Orazio Rotunno

Milan-Barcellona 2-0, top e flop: le pagelle di Sportcafe24

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Allegri regista del capolavoro a San Siro. I marziani tornano terrestri, Messi non prevenuto

Milan - BarcellonaTOP MILAN

MONTOLIVO 7.5 – Se il Milan ritrova nella magica notte di San Siro il suo blasone europeo, lui potrebbe aver conosciuto quella definitiva consacrazione che da tempo ci si attendeva. L’eterna promessa mai completamente esplosa ha guidato con maestria e personalità una squadra data per spacciata dinnanzi ai marziani. Ed invece Riccardo, nella zona di campo dove da 5 anni regnano sovrani Xavi-Iniesta-Busquests, è diventato “Re per una notte”. Quantità e qualità, calma e personalità: tutto a servizio del Milan, che trova in lui l’ancora a cui aggrapparsi nei momenti più difficili. CONSACRATO

BOATENG 7.5 – Ci sono partite uniche, capace di valere un’intera stagione. Il ghanese lo sapeva bene, ed è stato capace di far passare nel dimenticatoio un’annata pessima sino a ieri alle 20.45, attraverso una prestazione “monstre“. Verrebbe da dire, “da Boateng“, ma una partita seppur perfetta contro il Barcellona non è sufficiente per rivedere tutti i giudizi su un giocatore su cui desta l’ombra del “sopravvalutato“. Ma ieri serve a riaprire il dibattito, eventuali conferme chiuederebbero il caso. Gol, dinamismo ed altruismo: il vecchio Boateng andato perduto è tornato a ruggire. RISORTO

AMBROSINI 7 – Tra le cattiverie peggiori quali “mammut” ed “ex giocatore“, quella che li avrà fatto più male è stato leggere di “Non essere degno della fascia che porta“. Ma quando arrivano serate come queste, dove conta la testa più che le gambe, l’esperienza più del genio, Ambrosini grida presente. Una diga insormontabile, annulla a turno Messi, Fabregas e Xavi: in una notte l’aura dei vecchi senatori del grande Milan sembra aleggiare su di lui. E’il filo d’unione tra passato, presente e futuro, ma il capitano è ancora lì a menarle e a farsi rispettare. Con buona pace di chi ora dovrà ricredersi. ORGOGLIO ROSSONERO

MUNTARI 7 – Se qualcuno in futuro volesse sapere come battere il Barcellona, si rivolgesse pure al buon Sulley. Due volte lo ha affrontato nelle fasi ad eliminazione diretta e una volta e…mezza lo ha buttato fuori. Manca il secondo tempo di fuoco del Camp Nou, ma se anche lui si mette a giocare così, allora per questo Milan tutto è possibile. Nessun colpo di testa, calma olimpica a metà campo (eccetto un retropassaggio al veleno ad Abbiati) e classiche doti di inserimento tanto care ad Allegri, concretizzatesi in occasione della seconda rete. E’tornato dopo un lungo stop, ed è subito pedina inamovibile della mediana rossonera. Con questa disciplina può essere un giocatore importante. ALIENO

ZAPATA 7 – Alzi la mano chi pensava oggi di leggere il suo nome fra i “top” della partita. Il “nemico pubblico n.1″, l’anello debole del reparto più inaffidabile del Milan, “Messi contro Zapata” e si salvi chi può. Il colombiano mette in mostra tutte le qualità che lo avevano portato ad essere fra i difensori più interessanti del campionato italiano ai tempi dell’Udinese prima della sfortunata parentesi al Villareal. Arrivato a Milano fra mille perplessità ed un inizio scoraggiante, con grande sicurezza e senso della posizione non lascia spazio ala minima sbavatura, al contrario del pur positivo compagno di reparto Mexes (6.5), annientando in anticipo ogni tentativo di inserimento blaugrana. L’assist pallavolistico per il gol di Boateng non lo vede solo l’arbitro, evidentemente incredulo per la prestazione del sudamericano. THIAGO 2.0

FLOP BARCELLONA

MESSI 4.5 – Solitamente al suo nome corrisponde il voto doppio di quanto si merita per la “non partita” di ieri sera. Mezzo voto in più per la stima, e non delegittimare chi ha contribuito alla sua pessima prestazione. Che giudicare non positiva è anche errato, in quanto semplicemente non ha mai toccato palla. Insomma, manna dal cielo per chi giudica l’argentino facilitato da un calcio spagnolo generoso difensivamente, e chi lo aspetta al varco in un campionato magari più duro e preparato tatticamente come quello italiano. Anche contro l’Inter di Mou Messi era rimasto a secco per 4 partite su 4, idem col Chelsea di Di Matteo. 7 indizi faranno una prova?. TERRESTRE

FABREGAS 4.5 – Il primo a lasciare il campo, forse vittima di un ruolo che troppo celermente è stato definito quale suo. Questo “falso nueve” poco si addice alle caratteristiche di un fantastico centrocampista quale Cesc, può funzionare nella Liga, più difficilmente in campo europeo, e stanno a dimostrarlo anche le prestazioni della passata stagione. Nel Milan a linee sbarrate è completamente perso e fuori dal gioco, lo consolerà l’ingresso di Sanchez, del tutto infruttuoso. Non era lui il problema, ma poteva essere la soluzione arretrandolo nella sua posizione con un punto di riferimento avanzato. VITTIMA

XAVI 5 – Se bastasse chiudersi per battere il Barcellona, allora “Xavi non sarebbe Xavi”. E’avere un giocatore come lui l’arma decisiva per scardinare linee tanto corte e compatte, attraverso il suo genio ed inventiva. Ma evidentemente, per lo spagnolo ieri non era serata: marcatura a vista di Ambrosini, girovago in una mediana occupata perfettamente dai rossoneri che lasciavano giusto un passaggio facile a Valdes o Puyol, se li andava bene. Una punizione alta e leggibile e nulla più.  Con rispetto parlando, ed un pizzico di nazionalismo, Pirlo è un’altra cosa. SPIAZZATO

ALLEGRI 8 – E’il regista di questo memorabile capolavoro. E non parliamo solo della serata di ieri, ma di un’intera stagione portata dalla zona retrocessione a sogni di Scudetto e quarti di Champions League. Tutto per merito suo, di chi non lo ha esonerato e del suo orgoglio toscano capace di lavorare, lavorare e lavorare. Fino ad arrivare a ieri: sintesi della perfezione tattica che solo la scuola italiana può tirar fuori con tanta perfezione. Il trionfo del catenaccio e contropiede, tutto ciò per cui siamo odiati e maledettamente rispettati oltre confine. Ora tutti a salire sul carro dei vincitori. “Conte Max” nel frattempo, zitto zitto, gongola e pensa già al derby. E ad un’altra impresa da realizzare. FELLINI

Orazio Rotunno

 

 

 

 

 

 

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