Vincenzo Arnone

Arrivederci Roma, Luis Enrique lascia. O raddoppia?

Arrivederci Roma, Luis Enrique lascia. O raddoppia?
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Il Progetto è in discussione, come il futuro del tecnico. Bilancio e prospettive del nuovo corso della Roma.

ROMA, 2 MAGGIO – Il pareggio di ieri contro il Chievo, per la Roma, potrebbe significare un addio anche alla prossima Europa League. Il progetto targato Baldini-Sabatini-Luis Enrique quest’anno non ha dato i frutti sperati ma sembra poter rimanere in piedi per il futuro, seppur con qualche ritocco. E per ritocco si intende un possibile cambio di guida tecnica con Luis Enrique che, a quel punto, tornerebbe in Spagna, dove il suo calcio potrà trovare molti più estimatori e meno problemi. Rimane il fatto che la sua Roma ha comunque fatto vedere buone cose in alcune occasioni e quest’anno è stata una squadra potenzialmente in grado di vincere con qualunque avversario. Ma anche in grado di perdere.

COSA VA, COSA NON VA – Se nelle passate stagioni il problema dei capitolini poteva essere lo spogliatoio, fumantino come nella migliore delle tradizioni, c’è da dire che stavolta i giocatori sono sempre sembrati in sintonia con il tecnico spagnolo, cui va dato il merito di aver saputo gestire un grande campione come Francesco Totti. La stessa capacità gestionale è mancata però con gli uomini in campo: gli esperimenti tattici dello spagnolo hanno lasciato spesso perplessi gli addetti ai lavori, da Taddei e Perrotta reinventati terzini, a De Rossi difensore centrale anche non in caso di necessità e via seguendo.

La rosa giallorossa forse non era abbastanza attrezzata per raggiungere traguardi importanti ma molti giocatori sono stati scelti dallo stesso tecnico, come Josè Angel, promessa destinata, forse – ma non adesso – a sbocciare, o come Bojan Krkic, fenomeno a Barcellona e solo “meno” a Roma. Ma anche sotto questo aspetto, ci sono note positive come Erik Lamela, che ha colpi e potenzialità da top player, o Fabio Borini, passato dal Blues del Chelsea all’Azzurro della Nazionale maggiore, vero e proprio profeta in patria.

LE POSSIBILI ALTERNATIVE – Adesso davanti alla dirigenza romanista si aprono diverse strade e ognuna porta il nome di un tecnico. In questi giorni i nomi più gettonati sono stati Andrè Villas-Boas, Zdenek Zeman e Carlo Ancelotti. Iniziamo parlando di quest’ultimo, arrivato a Parigi per portare il PSG sul trono di Francia e rimasto impallinato dal sorprendente Montpellier, che ha un budget infinitamente più basso rispetto ai rivali della Capitale. Nonostante la debacle in Ligue 1, “Carlò” rimarrà ancora al Parco dei Principi, con l’obbligo di dover portare a casa il titolo il prossimo anno e di fare strada nella prossima Champions League. Il ritorno di Ancelotti con i colori giallorossi quindi non si verificherà in tempi brevi.

Andrè Villas-Boas, come Luis Enrique, è un tecnico giovane e ambizioso. Con il Porto nella scorsa stagione ha vinto tutto quello che poteva vincere ma la sua avventura al Chelsea non ha portato grandi risultati a Stamford Bridge, con la conseguente perdita d’interesse nei suoi confronti di molti top club, Inter compresa. AVB dovrà risalire la china in un’altra squadra per tornare al top e la Roma potrebbe rappresentare un’ottima scelta in questo senso. Rimane però l’ostacolo maggiore, quello legato all’ingaggio, decisamente fuori portata per il nuovo corso della dirigenza giallorossa che, alle casse societarie, presta molta attenzione.

Veniamo quindi all’ipotesi più affascinante, quella del ritorno di Zeman. Il boemo a Roma ha lasciato un ottimo ricordo, su entrambe le sponde capitoline, cosa non da tutti. Il suo Pescara sta facendo una grande stagione, che potrebbe anche culminare con la promozione degli abruzzesi in Serie A. Sarebbe molto complicato, a quel punto, strappare Zeman alla sua nuova creatura ed al palcoscenico della massima serie, da vivere senza pressioni e potendosi divertire, però… mai dire mai.

E GLI “ALTRI” – Altre ipotesi, meno realizzabili e meno suggestive, portano a Mazzarri, Allegri e Deschamps. L’attuale tecnico del Napoli sarebbe forse l’uomo ideale con cui rilanciare il progetto ma difficilmente si muoverà dal San Paolo, soprattutto in caso di nuova avventura in Champions il prossimo anno. Discorso diverso per Massimiliano Allegri. Il suo futuro al Milan, nonostante le dichiarazioni di facciata, non è più così scontato ma probabilmente il tecnico livornese non ripartirebbe, e a stretto giro di posta, da una panchina che non fornisce garanzie di vittorie nell’immediato. Didier Deschamps invece era stato vicino alla Roma già lo scorso anno, ma poi si decise di puntare su Luis Enrique e la trattativa sfumò. Forse con un anno di ritardo DiDi potrebbe prendere la via Emilia e arrivare nella Capitale, anche se si tratterebbe di un’altra scommessa.

QUALE FUTURO – E quindi? Quale sarà il futuro della panchina giallorossa? A nostro modo di vedere, il miglior futuro potrebbe essere il presente. Come abbiamo già detto, nel primo anno di Luis Enrique non sono mancati alcuni aspetti positivi e potrebbero essere le basi da cui ripartire per il prossimo anno, con una squadra, però, adeguatamente rinforzata. Rimarrà da verificare anche la volontà dell’allenatore di Gijòn ma il progetto Roma è una vera e propria sfida e una sua riconferma in panchina rappresenterebbe una sfida nella sfida. La dirigenza saprà coglierla o cederà alla tentazione di ripartire da zero?

Vincenzo Arnone

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