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Giampaolo Pazzini senza freni: veleno su Inter, Cassano e la presunta ‘talpa’

Giampaolo Pazzini senza freni: veleno su Inter, Cassano e la presunta ‘talpa’
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Sulla “talpa” dell’Inter: ”Lo sanno tutti, ma non si può dire"

MILANO, 5 MARZO – Sabato, nell’anticipo contro la Lazio, è stato protagonista della serata con una doppietta ed una prestazione che ha permesso al Milan di guadagnare il 3° posto dopo una lunga rincorsa. Ieri sera, ospite del programma di Pierluigi Pardo, “Undici”, andata in onda su Italia2, Giampaolo Pazzini ha parlato liberamente di tutto.

Lo stesso “Pazzo” confessa di aver voluto fortemente questo passaggio dalla sponda nerazzurra a quella rossonera, e spiega perché: Ogni volta si discute su chi tra Milan e Inter ci abbia guadagnato: sono questioni che a me non interessano. E’ stata un’operazione che io stesso ho fortemente voluto e ora mi godo questa fantastica squadra che è il Milan. Su alcuni aspetti sono due società diverse e le opinioni che mi sono fatto su alcune persone, quando ero all’Inter, hanno influito sulla mia scelta. Quindi dal mio punto di vista l’affare l’ho fatto sicuramente io“. Sul diverbio Stramaccioni – Cassano, Pazzini ha le idee chiare: “Chi è stata la talpa che ha fatto uscire la notizia? Lo sanno tutti, ma non si può dire”. Dichiarazioni che faranno sicuramente discutere.

In estate, prima di trovare l’accordo con il Milan, l’attuale attaccante rossonero era vicino a Juventus e Napoli: Con il direttore Marotta c’è un bel rapporto e, anche se telefonate dirette tra me e lui non ci sono mai state, siamo stati vicini in tante finestre di mercato. Con il Napoli ci sono stati contatti in un paio di occasioni: per esempio quest’estate sono andato vicino al vestire l’azzurro”.

Pazzini parla poi di Balotelli, Pato e degli amici che ha nel calcio: “Si parla tanto di Mario e della sua vita privata… Ha delle stravaganze, ma è un ragazzo normalissimo e non ha nulla di negativo. Montolivo, insieme a Toni, è il mio migliore amico nel mondo del calcio. Siamo cresciuti insieme, poi ci siamo separati e di nuovo ritrovati. Pato? Un fuoriclasse, dal vivo era veramente forte, ma è stato molto sfortunato con gli infortuni e con la pressione psicologica di dover sempre e comunque dimostrare le sue grandissime qualità”.

Non può mancare una battuta sull’importante sfida di Barcellona che vede i rossoneri in vantaggio di 2 reti: Ci pensiamo tutti, è inevitabile, ma prima abbiamo il Genoa e quindi dobbiamo mantenere la concentrazione alta per il prossimo incontro. Noi non dobbiamo andare al Camp Nou per difendere il vantaggio maturato all’andata, ma cercare di fare gol. Che serata mi immagino? Una serata lunga, ma una di quelle serate che sogni da bambino”.

Conclusione con il suo “Undici” ideale: “In porta metto Abbiati; difesa con Maldini, Dainelli, Nesta e Maicon; a centrocampo Iniesta, Palombo e Montolivo; in attacco tridente con Toni, Cristiano Ronaldo e Pazzini.”

Massimiliano di Cesare

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