Antonio Fioretto

Champions League, Bayern-Juventus: bianconeri senza paura

Champions League, Bayern-Juventus: bianconeri senza paura
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MONACO, 21 MARZO  – “ Bitten Sie um Hilfe in St. Benno von Meißen “. Eh già. Chi mastica un pò di tedesco ha già chiaro di cosa stiamo parlando. Per chi invece, legittimamente, non conosce nulla della lingua germanica, è necessaria una traduzione simultanea : “Chiederemo aiuto a San Benno di Meissen“. La preghiera, o forse si tratta più di una speranza, è figlia dei tifosi del Bayern Monaco. Gli abitanti di Monaco di Baviera, infatti, hanno come santo patrono proprio San Benno di Meissen. La città, la terza di Germania per numero di abitanti, è in forte attesa per i quarti di finale di Champions League. Di fronte ci sarà la “nostra” Juventus, e la profana supplica dei supporters bavaresi fa capire tanto riguardo al match. Primo, la Juve è tutt’altro che sfavorita e , secondo, i tedeschi temono la truppa di Conte.

Il prossimo 2 Aprile il quartiere di Frottmaning, nella periferia nord di Monaco, sarà un continuo andirivieni di tifosi, giornalisti, addetti ai lavori e semplici curiosi. L’ Allianz Arena, sito in Werner-Heisenberg-Allee 25, aprirà i battenti per ospitare l’andata del summenzionato incontro. Una settimana dopo, precisamente mercoledi 10, lo Juventus Stadium proverà a guidare la Juve verso la qualificazione alle semifinali. Ma, con precisione, cosa dobbiamo aspettarci da questo match? La Juve può davvero giocarsela ad armi pari? O quella dei tedeschi è semplice pretattica?

HABITAT NATURALE Dire che il Bayern è favorito sarebbe un eufemismo. Una serie innumerevole di motivi pongono gli uomini di Heynckes in cima alla lista dei probabili semifinalisti, insieme a Real Madrid e Barcellona. Lahm e compagni, infatti, sono ormai da diversi anni sulla cresta dell’ onda. Dal 2000 ad oggi i bavaresi hanno vinto 7 campionati su 12 disponibili. Le ultime due stagioni hanno visto il predominio del Borussia Dortmund , ma quest’anno è arrivata una vendetta piena di interessi: dopo 26 giornate i punti di vantaggio sugli uomini di Klopp sono addirittura venti. In tutto questo, l’Europa fornisce dei dati forse ancora più importanti. Se è pur vero che l’ultima Coppa Campioni vinta risale al 2000-2001, è altrettanto reale che tra il 2009-2010 e il 2011-2012 il Bayern ha collezionato due finali (entrambe perse) e una semifinale. Insomma, i tedeschi sono abituati come pochi altri a giocare questo tipo di partite.

Altro particolare interessante è la presenza nella rosa dei bavaresi di praticamente 3/4 della Nazionale tedesca. Oltre al capitano Lahm, i vari Neuer, Mario Gomez, Schweinsteiger, Boateng, Badstuber, Muller e Kroos rappresentano la colonna portante della compagine di Low. Tirando le somme, la Die Mannschaft è altrettanto a suo agio nel disputare partite pesanti. Gli Europei e i Mondiali vedono sempre i tedeschi protagonisti fino (più o meno) alla fine. Quindi, ciò che più può preoccupare del Bayern Monaco è la caratura internazionale, la facilità nell’affrontare le pressioni che solo gare del genere possono esercitare. A questo si può, anzi si deve, aggiungere tutta la qualità di fuoriclasse come Robben, Ribery, Luiz Gustavo, Alaba e tutti gli altri citati prima. Heynckes può contare su una rosa ampia e di livello assoluto.

Ma allora la Juve è spacciata? Niente affatto. Prima si diceva che il Bayern è favorito, ed è vero. Ma, di contro, i bianconeri non sono per niente sfavoriti. Le dichiarazioni menzionate in apertura dei tifosi tedeschi, sommate a quelle degli addetti ai lavori del Bayern (il tecnico, per dirne una, ha ammesso: “E’ una finale anticipata. Sarà durissima”), fanno ben sperare. La Juventus può puntare sui propri punti di forza (tanti) e sui punti deboli degli avversari (pochi). Le carenze dell’avversario, ad esempio, sono ben visibili in difesa. Van Buyten, Badstuber e Jerome Boateng non rappresentano un’assoluta sicurezza, anzi. Si tratta di difensori lenti e macchinosi, ad eccezione del fratello di Kevin Prince. La retroguardia, quindi, è senza dubbio il reparto meno affidabile dei bavaresi. Dal centrocampo in su è obiettivamente tutta un’altra storia. Li, in quella zona del campo e in quelle fasi di gioco, i bianconeri dovranno fare affidamento su tutte le proprie forze.

PREGATE PER CHIELLO La presenza di Chiellini giocherà un ruolo fondamentale. Per quanto Peluso si sia egregiamente comportato fin ora, il difensore livornese è capace di offrire sicurezza, rendimento e anche un peso internazionale non indifferente. La granitica difesa a 3 impostata da Conte dovrà fare gli straordinari in quanto ad attenzione, costanza e concentrazione. Tutti sul pezzo, insomma, compresi i due esterni di centrocampo che svolgeranno, nelle due fasi, un ruolo di primaria importanza. La Juve, dunque, dovrà fare quello che sa fare. Maggiore abnegazione e un pizzico di fortuna, soprattutto sottoporta, potranno fare la differenza a favore della Vecchia Signora. Ovviamente, i leader del gruppo come Pirlo, Marchisio e Buffon dovranno loro in primis giocare la gara della vita. I lampi di genio di Andrea e gli inserimenti di Claudio e Vidal sono a tutti gli effetti le chiavi della maggior parte dei gol bianconeri.

Conte e Nedved hanno parlato di prova di maturità. I 180 minuti, in verità, ci diranno proprio quanto è matura questa Juventus. E il fatto che la qualificazione si giochi su due match (il secondo allo JS è una fortuna) non è affatto da sottovalutare. Solo chi ha praticato il campo verde può sapere quanto sia differente la gara secca da quella doppia. Cambiano i tempi di gioco, subentrano calcoli mentali alquanto fisiologici e il dispendio psico-fisico è incredibilmente maggiore. Un tecnico come Antonio, c’è da scommetterci, saprà curare in modo maniacale tutti i particolari. Mai la Juve è scesa in campo, nelle gare in cui serviva vincere, senza sapere cosa dovesse fare o chi si trovasse di fronte. Certo è che, avendo 9 punti di vantaggio in campionato, anche la Juve può dedicarsi anima e corpo alla duplice sfida. Perciò, non ci resta che attendere e augurare alla Madama bianconera di proseguire il suo sogno, per se stessa e per l’Italia intera.

Antonio Fioretto

 

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