Orazio Rotunno

Psg-Barça, gli allievi contro i maestri: quarto di Champions “alieno”

Psg-Barça, gli allievi contro i maestri: quarto di Champions “alieno”
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A scuola dai marziani, francesi che voglioni diventare grandi: difficile ma non impossibile, si attende con ansia l'esito del ricorso per la squalifica di Ibrahimovic

Psg-Barça, gli allievi contro i maestri: quarto di Champions "alieno"PARIGI, 19 MARZO – Ibrahimovic contro Messi, o se preferite, Psg vs Barça: i quarti di finale di Champions League oppongono il presente contro il futuro. Chi è da anni all’apice del mondo, “ i marziani blaugrana“, contro chi sogna di diventare tale. Due filosofie diverse: creare in casa i campioni di domani, ed investire vagonate di milioni per avere quelli di oggi. Ad ora, sulla carta, l’unico duello che i francesi vincerebbero fra singoli è quello tra allenatori: tanto di cappello a Tito Villanova per quanto fatto nei primi mesi da prima guida e negli scorsi anni come prezioso assistente di Guardiola, ma noi ci teniamo stretto Carlo Ancelotti, dall’alto delle sue 2 Champions vinte da allenatore del Milan ed i suoi successi fra Inghilterra e con tutta probabilità anche Francia. Immaginare il Psg in semifinale ad oggi è quanto meno ottimistico, ma il Milan insegna che tutto è possibile: e con un Thiago Silva in più, ed un Ibra (forse anche all’andata) a disposizione, sperare è lecito. Psg-Barcellona, un quarto di stelle.

PERCHE’ IL BARCELLONA – Troppo facile, ma anche tanto da perdere. L’ultimo mese ha dato speranze un pò a chiunque, tra le due vittorie del Real Madrid e quella ancor più sorprendente del Milan nell’andata degli ottavi a San Siro. Ma a qualificarsi sono stati ancora una volta loro, comunque a +12 nella Liga e fuori solo dalla Coppa del Re a cospetto della squadra di Mourinho, non certo dell’Herculès qualunque. I primi venti minuti di Messi e compagni contro il Milan al Camp Nou sono ingiocabili per chiunque: in quest’epoca e forse in qualsiasi altra. La speranza per il Psg, forse anche la certezza, che questo non possa accadere per 180 minuti tiene accesa la fiamma transalpina: il problema è che in quei 20-30 minuti di calcio “alieno” possono fare la differenza; dovesse sbandare paurosamente la squadra di Ancelotti potrebbe ritrovarsi sotto di quel paio di gol sufficienti a chiudere ogni discorso. In panchina tornerà Vilanova, certamente un’assenza pesante per i blaugrana, se non altro dal punto di vista umano: passare in pochi mesi da Guardiola al secondo allenatore del suo ex vice è un decadimento dal punto di vista tecnico-tattico non trascurabile anche per i “marziani“. L’orgoglio, e la qualità superba dei vari Xavi ed Iniseta ha saputo ribaltare il 2-0 dell’andata col Milan, ritrovando forse quel pizzico di fiducia in sè stessi persa dopo le 3 sconfitte nelle precedenti 4 gare. Fenomeni, ma pur sempre uomini: proprio aver preso coscienza di ciò, forse per la prima volta dopo 5 anni da supereroi, li rende oggi ancor più devastanti perchè hanno conosciuto la paura, l’ansia e la pressione di chi parte svantaggiato. Con un campionato in cassaforte e senza più una Copa del Re da giocare, tutte le risorse fisiche e mentali possono essere destinate in queste due partite. Un abisso tra le due squadre in termini di esperienza, mentalità ed abitudine a giocare a certi livelli, soprattutto insieme: il Psg, preso uno ad uno, non ha certo degli sprovveduti in squadra, ma ha cambiato tanto e per diventare “squadra” nel vero senso della parola occorre tempo. Ultimo, piccolo motivo: Lionel Messi gioca nel Barcellona.

PERCHE’ IL PSG – Il motivo n.1 siede in panchina, porta il nome di Carlo Ancelotti: i tifosi milanisti ricorderanno a vita la Champions del 2003, arrivata battendo nell’ordine Inter e Juve tra semifinale e finale, ma è l’impresa del 2007 a rendere Carletto l’arma in più dei francesi per un quarto da paura come quello che li opporrà al Barça di Messi. Contro tutti i pronostici, con una squadra vecchia e sul viale del tramonto, che aveva nel solo Kakà la stella capace di illuminare le notti europee dei rossoneri. Certo quel Milan ha poche similitudini con questo Psg, sfavori del pronostico esclusi: mentalità vincente, esperienza internazionale ed insieme di bandiere da anni abituati a calcare gli stessi campi. Se però nel calcio i suoi interpreti siginificano ancora qualcosa, la pura essenza della tecnica, della qualità e delle capacità di metterle in campo, allora il Psg ha una possibilità: Thiago Silva, Alex, Verratti, Thiago Motta, Pastore, Menez, Lavezzi, Lucas e soprattutto lui, Zlatan Ibrahimovic. Scendere in campo con questi nomi e partire battutti in partenza è un insulto al calcio ed ai milioni spesi dal “povero” sceicco in queste due stagioni. Se poi alla loro guida vi è un maestro come Ancelotti, allora sarebbe legittimo parlare di qualcosa di più concreto, che di una semplice speranza. Molto dipenderà dal risultato del 26 marzo: non è la data di una delle due gare che si disputeranno fra blaugrana e parigini, ma qualcosa forse di ancor più importante in quanto farebbe pendere l’ago della bilancia, molto verso il Barça in caso di esito negativo, leggermente di più verso i francesi in caso di responso positivo. Parliamo del ricorso avanzato dal Psg all’Uefa verso le due giornate di squalifica inflitte ad Ibra, espulso nei minuti finali della gara d’andata col Valencia da Tagliavento. Una decisione a dir poco avventata, che rischia di privarci del protagonista più atteso con Messi di questo spettacolare quarto di finale. Il dg Leonardo si è detto poco ottimista riguardo il felice esito del ricorso, c’è tempo ancora una settimana per sognare l’ennesimo confronto fra Messi ed Ibra. Purtroppo il Parc des Princes, nonostante i suoi quasi 50 mila posti non è da considerarsi prorpiamente un fattore: pubblico silenzioso, un pò snob (in classico modello francese), e che rispecchia la tradizione sportiva della Capitale, dove il primo sport è da sempre considerato il rugby. Resta comunque una squadra potenzialmente stellare, il giudizio definitivo sul pronostico và rimandato di una settimana: con un Ibra a disposizione per 180′ anzichè 90′, quando magari al ritorno potrebbe essere troppo tardi per rimediare, farebbe la differenza, e non di poco.

PRECEDENTI, FILOSOFIA, PRONOSTICO: ALL-IN BARCA – A voler trovare conforto nelle statistiche potremmo ricordare agli “amici” d’oltralpe la partià nei precedenti fra le due squadre. L’ultimo match uffiiciale disputato è però un ricordo molto amaro: finale di Coppa delle Coppe 1997, il Barcellona vinse grazie ad un gol del fenomeno Ronaldo su calcio di rigore. E’l’ultimo ed unico lampo dei francesi a livello europeo, e a distanza di 16 anni la storia potrebbe essere riscritta: in palio vi è l’accesso alle semifinali di Champions League, risultato mai raggiunto dai francesi. E qui vi è il grosso peso che sulla bilancia fa pendere il pronostico tutto dalla parte dei catalani: perchè se sul piano della rosa il Psg ha potenzialmente poco da invidiare al Barça, a mancare è l’esperienza ed abitudine a giocare a certi livelli e con simili pressioni. Lo dimostra la stessa gara di ritorno col Valencia negli ottavi, quando gli spagnoli passarono in vantaggio sfiorando anche la rete della clamorosa qualificazione. Inevitabilmente il Psg deve passare anche da queste partite per raggiungere la dimensione di “grande” che non può essere comprata ma solo vissuta. Ancelotti è l’unico che sà cosa vuol dire vincere una Champions e vivere serate di questo tipo in cui serve tanto altro, oltre piedi buoni e giocate sporadiche. Thiago Motta rappresenta l’eccezione, ma con tutto il rispetto, certo non basta a fare la differenza. La diversa mentalità e modo di pensare il calcio è evidente: Messi, Puyol, Xavi, Iniesta, Pedro, Busquets: tutti figli di un progetto interno, dove coltivare i campioni del futuro. Oltre ai benefici economici che ciò comporta, vi è un incalcolabile vantaggio in termini di conoscienza fra giocatori, capacità di trovarsi a memoria e spirito di gruppo creatosi in anni di vittorie (tante) e sconfitte (pochissime).

Il pronostico è scontato, ma il calcio no: altrimenti non staremmo qui a raccontare lo sport più amato e seguito al mondo. Psg-Barça, gli “allievi” supereranno i “maestri”?

Orazio Rotunno

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