Orazio Rotunno

Inter-Bologna 0-1, le pagelle: top Curci, flop Gargano

Inter-Bologna 0-1, le pagelle: top Curci, flop Gargano
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Nell'Inter si salva solo il capitano, flop totale che dice addio al terzo posto. Bologna super, Curci sugli scudi: sinfonia Gila

TOP INTER

J.ZANETTI 7 – E’ancora lui e soltanto lui, il migliore di una squadra allo sbando. Un 40enne che corre, senza mai essere saltato da un avversario, che recupera contropiedi all’apparenza letali, che si propone in avanti con tutta la volontà di un ragazzino in erba. Il capitano, ed attorno il nulla. Questo il quadro dell’Inter di oggi, ancora aggrappata al n.4 leggendario, indegnamente affiancato da gente che a fatica riesce a mettere in fila due passaggi di seguito. IRRIDUCIBILE

FLOP INTER

GARGANO 4.5 – Un voto da dividere con la società, che ancora una volta ieri si è resa conto (ci auguriamo) dell’incolmabile colpa di aver ritenuto non indispensabile l’acquisto di un regista, prima in estate e poi a gennaio. Qualcuno, poco competente, risponderà con l’aquisto di Kovacic, che tutto è fuorchè un regista di centrocampo. Ecco dunque il popolo di San Siro costretto a vedere un medianaccio alla vecchia maniera impostare, inserirsi e tirare punizioni. Sbagliano, tutto e di più. La volontà, comunque, non manca mai. LIMITATO

ALVARO PEREIRA 4.5 – Per non rischiare di essere blasfemi, in un momento tanto delicato per la chiesa, non scomoderemo il quarto o quinto segreto di Fatima per questo “giocatore”, ma certo è che qualcosa di incomprensibile aleggia su di lui. 12 milioni di euro, per un terzino assolutamente incapace di crossare un pallone decente, di controllare una palla senza allungarsela di un metro ma soprattutto senza l’ombra di un barlume di intelligenza in ciò che fa. Corre, corre e corre: e piuttosto male anche, stilisticamente parlando. MISTERO

SCHELOTTO 5 – I bonus per il gol derby non sono infiniti, e già ieri in parte si sono esauriti. Quella che era la sua qualità principale, crossa ed atletismo, sembrano essersti dissolte al flebile sole di marzo, sin dal suo primo giorno a Milano. A questo, si aggiungono stop sbagliati, passaggi errati e cavalcate ridotte all’osso. Come tutta l’Inter, sembra correre al rallentatore in confronto agli avversari, ed il fatto che ciò riguardi anche un giocatore dalla sua fisicità è preoccupante. OCCULTO

TOP BOLOGNA

CURCI 7 – Per oltre un’ora è spettatore non pagante del match, poi sale in cattedra ed ottiene l’abbraccio di tutti i compagni per la parata finale su colpo di testa quasi vincente di Cambiasso. Ma non solo, dà al reparto quella sicurezza spesso latitante nelle precedenti giornate di campionato. Difficilmente era spiegabile come potesse esserli preferito Agliardi: uscite determinanti su cross e corner, mostra personalità e coraggio in diverse situazioni. Al 90esimo compie il miracolo che consegna ai suoi una storica vittoria a San Siro. SPIDERMAN

GILARDINO 7 – Come il suo alter-ego Pazzini, segna ad una gamba e qualcosa anche meno. Esce infatti dopo pochi minuti dallo spledido gol-vittoria per un indolenzimento muscolare che in realtà lo limitava da metà primo tempo. La rete è da attaccante vero, da uno che ha segnato più di 150 gol in A ad appena 30 anni. Il Bologna ha diritto di sognare con un trio avanzato del genere, con Diamanti e Gabbiadini trova la terza vittoria consecutiva e l’Europa non è poi così lontana. La rete al volo è di pregievole fattura, l’undicesima del campionato: un altro bomber ritrovato nel nostro campionato. VIOLINISTA

PEREZ 6.5 – Gargano in rossoblù, medianaccio all’antica, uruguagio e da piedi di legno. Lui, però, riesce a pennellare un assist al bacio per il gol di Gilardino: complice anche una pressione piuttosto morbida dellla difesa neroazzurra in uscita sul portatore, ha tutto il tempo per disegnare una parabola perfetta per il compagno. Per il resto, solita partita di grandissima generosità e quantità a servizio dei compagni. SORPRESA

FLOP BOLOGNA

DIAMANTI 5.5 –  Lascia un pò a desiderare la sua prestazione, in termini di efficacia e precisione. Termine di solito che và a braccietto col talento toscano, che per una volta non mostra il solito sinistro incantevole. Nonostante ciò, conquista una marea di falli, si prodiga per la squadra da buon capitano, e se per una sera non è in forma eccelsa, ecco che i felsinei possono contare su un altro asso nella manica come Gilardino. L’Inter lo cercò anni fa, e potrebbe tornare alla carica in estate: a 30 anni ancora non compiuto, potrebbe cogliere l’occasione, ultima della sua carriera, proprio in neroazzurro. ATIPICO

Orazio Rotunno

 

 

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