Enrico Steidler

Calciomercato Inter: tentazione Mihajlovic, ma dalla Spagna spunta l’ipotesi Mourinho

Calciomercato Inter: tentazione Mihajlovic, ma dalla Spagna spunta l’ipotesi Mourinho
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

La panchina di Strama è sempre più in bilico e dopo le ipotesi Blanc e Mazzarri salgono le quotazioni del c.t. della Serbia. Ma il sogno nel cassetto è il ritorno dello Special One, in rotta col Real

Inter, tentazione Mihajlovic. Ma il “Mundo deportivo” rilancia: torna Mourinho?

MILANO, 14 MARZO – Sinisa Mihajlovic ha un pensiero stupendo, e lo coltiva da anni: allenare la Beneamata. L’ex vice di Mancini sulla panca nerazzurra non ne fa mistero (anzi lo confessa apertamente in una lunga intervista concessa ad Andrea Di Caro della Gazzetta dello Sport), ma il possibile futuro, per quanto radioso, non mette in ombra un presente che è fatto di sentimenti e savoir faire: “Non sono uno che si autocandida, non amo chi trancia giudizi dall’esterno e detesto chi sta appollaiato a gufare. Ma non ho mai tradito un sogno e non sono un ipocrita. Per cui se mi chiede se spero un giorno di allenare l’Inter le dico sì. E lo ripeto mille volte. Mi fa piacere se il mio nome viene accostato alla panchina nerazzurra. Ma voglio troppo bene all’Inter per augurarmi che vada male per poter finire tra i candidati“: per cui, da tifoso e da ex, spero che Stramaccioni e la squadra possano centrare un posto in Champions e magari trovare una incredibile rimonta col Tottenham. Io una panchina già ce l’ho, sono orgoglioso di essere c.t. della Serbia”.

UNITI SI VINCE – I mali che affliggono i nerazzurri sono al centro della cronaca di questi giorni (vedi le accorate parole di Cristian Chivu, condivise nella sostanza da Sinisa), ma il modo per uscire dal tunnel c’è: “L’Inter era partita male, si era ripresa, poi deve essersi rotto qualcosa. I giocatori sembrano nervosi, hanno perso la fiducia, forse è subentrata la paura. E’ il momento di restare uniti, serve l’apporto di chi ha più esperienza. Auguro a Stramaccioni di trovare le soluzioni giuste. Se lo merita lui, e soprattutto, Moratti”.
A guidare le parole di Mihajlovic non sono solo il buon senso e le buone maniere, ma anche le ragioni di chi conosce il mondo del calcio e sa qual è la differenza, forse sottile ma sostanziale, che esiste fra chi sa allenare (tanti) e chi sa condurre (pochi): “Ho fatto il calciatore ad alti livelli per 20 anni. Un vantaggio. Perché so cosa un giocatore può pensare o provare in certi momenti. Ad allenare oggi sono bravi quasi tutti, la cosa più difficile è la gestione del gruppo. Da c.t. ho fatto visita ai maggiori tecnici europei: da Mourinho a Guardiola, da Klopp a Wenger, da Ferguson a Mancini. Ho studiato metodi di allenamento, tattiche, uso delle tecnologie. Ma per tutti il segreto è uno: la gestione del gruppo, entrare nelle teste, tirare fuori il meglio. Fissare delle regole. E farle rispettare. Nemmeno la prospettiva di allenare Cassano sembra intimorire il serbo: “Cassano lo conosco bene. E’ un bravo ragazzo, a cui ogni tanto “parte la brocca”. Pensavo che il matrimonio e la paternità lo avrebbero cambiato. E’ avvenuto solo in parte. La cassanata è nel suo Dna, prima o poi devi aspettartela. Cassano non cambierà mai del tutto”.

MIRAGGI SPAGNOLI – Alle orecchie dei tifosi nerazzurri, da sempre abituati ad ammutinamenti, fronde e cospirazioni, il riferimento di Sinisa al rispetto delle regole risuona dolcissimo (c’è da scommetterci), e lui lo sa. Così come è probabile che fra i nomi circolati negli ultimi tempi nel tentativo di dare un volto al futuro tecnico dell’Inter (la panchina di Stramaccioni, infatti, è sempre più traballante) quello di Mihajlovic sia il più gettonato.
Ma all’orizzonte ecco (ri)spuntare un nome che più Special non si può, un nome capace di far sognare a occhi aperti e di far rivivere all’improvviso le emozioni più intense: secondo il Mundo deportivo Moratti in persona si starebbe adoperando per riportare a Milano Josè Mourinho, in rotta col Real e legatissimo ai colori nerazzurri. Ma l’ipotesi, per quanto suggestiva, appartiene forse più alla dimensione dei sogni che alla logica (concreta e spietata) del calciomercato. Mourinho non è un top trainer, Mourinho è il Top. E da che mondo è mondo il meglio costa e, soprattutto, pretende il meglio (che è fatto di costosissimi top player e non di vecchie glorie o giovani promesse troppo spesso non mantenute, o mantenute altrove, vedi Coutinho).

Un conto sono i sogni, un altro la realtà, e la realtà parla di investimenti centellinati e di bilancio in rosso. In questo scenario, chi ha esperienza e conosce l’ambiente (e non accampa pretese fuori budget) è più referenziato di altri: e poi, direbbe la curva, sicuramente è interista.

Enrico Steidler

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *