Enrico Steidler

Addio a Mario Ciuffi, il “sommo pontefice” dei tifosi viola

Addio a Mario Ciuffi, il “sommo pontefice” dei tifosi viola
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Prandelli: “Mario ha sempre incarnato per me il prototipo del fiorentino, del tifoso nel senso più pieno del termine”

Mario Ciuffi

Mario Ciuffi

FIRENZE, 19 FEBBRAIO – E’ morto Mario Ciuffi, il più noto e amato fra i tifosi viola, per decenni protagonista assoluto dei programmi sportivi di TVR (durante i quali dispensava le sue celebri “frustate”) e “gran cerimoniere” alla presentazione ufficiale di giocatori e allenatori della Fiorentina (era lui che li accoglieva mettendogli una sciarpa viola intorno al collo in segno di benvenuto). Ciuffi, 78 anni, è scomparso per l’improvviso aggravarsi della malattia cardiaca che lo aveva costretto al ricovero in ospedale lo scorso dicembre. Simbolo personificato della passione sportiva, quella sana, il “sommo pontefice dei tifosi viola” (come amava definirsi) ricordava, per la sua pungente ironia, lo spessore umano e la viscerale (ma leale) anti-juventinità (memorabile il suo siparietto alla Rai quando “scandalizzò” Antonella Clerici parlando degli scudetti “rubati” dalla Juve) un altro grande supertifoso, quel Giuseppe Prisco che, come lui, si è guadagnato un posto d’onore nell’olimpo degli uomini di sport.

IL RICORDO – Mario Ciuffi non era amato solo per la sua straripante vitalità, la sua simpatia e l’ironia graffiante e mai volgare, ma anche – direi soprattutto – per la sua umanità, per quella bontà d’animo (ancor più grande del suo amore per la Fiorentina) che lo rendevano, se non unico, davvero raro. Persino quando fustigava, anzi “frustava”, i suoi avversari prediletti (la Juventus su tutti, naturalmente, e poi le altre squadre “strisciate” e i loro “reggicoda” mediatici, i “pennivendoli” della Rosea e di Tuttosport), “il Ciuffi” non passava mai il limite imposto dal suo innato senso della misura e dalla sua autentica, per quanto infuocata, passione sportiva. Arguto e competente, il “sommo pontefice” si considerava un esteta del calciocome tutti i tifosi viola”, e considerava la bellezza del gioco (fatta innanzitutto di lealtà e sano agonismo) la strada maestra da seguire per rivivere le glorie del tempo che fu: “siamo ufficialmente in lotta per il terzo scudetto” era la frase con cui inaugurava ogni stagione, e con queste poche, rituali parole Mario Ciuffi riusciva a esprimere tutto l’orgoglio sportivo, le indomabili aspirazioni, la voglia di lottare (e l’ironia) della parte migliore non solo di un uomo, ma di un’intera tifoseria.

Ci mancherà il Ciuffi, ci mancheranno la sua spontaneità irruenta ma bonaria (“io chi si chiama Moggi lo metterei fuori legge”) e il suo essere persona ancor prima e molto più che personaggio. Ci accompagnerà sempre, tuttavia, il ricordo delle sue battute al fulmicotone, della sua mano che stringe impaziente la frusta e delle ragioni – elencate con sorridente veemenza – che lo spingevano ad usarla senza (apparente) pietà contro la vittima di turno. Za! Za! Za! Tieni! – diceva scatenando il suo scudiscio – e poi ancora Za! Za! Za!, beccati questa! Chi non ha mai sognato di poterlo fare (se non altro a distanza e solo col pensiero) con questo giocatore, o quest’altro allenatore, quel dirigente o l’intera Società? Grazie, quindi, per averlo fatto anche per noi, e per averci regalato, caro Mario, un’infinità di “momenti catartici” e di sorrisi.

IL COMUNICATO DELLA FIORENTINALa Proprietà, la Dirigenza e tutte le squadre dell’ACF Fiorentina si uniscono al dolore della famiglia Ciuffi per la scomparsa di Mario. Mario Ciuffi non era solo un tifoso, era soprattutto un grande amico della squadra viola. Siamo sicuri che da lassù continuerà a seguire le vicende della sua amata Fiorentina. Ciao Mario.

L’OMAGGIO DEL CONSIGLIO COMUNALE – Un minuto di silenzio, proposto dal presidente dell’assemblea Eugenio Giani, è stato osservato in Palazzo Vecchio per ricordare il “re” tifosi della squadra gigliata. ”Una perdita che ci addolora” – ha commentato Giani – “con lui se ne va un pezzo di fiorentinità viola. Mario era una persona straordinaria, che aveva grandi capacità nelle relazioni umane, un grande senso dell’ironia, una simpatia tutta fiorentina che abbiamo identificato con la voce della tifoseria viola‘.
Con Mario Ciuffi perdiamo un grande tifoso della Fiorentina, ma anche un cittadino appassionato, interessato alla cosa pubblica, innamorato di Firenze oltre che della sua Fiorentina”, scrive in una nota il sindaco di Firenze Matteo Renzi, che aggiunge ”Sono vicino alla famiglia e alla comunità di tutti gli amici pronti a scherzare, tifare, soffrire insieme a lui”.

LE PAROLE DI DELLA VALLE E  PRANDELLI – “E’ una notizia bruttissima, siamo vicini alla famiglia” – dice il presidente della Fiorentina Andrea Della Valle a Radio Blu – “Era un uomo pungente e molto simpatico, con qualità speciali. Giocheremo con il lutto al braccio, a partire dalla Primavera nella partita di domani. In clinica abbiamo parlato di tante cose, tra cui di un possibile futuro scudetto. Lo ricorderò con grande affetto, ieri è arrivata l’ultima grande gioia, ciao Mario!”.

Molto sentito il ricordo di Cesare Prandelli (allenatore della squadra viola dal 2005 al 2010):Oggi ho perso il primo amico che ho avuto a Firenze. Poi ne sono venuti migliaia, ma Mario Ciuffi è stato il primo. Arrivai in sala stampa e un signore sorridente ed esuberante mi mise al collo una sciarpa con su scritto “Viola Club Fantechi Bar Marisa – Università del calcio” e mi disse: “Benvenuto! Sono il sommo pontefice. Ti s’aspettava”. Da quel giorno il nostro è stato un rapporto formidabile, pieno di tanti sentimenti. La sua arguzia e la sua conoscenza del calcio, ci permetteva di parlarne con apparente leggerezza e allegria, ma in fondo eravamo seri perché la passione è una cosa seria. Mario ha sempre incarnato per me il prototipo del fiorentino, del tifoso nel senso più pieno del termine. Simili a Mario ce ne sono tanti a Firenze, ma lui era unico nel manifestare il suo profondo amore per la Fiorentina, cosa che ci ha accomunato e legato profondamente.

Abbraccio la signora Renza per il suo dolore che è sicuramente anche il dolore di gran parte di Firenze. 

Enrico Steidler

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