudetto della sua storia. I tifosi staranno già facendo gli scongiuri, ci sono ancora da affrontare Milan, Inter, Lazio e il derby con il Torino, ma gli uomini di Antonio Conte sembrano oggettivamente più attrezzati degli avversari per la vittoria finale. Considerando anche che i bianconeri hanno 9 punti di vantaggio sul Napoli e che la retroguardia della Vecchia Signora è stata battuta solamente 18 volte in 29 gare di campionato. Il calcio è bello perché è pieno di sorprese, ma, a meno di un clamoroso harakiri, la Juventus ha più di un piede e mezzo sopra al carro dei vincitori.

SPAGNA, LARGO AGLI ALIENI – Non è molto diversa la situazione neppure in Spagna, dove il Barcellona di Tito Vilanova è prima a 74 punti, tredici in più degli acerrimi rivali del Real Madrid. La difesa dei blaugrana non è imperforabile (31 reti subite finora in campionato), ma l’attacco è a dir poco mostruoso: 88 i gol segnati, 42 dei quali realizzati dal miglior giocatore al mondo. Da dieci anni ormai Barcellona e Real sono gli unici due club a contendersi la vittoria della Liga, con il resto delle squadre tagliate completamente fuori dalla lotta per le prime due posizioni in campionato. Con questa premessa è facile allora comprendere come per il Barça sarà una semplice formalità conquistare il 22° titolo di Spagna, tenendo conto dei numerosi passi falsi stagionali in cui è incappata l’unica squadra in grado di mettere i bastoni tra le ruote ai catalani. Alex Ferguson

SIR ALEX, IL RE D’INGHILTERRA – Lo scorso anno il trionfo in Premier League è sfuggito solo al 94’ dell’ultima gara di campionato. Questa stagione invece la vittoria finale non è mai stata in discussione. Il Manchester United ha conquistato finora 74 punti e naviga a quindici lunghezze di distacco dai cugini del City, secondi in classifica. Verrebbe da chiedersi cosa sarebbe successo se quel 5 marzo non ci fosse stato l’arbitro Cakir a dirigere il ritorno degli ottavi di Champions League contro il Real Madrid. Onore al merito, questo è chiaro. Ma il rosso inflitto dal direttore di gara a Nani ha compromesso una gara che i Red Devils avevano indirizzato sul binario giusto. Se non altro, Sir Alex Ferguson potrà consolarsi con la vittoria della sua tredicesima Premier League da quando è alla guida del Manchester United.

PSG SUL TAPPETTO ROSSO – La Ligue 1  resta attualmente il torneo più incerto tra i maggiori campionati del vecchio continente. Il PSG, dopo aver allestito una squadra stratosferica per tornare a salire sul tetto di Francia dopo 18 anni, è a “soli” 5 punti di distacco dal Lione. Il campionato dunque sembrerebbe tutt’altro che già scritto, ma i parigini non dovrebbero avere particolari difficoltà a chiudere la stagione al primo posto. E i motivi sono numerosi. Innanzitutto sono la squadra più attrezzata alla vittoria finale e, pur senza esprimere un grande spettacolo dal punto di vista del gioco, hanno il loro punto di forza nella classe dei singoli giocatori, capaci di decidere con una sola giocata le sorti di un intero match. Il PSG inoltre può contare su un attaccante del calibro di Ibrahimovic, bomber assoluto della Ligue 1 con 25 centri stagionali. Senza considerare che le rivali degli uomini di Carlo Ancelotti, Marsiglia e Lione su tutti, non hanno una continuità di risultati tale da poter pensare di impensierire davvero la squadra con il miglior attacco e la miglior difesa del campionato francese.

SHAKHTAR STREPITOSO, CELTIC SENZA RIVALI – Detto dei principali campionati europei, la lotta al titolo negli altri tornei del vecchio continente non è molto più entusiasmante. Anzi.
In Ucraina, lo Shakhtar Donetsk ha ottenuto 20 successi in 21 gare, realizzando 60 gol (una media di 3 reti a partita) e subendone appena 10. Sono quindici i punti di vantaggio della squadra di Lucescu dal Metalist secondo in classifica. Stesso distacco è quello che separa il Celtic dal Motherwell in Scozia: i biancoverdi, dopo la retrocessione dei rivali del Rangers, sono letteralmente rimasti senza avversari nella corsa al titolo nonostante i 5 pareggi e le 6 sconfitte rimediate in 31 gare. Non se la passa male neppure il CSKA Mosca in Russia: i rossoblù hanno sette punti di vantaggio sull’Anzhi e otto sullo Zenit a nove giornate dal termine. Chiudiamo la nostra rassegna con il punto sul campionato portoghese, dove la situazione è leggermente diversa rispetto agli altri tornei europei. In Superliga infatti il Benfica è a +4 dai rivali del Porto, un margine di sicurezza tutto sommato non proprio rassicurante. Il livello del campionato portoghese però non è dei più alti: il Braga, terza forza del torneo, è a -18 dalla vetta. Ecco perché, a meno di clamorosi scivoloni, le Aguias guidate da Jorge Jesus dovrebbero riuscire a conquistare il loro 33° titolo della storia, due anni dopo l’ultimo successo.

Matteo De Angelis

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *