Orazio Rotunno

Le pagelle di Catania-Inter 2-3: top Palacio e Cambiasso, flop JJ e Rocchi

Le pagelle di Catania-Inter 2-3: top Palacio e Cambiasso, flop JJ e Rocchi
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Strama a due faccie, fenomeno Palacio e redivivi Cambiasso-Stankovic. Catania harakiri

Andrea Stramaccioni, tecnico dell'Inter

Andrea Stramaccioni, tecnico dell’Inter

TOP INTER

PALACIO 8 – I primi 45 minuti di Rocchi esaltano a dismisura la prestazione di Don Rodrigo, ma che sia un attaccante straordinario non lo scopriamo certo grazie alla prestazione orribile dell’ex Lazio. Completo, tecnicamente e tatticamente, uomo squadra e letale sotto porta: Stramaccioni ha l’obbligo di gestirlo e preservarlo al meglio per questo finale di stagione in cui rimane solo lui come terminale offensivo a disposizione. Ma la sua assenza, e poi presenza, si avverte enormemente. Ora sotto con gli straordinari, già da giovedì col Tottenham. IMPRESCINDIBILE

CAMBIASSO 7.5 – Esistono tanti suoi denigratori, tanti dei quali interisti. Questa è la cosa più assurda per un giocatore diventato leggenda non per aver fatto presenza nei successi neroazzurri recenti, ma per esserne stato parte inamovibile. E tutt’oggi, pur senza la continuità e dinamicità di un tempo, il suo apporto si mostra decisivo. Attaccante aggiunto, realizza l’assist meraviglia per il gol-vittoria, con inserimento e dribbling sui difensori etnei dopo aver sfiorato lui stesso la rete del 2-3. Rispetto e gratitudine, due valori passati sempre più di moda. BANDIERA

STANKOVIC 7 – Per qualcuno sarà pure il simbolo della pochezza dell’Inter in mezzo al campo, qualitativamente parlando. Forse questi geni hanno la memoria corta, tanto da dimenticare chi è Dejan Stankovic, e quanto possa aver pesato la sua assenza di quasi 10 mesi nella formazione di Stramaccioni. Il secondo tempo di ieri è lì a dimostrarlo: 33 anni tutti nella testa e nei piedi di un centrocampista ancora in grado di dare tanto in termini di personalità e qualità ad una mediana che ne avrebbe fortemente bisogno. Il suo ingresso è decisivo, dando ordine ed inventiva laddove non se ne vedeva da tempo. DRAGO

FLOP INTER

ALVAREZ 5.5 – Anche oggi? Starà pensando lui, e qualche suo estimatore ancora vagante su questo pianeta. Ma non ci lasciamo incantare dalla sua prima rete stagionale, giunta il 3 marzo, pur di ottima fattura con tanto di inserimento senza palla e bell’anticipo di testa. Ma la sua prestazione generale è la solita scialba ed a tratti irritante cui siamo abituati da ormai due stagioni. Cosa è Alvarez è tutta al minuto 81, al limite dell’aria di rigore, porta spalancata che aspetta solo di essere perforata e due opzioni facili di passaggio utili per mandare in porta a suo piacimento Schelotto o Cambiasso. Ma c’è un problema, anzi due: lentezza mostruosa di testa e di piede, e palla sul destro. Risultato, occasione clamorosa persa malamente, come tutte quelle che passano fra i suoi piedi, con cui sbaglia stop e passaggi semplici. E pensare che si è sacrificato Coutinho per puntare su di lui. SENZA SPERANZA

JUAN JESUS 5.5 – Il voto finale è l’esatta media fra il 4 del primo ed il 7 del secondo tempo. Clamorosa l’ingenuità del 21enne colosso neroazzurro sull’errata difesa del pallone che permette a Bergessio di segnare la rete dell’1-0. In compartecipazione con Schelotto è colpevole anche della rete di Marchese, ma nella seconda frazione reagisce con grande carattere agli svarioni iniziali ed è protagonista della remuntada interista. Chiude ogni varco, rude in alcuni casi ma sempre efficace: ha ottime potenzialità ma deve placare un temperamente delle volte eccessivo ed ingenuità che non possono appartenere ad un difensore centrale. CARISMA

ROCCHI 5 – Il voto se lo prende lui, poverino, ma andrebbe dimezzato e dato alla società che lo ha voluto. I 45 minuti di ieri dimostrano in modo lampante la non efficienza di un attaccante dell’indiscusso valore, ma passato, con 99 gol in serie A nel curriculum. Spaesato, fisicamente svuotato e mai in grado di dare profondità o appoggio alla squadra. Brutte notizie per Stramaccioni, che ora ha la certezza di non poter contare su alcun sostituto per Palacio. NON PERVENUTO

TOP CATANIA

BERGESSIO 7 – Qualcuno si lamenterà pure dei suoi pochi gol, comunque 8 finora, e di una lucidità spesso latitante sotto porta. Anche ieri ha avuto la palla del 3-0 a tu per tu con Handanovic, che avrebbe probabilmente chiuso il match. Ma a leggere un altro dato dell’attaccante argentino, si trova la spiegazione a ciò: è il giocatore con più falli commessi in serie A del reparto avanzato, sinonimo di enorme generosità e sacrificio per la squadra. Il primo gol è l’emblema del concetto: pressing asfissiante, non molla mai nemmeno sulla palla più difficile ed il suo apporto è decisivo. GENEROSO

ALVAREZ 6.5 – L’Alvarez buono abbiamo capito dove sta e che colori indossa: il duello fra cognomini sulla fascia è devastante per l’argentino neroazurro. Uno sembra andare al replay, l’altro a velocità supersonica. Qualche leggera disattenzione difensiva per il terzino, ma in campo mette tutto se stesso e per un’ora è semlicemente insuperabile. Cala alla distanza come il resto dei compagni, ma si può fare sicuro affidamento sul suo rendimento e contributo in termini di impegno. LOTTATORE

CASTRO 6.5 – Rivelazione, l’ennesima, tirata fuori quest’anno dal Catania. Partito fra le riserve ad inizio anno colpa di Gomez e Barrientos inamovibili, Maran lo aveva etichettato come dodicesimo uomo, 7 volte subentrato su 7 partite come prima sostituzione. Lentamente si è accorto di non poter fare a meno di questo talento argentino, un pò trequartista ed un pò mezzala. Dotato tecnicamente e fisicamente, i rossoblù hanno già in casa il sostituto dei possibili partenti Gomez e Barrientos. SCOPERTA

FLOP CATANIA

SPOLLI 4 – Semplicemente inguardabile. Sarà l’assenza del suo compagno di battaglie Legrottaglie, ma almeno 2 dei 3 gol di ieri sono sua responsabilità. Certo avere accanto Rolin non lo aiuta, ma dal difensore argentino ci si aspetta molto di più che marcature inesistenti e disattenzioni lampanti come quelle mostrate ieri. Partita da dimenticare, nonostante il cliente Palacio non fosse dei più accomodanti. INGUARDABILE

LODI 5 – Dal solito piede fatato nasce il gol del 2-0, ma per lui è ordinaria amministrazione, con la complicità imprescindibile della difesa neroazzurra in versione “the sleepers”. Da quel momento scompare dal campo, quando era invece più necessaria che mai la sua presenza per capacità di possesso palla e rallentare il ritmo di una gara che l’Inter doveva alzare per forza di cose nel tentativo disperato di rimontare. Il secondo tempo lo passa da spettatore, costretto in compiti non consoni con il suo stile di gioco: da regista a recupera palloni, e si vede. Ha l’occasione ghiotta col sinistro di chiudere la agra, ma la sciupa malamente. Manca di personalità in una partita in cui i compagni avevano bisogno di lui soprattutto nella gestione della gara. RIMANDATO

GOMEZ 5.5 – El Papu non è devastante come al solito, forse emozionato dinnanzi alla sua prossima squadra? Sciupa un paio di contropiedi che potevano infliggere il ko definitivo alle speranze di rimonta di Zanetti e compagni. Un paio di contropiedi in seguito a corner per l’Inter lo vedono libero con praterie insperate da poter sfruttare a suo piacimento, ma manca di concretezza e dello spunto vincente. Mezzo voto in più per un paio di spunti che denotano comunque le sue enormi doti tecniche ed atletiche. INCOSTANTE

Orazio Rotunno

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