Orazio Rotunno

Pietro Mennea: la Freccia del Sud

Pietro Mennea: la Freccia del Sud
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Nato a Barletta, il suo record nei 200 ha resistito 17 anni, tra i più longevi nella storia dell'atletica

pietromennea2ROMA, 21 MARZO – Un campione ci lascia, il più grande nella storia dell’atletica leggera italiana: l’uomo più veloce del mondo nei 200 mt alle Olimpiadi di Mosca, un record resistito fino al 1996, è andato via troppo presto, di corsa, in pieno stile Mennea. Orgoglio di una città, Barletta, di un Paese intero e riconosciuto in tutto il mondo. A luglio 2012 una fermata metropolitana di Londra in occasione dei giochi olimpici nella terra della Regina fu intitolata proprio a suo nome, segno tangibile del suo ricordo ovunque ed oltre confine. Si è spento a 61 anni in una clinica di Roma, vittima di un male incurabile. La camera ardente sarà allestita presso il Coni.

LA FRECCIA DEL SUD VOLA IN CIELO – Quel 19’72” è leggenda: così come i numerosi aneddoti della sua carriera e dei primi anni di infanzia. Si narra di corse sulla litoranea di Barletta, dove per guadagnarsi 500 lire sfidava nei 50 metri una vecchia porche, arrivandole davanti. Recentemente aveva girato un film sulla sua vita, intensa e gloriosa, nel segno dello sport pulito: argomento più che mai di attualità, che Pietro Mennea ha difeso strenuamente sin da quando ha smesso gli scarpini da ginnastica per intraprendere una lunga e piena vita accademica, condita da diverse lauree, e culutrale. 23 libri, 4 lauree, docente universitario ed una legislatura al Parlamento Europeo. Nel 2006 diede vita alla “Fondazione Pietro Mennea“, per combattere il doping attraverso iniziative ed istruzioni morali e culturali.

Pietro Mennea è e sarà per sempre leggenda nello sport italiano e mondiale, detentore di uno dei record più longevi della storia dello sport: la “freccia del sud” ora corre via nel cielo azzurro, lo stesso colore che ha portato in alto con orgoglio e sudore sulle piste di tutto il mondo.

Ciao Pietro!

Orazio Rotunno

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *