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Anche il calcio si mobilità per la “Città della scienza”

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Fabio CannavaroNAPOLI, 15 MARZO – Tornare al calcio giocato, per un giocatore che ha smesso da poco, è sempre una bella cosa per chi lo fa e per i suoi tifosi, se poi a tutto questo ci si aggiunge una nobile causa, è ancora meglio. Fabio Cannavaro, infatti, ha deciso di fare una partita di beneficenza a Napoli, che sarà la sua gara d’addio al calcio giocato, per aver poi la possibilità di devolvere l’incasso per la ricostruzione della Città della Scienza, bruciata lo scorso 4 marzo. Il tutto verrà organizzato con la Cannavaro & Friends il prossimo 13 0 21 maggio al San Paolo.

In una lunga intervista rilasciata a Il Mattino, Fabio Cannavaro ha spiegato i motivi di questa decisone: “Ho visto le immagini del rogo, la devastazione, le fiamme che hanno annientato un luogo speciale per Bagnoli. Sono rimasto colpito profondamente. E allora mi sono detto che era arrivato il momento di organizzare quella partita di addio al calcio che mai e poi mai avrei voluto disputare. Anche perché ho smesso di giocare da un anno e mezzo”. Bagnoli, tra l’altro è uno dei luoghi dove l’ex Capitano della Nazionale ha vissuto: “Ogni volta che passo per quella zona mi chiedo come sia possibile non aver fatto ancora nulla per il suo rilancio, per realizzare attività che aiutino la crescita di Napoli. E l’unica cosa bella, di cui potevamo andare orgogliosi, è stata annientata da un atto doloso. Non potevo restare senza fare nulla”.

Cannavaro spiega come pensa di organizzare l’evento: “In un primo momento ho pensato di disputare al San Paolo la rivincita di Italia-Francia, la finale di Berlino del 2006. Poi ci ho pensato: molto meglio chiamare tutti quei compagni con cui ho condiviso la mia carriera. E anche qualche avversario con cui ho duellato. Ho giocato nel Napoli, nella Juventus, nell’Inter e nel Real Madrid oltre che nella Nazionale. Per la mia partita d’addio penso che verranno in molti… forse ne serviranno due di partite”. Pare che qualcuno, come Zidane, Ronaldo e Del Piero abbiano già accettato l’invito: È vero, ma non soltanto loro. Quella sarà una serata importante: dobbiamo raccogliere molti fondi da destinare alla ricostruzione di Città della Scienza. Stiamo già contattando il Napoli e il presidente De Laurentiis per avere il supporto necessario per poter disputare la partita al San Paolo. E ho sentito anche il sindaco De Magistris che mi ha dato ampia disponibilità per la collaborazione necessaria per organizzare questo evento. La Città della Scienza è bruciata e noi giochiamo, per ricostruirla tutti insieme, questo deve essere il moto di quel giorno”.

Su quanto accaduto alla Città della Scienza, Cannavaro preferisce non esprimersi, limitandosi a dire: Non so chi abbia causato questo disastro. Altri hanno il compito di scoprirlo e punire i colpevoli, ma lo sport ha alimentato la mia caparbietà e sono intenzionato ad usarla tutta quanta per fare la mia parte e impegnarmi perché a Napoli sia restituita una cosa preziosa che le è stata tolta”. Dopo le vittorie sul campo, Fabio Cannavaro si sta dedicando alla beneficenza: Anche ora sono in Cambogia a prendere parte a iniziative di beneficienza. Domenica torno a Dubai e tornerò a chiamare i miei vecchi amici per invitarli a Napoli per la mia festa d’addio. Io ho smesso più di un anno e mezzo fa, ma è giusto farlo per La Città della Scienza”.

Infine, vi riportiamo quanto scritto dal sito ufficiale di Fabio Cannavaro, fabiocannavaro.it:

La Città della Scienza è bruciata e noi giochiamo per ricostruirla! Questo ho pensato quando ho saputo del disastro accaduto a Bagnoli. Non avevo in programma di fare un evento per dare il mio addio al calcio giocato ma l’incendio del 4 marzo ha cambiato le cose! Dopo questo grave episodio nulla è più come prima, noi non siamo più gli stessi ma tutti vogliamo che le cose siano “rimesse al loro posto” il prima possibile.

Napoli è la mia città, i napoletani sono i miei concittadini, il mio cuore, anche se da diversi anni vivo in altre città per lavoro, è sempre lì; Napoli è la mia casa ed il luogo dove voglio che crescano i miei figli. Ho quindi il desiderio ed il dovere di fare tutto quanto mi è possibile per contribuire a “rimettere a posto le cose”: dobbiamo ricostruire la Città della Scienza!

Quello che ho saputo fare meglio nella mia vita è tirare calci ad un pallone ed allora gli ultimi che tirerò dovranno servire a qualcosa di importante. La mia partita di addio al calcio sarà un grande evento che contribuirà a raccogliere fondi per centrare questo obiettivo. Nei prossimi giorni chiamerò a raccolta tutti i grandi campioni con e contro i quali ho giocato perché vengano al San Paolo una sera del mese di maggio e scendano in campo con me. Desidero che i ragazzi con i quali ho condiviso gioie e delusioni, con i quali ho combattuto epiche battaglie sui campi di gioco, siano al mio fianco a combattere ancora una volta, per una giusta causa. Sono certo che offriremo un grande spettacolo al quale i napoletani, e non solo loro, non vorranno sicuramente mancare, sapendo che con l’acquisto del biglietto daranno il loro contributo a “rimettere a posto le cose”. Nei prossimi giorni interpellerò le istituzioni ed il Napoli Calcio per avere la loro indispensabile collaborazione alla riuscita dell’evento, che a breve presenterò nei suoi dettagli. Molte iniziative sono già in corso e so che molte altre sono in via di definizione, il calcio è lo sport nazionale e quando accadono cose del genere deve, senza esitazione, fare la sua parte. Noi che di calcio abbiamo vissuto e viviamo abbiamo l’obbligo di andare in prima linea a combattere per le giuste cause.

Io non so chi abbia causato questo disastro, altri hanno il compito di scoprirlo e punire i colpevoli, ma lo sport ha alimentato la mia innata caparbietà e sono intenzionato ad usarla tutta quanta per fare la mia parte e impegnarmi perché a Napoli sia restituita una cosa preziosa che le è stata tolta”.

Massimiliano di Cesare

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