Orazio Rotunno

Le pagelle di Inter-Tottenham: Cassano showman, Zanetti commovente

Le pagelle di Inter-Tottenham: Cassano showman, Zanetti commovente
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Top e flop di una serata quasi miracolosa: Tottenham inguardabile, si salva solo Dembelè

STRAMACCIONI E ZANETTI DELUSI DOPO INTER-TOTTENHAMTOP INTER

CASSANO 8 – In una notte da Oscar lui vince per distacco la statuetta da miglior protagonista. Un gol e mezzo ed un assist, come contorno dribbling e giocate da far rabbrividire avversari e tifosi, pochi, sugli spalti di S.Siro. Il miglior Cassano della stagione non basta, ma è solo la sfortuna ad impedire lui e compagni l’accesso ai quarti di finale che avrebbero di gran lunga meritato a seguito di una prestazione encomiabile per impegno, cuore e determinazione. E non sembra neanche stanco dopo 127 minuti di gioco. RE MIDA

ZANETTI 8 – A venti minuti dal termine della gara entra Aaron Lennon, uno dei 5 giocatori più veloci al mondo, fresco e con gli altri in campo già con quasi una partita nelle gambe. Dopo 5 minuti prende palla, punta un uomo in velocità ma viene fermato. Quell’uomo, bionico, porta il n.4 sulle spalle e risponde al nome di una leggenda: Javier Zanetti. Quasi commovente lo sprint che nel primo tempo ferma Adebayor diretto verso la porta, con tanto di spalla a spalla col gigante togolese stravinto. Poi ci provano Holtby, Parker, Walker (19 anni più giovane e sprinter di mestiere), nulla il passaggio a livello è chiuso. E spinge, come sempre e con la solita determinazione. LEGGENDA

GARGANO 8 – Non lo conoscessimo da ormai 6 anni, invocheremmo il controllo anti-doping per questo pazzo scatenato. Al 120′ correva come al primo di gioco, quasi avesse appena rotto il fiato. Encomiabile, recupera mille palloni, lo trovi prender palla a limite dell’area e qualche secondo dopo pronto ad inserirsi nella trequarti avversaria come niente fosse. Qualche controllo o passaggio lo sbaglia, e così sarà sempre, ma come criticare un giocatore che ci mette anima e cuore su ogni pallone e ad ogni partita. Ieri il capolavoro, indispensabile per questa squadra. TORERO

KOVACIC 7.5 – Finalmente Kovacic, verrebbe da dire. Le qualità, seppur a sprazzi, erano emerse qua e là nelle varie apparizioni del croato in queste prime settimane da neroazzurro. Ma ieri è emersa tutta la personalità e la fiducia di cui dispone questo talento di apepna 18 anni, indispensabile per far emergere le doti innate che solo i predestinati hanno. Crea gioco, recupera palloni e mostra spunti sopraffini: davanti alla difesa si mostra a suo agio, ma la sensazione che non sia quello il suo ruolo rimane. Nella serata migliore della stagione neroazzurra, l’Inter potrebbe essere uscita dal campo con la consapevolezza di aver trovato un piccolo campione in erba. PREDESTINATO

PALACIO 7.5 – Ormai sono pochi gli aggettivi non spesi per questo fantastico giocatore. Di una completezza unica, forse il vero erede di Milito per ruolo e caratteristiche. Corre per la squadra, si fa per due quando Cassano cala, prima o seconda punta indifferentemente, gol ed assist a valanga e tanto sacrificio a servizio dei compagni. Venti gol in stagione sono forse il dato meno importante da sottolineare, il che la dice lunga sull’aporto di questo ragazzo giunto alla piena maturità e su importanti palcoscenici sicuramente troppo tardi. Con Cassano proverà a trascinare l’Inter nella rimonta al terzo posto in campionato. CAMPIONE VERO

FLOP INTER

GUARIN 5 – La sola nota stonata in una serata perfetta, non fosse per il risultato finale. L’alibi di una caviglia in disordine pesa e si vede, ma forse sarebbe il caso di non strafare comunque in questi casi. I numeri li ha, ma la potenza fisica che mostra quando è al 100% è forse la sua arma principale nell’irrompere fra le linee nemiche. E quando questa viene a mancare, si nota vistosamente: oltre questo, sbaglia passaggi e controlli semplici, spesso intestartendosi in dribbling impossibili. Solo una conclusione degna di nota e pochissimo altro: lascia spazio ad Alvarez a metà secondo tempo con disappunto, ma dovrebbe avercela più con sè stesso che con l’allenatore. SCARICO

TOP TOTTENHAM

DEMBELE’ 7 – L’unico top della sua squadra, giocatore interessantissimo e di una completezza rara. Ricorda molto Guarin per prepotenza fisica e capacità balistiche, mostrando però maggiore maturità nella zona nevralgica del campo e più capacità di interdire. Una montagna che sovrasta qualsiasi cosa li finisca contro, da un suo tiro nasce il gol di Adebayor su corta respinta di Handanovic. Accanto al regista Parker forma una mediana complementare e fra le migliori d’Europa: ancora molto giovane, come Bale, potrebbe lasciare Londra per nidi dorati e più ambiti. RIVELAZIONE

FLOP TOTTENHAM

GALLAS 4 – Cosa ci faccia ancora l’ultra trentenne francese sui campi da gioco, soprattutto a questi livelli, ancora non è chiaro. Uno dei misteri di Villas Boas che legittima il suo esonero la passata stagione al Chelsea. Come si può giocare con la difesa altissima se hai un mammut in difesa? Un controsenso evidente anche ad un bambino, e che il tecnico portoghese rischia di pagare con una delle rimonte più incredibili a livello europeo. Il francese realizza un’autorete, a coronare una prestazione orribile, sempre saltato da Cassano e Palacio. MAMMUT

WALKER 4.5 – Due dei quattro gol neroazzurri nascono da sue disattenzioni, soprattutto in occasione della prima rete di Cassano, lasciato colpevolmente libero di colpire in rete. Idem sulla seconda marcatura, tiene in gioco Palacio assieme al collega di fascia opposta: sbaglia spesso la tattica del fuorigioco e manca nella spinta offensiva che, a sua parziale giustificazione, è spenta sul nascere a causa di blocco di corsia per la presenza di un certo n.4. Per sua sfortuna Pereira è squalificato, e non può fare i suoi comodi come all’andata a White Hart Lane. Ancora molto giovane, deve rivedere la fase difensiva. DISORIENTATO

ADEBAYOR 5 – Mezzo punto in più per il tapin vincente che vale la qualificazione, che comunque avrebbe realizzato anche un attaccante di Lega Pro. Ma quella è l’unica palla che vede in tutta la partita, eccetto a fine primo tempo quando manca il lob vincente su Handanovic. Chivu e Juan Jesus sono dei gladiatori, ma certo lui non contribuisce più di tanto nel complicarli la vita. Si spiega il perchè abbia passato la maggior parte della stagione in panchina a vantaggio di Defoe, anch’egli comunque insufficiente ieri. Che i migliori anni siano passati? INGUARDABILE

FRIEDEL 5 –  Non ne para una, e quelle poche, in pessimo stile. L’ultra quarantenne scelto da Villas Boas in campo europeo al posto del ben più quotato Lloris, è l’ennesima trovata geniale e strampalata dell’allievo di Mourinho, che solo a tale definizione rabbrividisce. Lento, poco coordinato ed insicuro anche palla al piede: piuttosto goffo sul terzo gol e nella reattività sul quarto. Ma non è colpa sua se viene schierato in campo, denotando ovvi limiti dovuti alla sua veneranda età. STATUA

Orazio Rotunno

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